I promessi sposi - Alessandro Manzoni - copertina
I promessi sposi - Alessandro Manzoni - 2
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Dati e Statistiche
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Letteratura: Italia
I promessi sposi
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Descrizione


Romanzo di un amore contrastato nell'Italia del Seicento, "I Promessi Sposi" sono anche il sillabario della nostra modernità: mettono alla prova i valori del cattolicesimo, l'etica borghese, gli ideali risorgimentali, e per le tecniche narrative che adoperano e la lingua viva che inventano segnano un nuovo inizio per la letteratura italiana. Questa edizione, diretta da Francesco de Cristofaro e realizzata da un'equipe multidisciplinare di studiosi, offre una aggiornata panoramica sul capolavoro manzoniano, spaziando dagli aspetti lessicali e interpretativi a quelli linguistici e stilistici. Il volume include la "Storia della Colonna infame" e propone, per la prima volta, una sistematica analisi delle illustrazioni di Gonin & Co. che scandiscono, secondo precisa regia manzoniana, l'edizione definitiva del romanzo.

Dettagli

Tascabile
22 ottobre 2014
1328 p., ill. , Brossura
9788817076968

Valutazioni e recensioni

  • IlariaTraMontagnediLibri
    Da bestia nera a grande sorpresa

    È stato una delle mie grandi bestie nere a scuola, ma questa lettura da adulta mi ha fatto completamente cambiare prospettiva. Ricordavo e mi aspettavo un classico pesante e distante, invece ho trovato un romanzo incredibilmente moderno. Il tema dell'abuso di potere, della giustizia inefficace e della violenza privata è più attuale che mai, e Manzoni riesce a raccontarlo con un'ironia che non mi aspettavo minimamente. Mi ha colpito anche il suo modo di intervenire nella narrazione, commentando gli eventi e guidandomi: una presenza quasi opposta, per esempio, a quella di Verga che tanto amo. Ho apprezzato moltissimo i personaggi, soprattutto Fra Cristoforo che è il mio preferito, l'Innominato con la sua straordinaria evoluzione e Renzo, che ha un arco di crescita importante. Don Abbondio, poi, è forse il personaggio più umano dell'opera: non è malvagio, però è profondamente condizionato dalla paura. Lucia, invece, è quella che mi ha convinta meno. È una figura troppo passiva, anche se le riconosco una grande forza nel rimanere fedele ai propri valori. Lo stile è stato una piacevolissima sorpresa: molto più scorrevole di quanto immaginassi e ricordassi, in un italiano chiarissimo, con descrizioni realistiche e una vena ironica e autoironica che mai avrei associato a Manzoni. Ho trovato affascinante anche la scelta di caratterizzare i personaggi quasi esclusivamente attraverso la loro psicologia e le loro azioni, lasciando in secondo piano il loro aspetto fisico. L'inizio mi ha richiesto un po' di pazienza e le lunghe pagine dedicate alla rivolta del pane e alla peste, pur comprendendone l'importanza storica, hanno rallentato il mio coinvolgimento. Eppure, una volta concluso il romanzo, ho capito perché sia diventato un classico senza tempo. È un'opera che parla ancora al presente e che, prima o poi, credo proprio che rileggerò.

  • Angelica
    I promessi sposi sono i promessi sposi!

    Non sono certo qui a recensire uno dei capolavori della nostra letteratura, ma l'edizione che consiglio vivamente. Edizione consigliata dalla docente per un corso monografico sul romanzo: commenti dettagliati, spiegazioni semplici e puntuali. Consigliata sia per un esame, sia per piacere personale.

  • Andromaca
    Classico

    Una lettura imprescindibile per la storia della narrativa e della lingua italiana.

Conosci l'autore

Foto di Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

1785, Milano

Sua madre Giulia Beccaria, figlia di Cesare, il famoso giurista e filosofo, aveva sposato controvoglia Pietro Manzoni, ricco possidente del lecchese, assai più anziano di lei; Alessandro nacque dopo due anni e mezzo di matrimonio, e probabilmente fu il frutto di una relazione adulterina con il più giovane dei fratelli Verri, Giovanni. Il matrimonio ebbe breve durata e nel 1795 Giulia andò a convivere con il conte Carlo Imbonati, con il quale si stabilì a Parigi. Intanto Alessandro riceveva la sua prima educazione nei collegi dei padri somaschi, a Merate, fino al 1796 e poi, fino al 1798, a Lugano; si trasferì quindi a Milano nel collegio dei Nobili, retto dai barnabiti e vi stette fino al 1801. Ebbe allora contatti con gli esuli politici e approfondì...

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