Figlie del padre. Passione e autorità nella letteratura occidentale - Maria Serena Sapegno - copertina
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Letteratura: Italia
Figlie del padre. Passione e autorità nella letteratura occidentale
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Descrizione


Qual è il momento in cui una figlia smette di essere tale e diventa una donna? Le risposte sono quelle delle più grandi scrittrici della letteratura occidentale.

«Il rapporto tra padre e figlia parla dell’autorità e dei limiti del Potere, del rapporto tra natura e cultura, della legge e della morale. E, attraverso diverse figure di figlie ribelli come Eva, Antigone e Cordelia, parla di resistenza all’autorità, di trasgressione.»

Da quando le figlie hanno cominciato a interrogarsi sui loro padri? Certo, la storia della letteratura è piena di scrittori che hanno indagato il rapporto tra i padri e le loro figlie, spesso senza rinunciare al tentativo di trovare una voce al punto di vista di queste ultime, come hanno fatto Sofocle con Antigone, Shakespeare con Cordelia o Philip Roth con Merry in «Pastorale americana». Eppure, c'è stato un momento in cui le figlie dei padri che avevano parlato per conto loro hanno rivendicato la propria voce. Come mostra chiaramente Virginia Woolf in «Una stanza tutta per sé», nella storia della letteratura c'è stata una cesura, una frattura rivoluzionaria che ha portato con sé una sorprendente accelerazione. È l'accelerazione della modernità illuminista, che spinge le donne del ceto medio a prendere la penna. Donne come Jane Austen. Ma come fanno le figlie a impossessarsi della propria voce? Sfidano i loro padri? Hanno pietà di loro? Come si liberano dall'archetipo dell'incesto, che fin dagli albori della letteratura occidentale insidia il rapporto tra padre e figlia? Questa storia arriva fino a oggi e ci riguarda da vicino. Perché dopo il '68, quando un'intera generazione di figlie ha rifiutato di essere come le loro madri e ha messo in discussione tutto l'orizzonte dei valori dei loro padri in modo più o meno distruttivo, trovare una voce propria è ancora più difficile. Un saggio che ritrova lungo un percorso eterogeneo e scosceso, pieno di esitazioni e interruzioni, ma anche di grandi conquiste, le voci delle figlie che hanno saputo emanciparsi dai loro padri e diventare le donne che hanno fatto la letteratura.

Dettagli

8 febbraio 2018
256 p., Brossura
9788807105319

Conosci l'autore

Foto di Maria Serena Sapegno

Maria Serena Sapegno

Maria Serena Sapegno insegna Letteratura italiana e Studi delle donne e di genere alla Università Sapienza di Roma. Ha rappresentato la Sapienza per un decennio nelle reti europee sugli studi di genere. Da molti anni coordina su questi temi un’attività di ricerca che coinvolge studenti, ricercatrici e insegnanti. Tra le sue ultime pubblicazioni: Che genere di lingua? Sessismo e potere discriminatorio delle parole (Carocci, 2010), Identità e differenze. Introduzione agli studi delle donne e di genere (Mondadori università, 2011), La differenza insegna. La didattica delle discipline in una prospettiva di genere (Carocci, 2014), Figlie del padre. Da Antigone a Virginia Woolf: la passione delle origini (Feltrinelli, 2018; con la postfazione di Cristina Comencini)....

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