Come definire “Cose che ti dico mentre dormi”? Un romanzo autobiografico? Un memoir familiare? Un lungo monologo? Forse è tutto questo. Ogni capitolo è dedicato ad una persona importante: la madre, il padre, i figli, l’amore. L’autrice immagina ognuno di essi mentre dorme e affida alla notte le sue parole. Nell’ora più malinconica ma più silenziosa della giornata ripercorre momenti della sua vita, confida segreti, rispolvera aneddoti. Un libro commovente e spassoso allo stesso tempo, intimo, ironico e scritto in maniera impeccabile.
Cose che ti dico mentre dormi
Con una voce piena di humour e di sensibilità, la narratrice di queste pagine ci racconta la sua famiglia attraverso i discorsi notturni che rivolge alla figlia bambina, al figlio adolescente, alla mamma che non c'è più e all'incrollabile papà, al suo compagno, a un'amica che vive dall'altra parte del mondo... e forse, in fin dei conti, a sé stessa.
«Sono oggi una Penelope al contrario. Penelope di giorno tesseva e di notte disfaceva, io di notte cerco il bandolo della matassa che il giorno ha il vizio di mandare a rotoli.»
«Una rete di persone e legami tenuti insieme dai monologhi dell'io narrante di Enrico Tesio.» - Marzia Fontana, La Lettura
Di tutte le ore della giornata ce n'è una segreta, notturna, abitata solo dai sogni: è l'ora in cui la casa si fa silenziosa, tutti dormono ma una donna veglia e posa su ciascuno i suoi pensieri come carezze in punta di piedi. È l'ora delle malinconie e della tenerezza, è l'ora della verità sussurrata nel buio quando fa meno male o quando sappiamo che l'abbraccio del sonno presto ci concederà una tregua.
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Anno edizione:2025
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Martina Gallo 08 febbraio 2026
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mademoiselle_Cost 08 gennaio 2026Analisi di una vita
Un libro molto personale: mi ci sono ritrovata, in certe relazioni e in determinate situazioni. È un libro fortemente descrittivo, capace di rendere con chiarezza il modo in cui l’autrice guarda gli altri, li osserva, li analizza e, forse, li etichetta. Si avverte un dolore profondo, una mancanza costante: quella di sua madre, vero punto di riferimento che é venuto a mancare. Forse è un libro dove parla più a se stessa che agli altri, una sorta di rifugio, una carezza data a se stessa, più che un dialogo rivolto all’esterno. Ne emerge un testo liberatorio, quasi terapeutico: un modo per analizzare la vita vissuta finora e le relazioni che l’hanno attraversata, nei ruoli di figlia, madre, compagna e amica.
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Francesca 23 novembre 2025Ironia
Ironica e graffiante, realistica&semplicemente donna
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