Benito Cereno - Herman Melville - copertina
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Benito Cereno
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Descrizione


È una singolare giornata dell'anno 1799 e il capitano Delano, fermatosi sulle coste cilene per far acqua nell'isolotto di Santa Maria, avvista la nave San Dominique che sembra aver perso il governo e riesce a salire a bordo con qualche provvista. La San Dominique trasporta schiavi negri e altra merce di valore. Durante la traversata è scoppiato un ammutinamento e i negri, uccisa la maggior parte dell'equipaggio bianco, hanno risparmiato la vita a Benito Cereno, il comandante, perché li riporti in Africa. Scampati a un naufragio a Capo Horn la nave è ferma, in balìa di una misteriosa attesa. "Benito Cereno" è una grande e tragica avventura di mare, che rivela l'aspetto buio, profondo dell'umanità.

Dettagli

Tascabile
22 ottobre 2015
128 p., Brossura
9788807902215

Valutazioni e recensioni

  • GregorS
    Epica in formato tascabile

    Benito Cereno esplora il potere, la schiavitù e l'inganno. Melville svela una lotta silenziosa tra il capitano Cereno e lo schiavo Babo, in cui ruoli sociali e verità sono messi in discussione. Un racconto di resistenza e oppressione, in cui l'apparenza inganna e le dinamiche di potere emergono tragicamente.

  • Pietro

    Melville racconta le vicissitudini di Benito Cereno e la sua nave con una scrittura grandiosa nel suo essere dettagliata. Il colpo di scena è disarmante e vale già di per sé la stessa lettura. Poi, c’è da dire che, se si conosce la nave e il mondo navale, questo è un libro che non potrà che essere amato; se come me invece siete poco informati sulle componenti navali, ci si potrà un po’ perdere tra un dettaglio e l’altro. In ogni caso, lettura che merita di essere portata a compimento.

  • Destinazione Libro
    Una nave, un mistero

    All’improvviso, in mezzo alla foschia, una nave. Ma non sembra una nave come le altre: è desolata, malconcia, coperta in parte da un telo incrostato di alghe. In tanta decadenza sembra celarsi un mistero, un rimando a qualcosa di non detto. Almeno questa è l’impressione che ne ricava Amasa Delano, mite e generoso capitano che sale a bordo del San Dominik per capire cosa sta succedendo. E ad attenderlo, Delano trova lui, il signore della nave: Benito Cereno. Circondato da un pugno di marinai spagnoli affamati, il capitano Cereno racconta delle tempeste, della malattia e della bonaccia che hanno decimato l’equipaggio mandando la nave alla deriva. E le perdite ci sono state anche nel prezioso carico della nave: decine di schiavi neri di tutte le età, destinati alle piantagioni del Sudamerica. Delano si guarda intorno, sconcertato: l’umanità chiassosa che gli sta attorno lo soffoca, i modi ambigui di Benito Cereno lo inquietano, l’atmosfera della nave sembra inspiegabilmente cupa e minacciosa… ma bisogna aspettare i soccorsi, e le ore iniziano a scorrere lente e interminabili. È l’afa che gioca certi scherzi? Possibile che dietro le facce immobili degli schiavi, dietro gli occhi stralunati di Don Benito, dietro i modi ossequiosi del servo Babo si nasconda un disegno segreto? E quale? Scritto a metà dell’Ottocento da Herman Melville, autore di “Moby Dick”, “Benito Cereno” è un romanzo con un’atmosfera unica, soffocante e rarefatta, sinistra e carica di presagi. Con un’analisi psicologica ed emotiva impeccabile, Melville insinua nel lettore dubbi e timori, costringendolo a diffidare di ogni parola, di ogni gesto. Perché c’è qualcosa di strano, su quella nave. Sotto i silenzi impenetrabili, al di là dei volti scavati, nascosto dalle incrostazioni di sale e di alghe, cova un enigma. E Benito Cereno sa qual è.

Conosci l'autore

Foto di Herman Melville

Herman Melville

1819, New York City

Di ascendenza olandese per parte materna e bostoniana e calvinista per parte paterna, dovette interrompere gli studi a causa del fallimento e della morte del padre. La perdita repentina dell’eden di un’infanzia felice lo segnò precocemente. Terzo di otto figli, dopo vani tentativi di trovare un lavoro stabile, attraversò per la prima volta l’Atlantico come mozzo sulla nave Highlander diretta a Liverpool: il primo di una lunga serie di viaggi che avrebbero fornito il materiale avventuroso ai suoi primi libri e un ricchissimo campionario di metafore alle opere maggiori. Nel 1841, dopo aver peregrinato all’Ovest e al Sud, fece vela per il Pacifico sulla baleniera «Acushnet»: disertore, dopo più di un anno, alle isole Marchesi, visse per...

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