Mi è piaciuto più del libro precedente, meno dialetto e una storia coinvolgente e dolce, che ti accompagna velocemente nella lettura
Pietra dolce
«Ciò che è vero sta in un seme. Ciò che è bello sta in un canto. Meizoun.»
In Val Germanasca la natura detta le proprie volontà: nella miniera di talco, negli orti, nei boschi, nelle borgate cheguardano la cascata. Così accade anche il giorno del crollo: tre boati tanto forti da far tremare la montagna. Due minatori mancano all’appello e nel piazzale si scava tra i detriti. L’ultimo a uscire dal foro nella roccia è un giovane che tutti conoscono. Si chiama Lisse, senza la U, e in quella lettera mancante è già scritta gran parte della sua vita. È ferito, eppure a far sanguinare l’animo di Lisse sono ben altri tagli. Quell’uomo partorito in un prato, accolto e nutrito dalla sua gente, è anche l’invisibile, il senza-storia, esiliato entro i confini della sua Valle. Stravolto da quell’ennesimasciagura, Lisse si rifugia in una baracca a Paraut, dove è nato. Giosuè Frillobèc, l’amico di sempre che zoppica sulle parole, non può stare a guardare. E con lui nemmeno Mina, che ha cresciuto entrambi come una madre; e Lumière, il gigante che fa oracoli; e Tedesc, il vecchio liutaio che parla tre lingue. Insieme escogiteranno un piano per riportare Lisse a casa e restituirgli speranza, immaginarsi ancora possibile. L’arrivo di Alma, partita dall’Argentina con una chitarra in spalla, porterà nelle loro vite il canto delle Ande e un sogno gentile da coltivare. Passano molti anni,Frillobèc ha lasciato la Valle e vive isolato tra le colline, con la sola compagnia di una corva. A spezzare la sua solitudine è l’improvvisa visita di un ragazzo, Jul, venuto dalle montagne a riportargli un oggetto che gli è appartenuto. Insieme cuciranno la storia, gli amori distanti un oceano, le libertà sfilacciate dal tempo, le promesse incompiute. Una miniera di piccole cose, incise nella pietra dolce.
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Autore:
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Edizione:2
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Anno edizione:2024
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Chiara 03 gennaio 2025Bella lettura
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Franca 01 gennaio 2025Poetico
Una vera scoperta. Ci vuole della positività non mielosa in questo mondo. Bella storia, luminosa. Unico piccolo difetto il dialetto sconosciuto che però è funzionale, lo avrei reso più comprensibile
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LiberiLeggendoBlog 24 luglio 2024Una storia che sa di amicizia
Valeria Tron ci racconta un'altra bellissima storia. Con la sua scrittura delicata ci racconta di una valle, la Val Germanasca, dove evoca paesaggi affascinanti. Questo libro sa di comunità, d'incanto, di poesia. Con una potenza narrativa degna di nota, l'autrice ci fa conoscere Lisse, "il senza storia", tirato fuori da una miniera crollata dopo un boato. Ci racconta di Giosuè che non parla bene, ma anche di Mina e di Lumiere. Con loro c'è anche Tedesc che parla tre lingue. Ci racconta di questi personaggi che aiuteranno Lisse, gli daranno speranza. Insieme a loro si unirà Alma arrivata dall'Argentina. Una storia che parla di tante storie. L'autrice ci porta ancora a sognare perché quello che scrive sembra una melodia che suona tra le righe di vite segnate, di anime fragili. Lo consiglio sicuramente.
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