La protagonista, Annika Bengtzon, sta svolgendo un incarico a termine come giornalista presso un quotidiano di Stoccolma. In un'estate incredibilmente calda in un cimitero viene rinvenuto il cadavere di una spogliarellista che lavorava in un club, Studio 69, chiamato come una radio locale, e il caso viene liquidato abbastanza sbrigativamente senonché il ministro per gli Affari Esteri viene coinvolto nella cerchia dei sospettati e si dimette. Annika, che dimostra di essere più una detective che una giornalista, riesce a provare l'estraneità del ministro nel delitto ma contemporaneamente svela il coinvolgimento del governo nella fornitura di armi ad un paese del Caucaso in guerra. I capitoli sono introdotti da estratti di un diario, messi in risalto dallo stampato in corsivo, che procureranno un ulteriore colpo di scena finale. Una scrittura intelligente, appassionante, che veramente invoglia a continuare la lettura delle successive pubblicazioni dell'autrice. E' interessante notare come questo sia il quarto libro ma in effetti è il primo della serie che vede Annika protagonista, importante anche per la sua evoluzione nei capitoli successivi. In traduzione inglese è stato pubblicato sotto i titoli "Studio 69" e "Exposed".
Studio Sex. Le inchieste di Annika Bengtzon. Vol. 1
Annika Bengtzon è una giovanissima giornalista alle prese con il primo incarico. Mentre ancora fatica a orientarsi nell'ambiente frenetico e spietato del giornalismo professionale, in un cimitero viene ritrovato il cadavere di una ballerina, stuprata e strangolata. Principale sospettato: un ministro. Annika si butta a capofitto nell'indagine e nel giro di poco tempo porta alla luce una storia di corruzione che coinvolge sex club e ambienti nazionalisti. Un mondo pericoloso, fatto di sesso e violenza, che rischia di travolgerla.
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Anno edizione:2014
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FRANCO FRACASSI 22 novembre 2016
Una protagnista fredda come il Paese dove vive: la Svezia. Una giornalista attenta e scrupolosa, anche troppo. Una personalità scostante e antipatica, ma anche capace di ripensamenti e di ammissioni di colpa. Una storia piena di colpi di scena fino all'ultima pagina. Anzi, Studio Sex si potrebbe definire un imbroglio continuo fin dal titolo. Ma si tratta di un bell'imbroglio, di quelli che fanno bene alla letteratura. Da non perdere per chi è affascinato dal giornalismo.
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giuliana meroni 08 giugno 2015
letto per primo ma già influenzata dalla versione filmata, ho soprattutto focalizzato le differenze con questa. Abbastanza originale il "lato oscuro" tuttavia lo stile non saràù mai avvincente come Jo Nesbo o Stuart Mc Bride
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