Sono un bravo ragazzo. Andata, caduta e ritorno - Francesco Nuti - copertina
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Letteratura: Italia
Sono un bravo ragazzo. Andata, caduta e ritorno
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Descrizione


Sono passioni dirompenti, quelle che animano gli anni d'oro, fervidi e creativi, di Francesco Nuti, regista e attore che ci ha incantato per oltre due decenni con i suoi film. Donne bellissime, ma anche calcio (che lo ha portato persino nella Nazionale Under 14), naturalmente biliardo, e soprattutto cinema, voglia di inventarsi storie per far ridere, immalinconire, commuovere, e di nuovo ridere. Dopo un periodo di malattia, oggi Nuti desidera finalmente ritornare a parlare al suo pubblico e lo fa con questa autobiografia scritta in lingua fiorentina d.o.p., dove si racconta "a braccio, anzi a bracciate, improvvisando con la memoria, che a me piace così". È un libro a lungo meditato, che nasce da appunti buttati giù nel tempo e di recente integrati da Francesco, con l'aiuto del fratello Giovanni, per restituire ai lettori le emozioni più importanti della propria vita. Si parte dal cuore della Toscana, Firenze e Narnali, contrada allegra e burlona che abbiamo conosciuto in diversi film; si passa per le esperienze di teatro con i Giancattivi e di tv con Non Stop, per approdare agli anni rutilanti del successo, quando Nuti era osannato dal pubblico e in diretta concorrenza con l'altra star dell'epoca, Massimo Troisi. Anni scroscianti di applausi, baciati da amori e amorazzi, benedetti dai record di incasso, ma anche venati dall'insinuarsi di sentimenti oscuri, come dal presagio di un declino.

Dettagli

28 settembre 2011
206 p., ill. , Rilegato
9788817051330

Valutazioni e recensioni

  • JANKA
    Francesco Nuti: il talento malinconico che si è consumato da solo

    Sono un bravo ragazzo. Andata, caduta e ritorno non è soltanto un’autobiografia. È il racconto doloroso e lucidissimo di un uomo che ha vissuto il successo in modo totalizzante, fino a esserne divorato. Da amante del cinema di Francesco Nuti, mi aspettavo aneddoti, backstage, curiosità sui suoi film più famosi. In parte ci sono, ma il cuore del libro è altrove: nella sua fragilità umana. Ed è proprio questo che rende la lettura così intensa. Nuti emerge come una figura profondamente contraddittoria: solare e ironico in pubblico, malinconico e inquieto nella vita privata. Nei suoi film questa doppia anima si percepiva sempre. Anche quando faceva ridere, sotto rimaneva una tristezza di fondo, quasi romantica. Ed è impressionante rendersi conto, leggendo il libro, di quanto quella malinconia non fosse costruita artisticamente, ma reale. Il racconto della sua parabola personale è doloroso: il successo travolgente degli anni ’80; il bisogno continuo di approvazione; il rapporto quasi viscerale con il pubblico; poi lentamente il declino, la depressione, l’alcolismo e l’isolamento. La sensazione è quella di assistere alla lenta autodistruzione di una persona troppo sensibile per reggere certi meccanismi. La cosa che mi ha colpito di più è che, a tratti, ho percepito alcune affinità caratteriali con lui: l’ironia usata come difesa; una certa malinconia di fondo; il bisogno di sentirsi riconosciuti; la tendenza all’isolamento. Non sto dicendo di essere simile a Nuti, sarebbe assurdo. Però alcune corde emotive risultano incredibilmente familiari. Ed è forse proprio qui la forza del libro: riesce a raccontare Francesco Nuti non come icona televisiva, ma come uomo fragile, talentuoso e profondamente umano. Un’autobiografia sincera, malinconica e molto più toccante di quanto immaginassi.

Conosci l'autore

Foto di Francesco Nuti

Francesco Nuti

1955, Firenze

Francesco Nuti è stato un attore e un regista italiano. Raggiunge il successo nel mondo dello spettacolo attraverso il cabaret e la televisione con il gruppo comico toscano dei Giancattivi, accanto ad Athina Cenci e Aalessandro Benvenuti, la cui comicità, agrodolce e dai toni surreali, è ben evidente già in Ad ovest di Paperino (1982) di Benvenuti. Abbandonato il trio, è diretto dal regista M. Ponzi in Io, Chiara e lo Scuro (1983) – vaga parodia di Lo spaccone (1961) di R. Rossen – in cui interpreta un campione di biliardo innamorato di una sassofonista (un’efficace G. De Sio). Dal 1985 si autodirige in film caratterizzati da una comicità vagamente lunare e dalla costante presenza di belle donne. In Casablanca, Casablanca (1985),...

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