Il pettirosso - Jo Nesbø - copertina
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Letteratura: Norvegia
Il pettirosso
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11,00 €
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Descrizione


Harry Hole non è esattamente un impiegato statale modello. Come membro della polizia di Oslo, uno che è allergico a qualunque tipo di autorità, che tende periodicamente alla depressione e, soprattutto, non disdegna di presentarsi al lavoro ubriaco un po'di scetticismo - a voler essere generosi - è normale che lo susciti. Ma nonostante i suoi modi ruvidi e scostanti non gli guadagnino la simpatia dei colleghi, il suo intuito e il suo spiccato senso della giustizia ne fanno il migliore sulla piazza. Ed è la sua capacità di vedere più in là degli altri a suggerirgli che, dietro un traffico d'armi che coinvolge un gruppo di neonazisti, si nasconda qualcosa di più grosso. I bossoli ritrovati sui monti intorno a Oslo appartengono infatti a un Märklin, un fucile tedesco di cui sono stati costruiti solo trecento esemplari, e che, grazie alla sua straordinaria precisione, è lo strumento ideale per un killer professionista. E mentre alcuni veterani dell'esercito norvegese iniziano a morire in circostanze sospette, sulle tracce di quell'insolita arma, Hole si addentra in una palude di tradimenti e vendette che si annida nel passato e da cui sarà difficile riemergere.

Informazioni dal venditore

Venditore:

Libreria Biblos di Costa Pierandrea
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Informazioni:

Editore: Piemme Anno: 2009 Copertina e misure: brossura, 12x17 cm ca. 491pp. Condizioni: molto buono Non esitate a contattarci per ulteriori informazioni, foto o problemi. Posizione : 13E-112 . 491. . Molto buono (Very Good). . . .

Immagini:

Il pettirosso

Dettagli

Tascabile
491 p., Brossura
Rødstrupe
9788856611175

Valutazioni e recensioni

  • ANNALISA FERRARI

    Dei miei problemi con i nomi nordici, ho già parlato. Poi, non so, si ha l’impressione che i nordici siano così pochi che si siano, in passato, sposati tutti tra loro, perciò, oltre all’estraneità dei suoni, c’è anche il fatto che i cognomi sono simili, o uguali (Gudeson, Gudbrand, Brandaugh, argh) . Però questo di Nesbø è un giallo che mi sono goduta nonostante queste e altre difficoltà. Prima fra tutte, il montaggio che l’autore fa tra la storia presente (1999-2000) e la Storia passata (1942-1945). Una storia nella Storia che non conoscevo granché, perché chi mai si occupa specificamente della Norvegia nella seconda guerra mondiale? Chi mai sa distinguere tra i collaborazionisti, i patrioti, i resistenti, i filonazisti, e quelli che, disinvoltamente o meno, passano da un a parte all’altra della barricata ideale? In ogni modo, la storia di guerra si segue con interesse, perché racconta del fronte, del modo in cui i soldati semplici affrontano e superano (o meno) ciò che accade, si parlano, si uccidono, complottano, sono feriti, fuggono, tornano, si innamorano e così via. Si perde il filo, però, quando qualcuno muore, qualcuno è ferito, qualcuno guarisce, qualcuno no, e tutti questi “qualcuno” si chiamano (esempio) Daniel Gudeson oppure Gudbrand (che viene citato circa duecento volte soltanto per cognome, e il cui cognome -se capovolto- assomiglia pericolosamente a Brandaugh, che però è un personaggio della storia più recente). Insomma, bisogna cercare di procedere ugualmente, anche perché, nonostante quello che ho appena detto, il racconto scorre e si può seguire. In parallelo, la storia presente, la politica, il timore di attentati, le indagini del ‘solito’ commissario Hole (nome chiaro, non si confonde, è ben individuabile, meno male) e della sua collega Ellen, la vita privata del commissario, gli spostamenti tra un piano e l’altro (che significano spostamento di carriera, di ufficio, di incarico, qui tutto già più nebuloso, ma vabbè), l’incontro-scontro con il Brandaugh di cui sopra (che, a questo, Strauss-Khan gli fa un baffo), la morte violenta di qualcuno vicino al commissario, e via e via. E proprio il commissario è in fondo il personaggio che ti tiene lì, a vedere come va a finire. Perché è un tipo solitario, un (ex?)alcolista, che sembra stanco della vita e procede dritto come un fuso, magari per sbattere contro l’ennesimo muro, se questo gli sembra giusto e onesto. Uno che mente, anche, ma non sulle cose importanti, e che prosegue cocciutamente alla ricerca della verità, anche quando sarebbe più semplice stendere un velo (diplomaticamente opaco) e tornarsene a casa.

  • MASSIMILIANO BOSCHINI

    Jo Nesbo è uno dei miei giallisti preferiti, e confesso di aver letto "Il pettirosso" in un week-end. Ottima trama, un po' di sesso, non manca nulla...

  • Rosaria Laurino

    Libro thriller-storico-romantico gradevole ma caratterizzato(specie l'inizio)da continue spezzettature che invece di incalzare rendono la storia un pò noiosa..bella la descrizione,i pensieri dei soldati norvegesi(e non i classici soldati che non hanno mai appoggiato hitler oppure i classici soldati tutto fare)..il mio voto è 3 STELLE..perkè si può leggere ma non mi ha coinvolto dall'inizio alla fine. GRANDIOSO..(e sottolineo l'aggettivo)il commissiario Hole,è una figura che piace per il suo aspetto reale(ironico,scherzoso,stupido,ansioso,attento,impacciato)e che si lascia coinvolgere dalle proprie passione,sia esse cattive(alcol)positive(amore).Bellissima la parte centrale del romanzo quando chiama ripetutamente al telefono lì si vede l'essenza di Hole...non il classico agente freddo e che ha tutto sotto controllo. Per chi si vuole distaccare un pò dal classico genere serial killer-agente e contorni tristi e grigi,questo potrebbe fare al suco caso..scusate per la lunga recensione;D

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Foto di Jo Nesbø

Jo Nesbø

1960, Oslo

Cantante, chitarrista e scrittore, in patria e non solo è stato insignito di numerosi premi letterari. Prima di votarsi completamente alla scrittura, ha fatto il calciatore di Seria A, il giornalista free-lance e il broker di borsa. Il pettirosso è il suo primo libro, votato in Norvegia come migliore crime novel. Ha scritto una serie con protagonista il detective Harry Hole, che appare in numerosi romanzi tra cui citiamo Il pettirosso (Piemme, 2004), Nemesi (Piemme, 2007- finalista all'Edgar Award 2010), La stella del diavolo (Piemme, 2008), La ragazza senza volto (Piemme, 2010), L'uomo di neve (Piemme, 2010), Il leopardo (Einaudi, 2011), Lo spettro (Einaudi, 2012) e Polizia (Einaudi, 2013). Oltre a questa serie, Nesbø ha scritto anche Il cacciatore di teste...

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