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Poesie - Edna St. Vincent Millay - copertina
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Descrizione


Edna St. Vincent Millay è stata l'eroina dell'Età del Jazz, la poetessa più amata e più letta nell'America degli anni venti. Di una bellezza inquietante, il suo sex appeal senza rivali aveva "l'effetto di una droga sulle persone". Thomas Hardy disse che c'erano soltanto due grandi cose negli Stati Uniti: i grattacieli e la poesia di Edna. Tra i letterati anglofoni non c'era nessuno che non conoscesse i suoi versi, i suoi libri vendevano più di tre milioni di copie, e i suoi appassionati sonetti d'amore, grondanti lirismo e sentimento - ma anche ironia e rivalsa femminista -, erano ammirati e imitati da tutti gli aspiranti poeti. Interpretò una femminilità libera e spregiudicata e diede vita al mito dell'eterna giovinezza, all'amore romantico ma privo di illusioni, alla precarietà della vita e alla tristezza, ma senza rassegnazione. La scelta di poesie tradotte da Silvio Raffo ne dimostra la forza, che il tempo non ha scalfito.
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Dettagli

2020
24 settembre 2020
176 p., Brossura
9788883063442

Conosci l'autore

(Rockland, Maine, 1892 - Austerlitz, New York, 1950) poetessa statunitense. Negli anni Venti divenne popolarissima tra i giovani del Greenwich Village a New York, per il modo in cui aveva interpretato - sia nella vita, sia nella prima fase della sua produzione poetica - la ribellione al conformismo morale e il mito delle libertà essenziali (Qualche fico dai cardi, A few figs from thistles, 1920). Nelle raccolte successive (Il tessitore d’arpa, The harp weaver, 1923; Fatale intervista, Fatal interview, 1931) cercò nelle forme metriche della tradizione inglese i calchi in cui calare i suoi effusi materiali emotivi. Dopo L’assassinio di Lidice (The murder of Lidice, 1942), prodotto del clima del periodo bellico, si chiuse nel silenzio.

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