Un' idea di giustizia. Globalizzazione e ineguaglianza dalla rivoluzione industriale a oggi
Questo libro si propone di spiegare storicamente la divisione del mondo in paesi ricchi e paesi poveri, e lo fa applicando al passato la categoria di globalizzazione, intesa come movimento di merci, capitali, persone attraverso le frontiere nazionali. Sono dinamiche che non nascono oggi né si possono evitare: accompagnano la storia del genere umano fin dal suo primo apparire sulla Terra. Nello stesso tempo determinano rapporti di forza e gerarchie, vincitori e vinti. Nel corso dell'Ottocento la rivoluzione industriale e il colonialismo scavano un fossato profondo: le economie africane e asiatiche vengono piegate alle necessità delle nazioni ricche, quelle indipendenti dell'America latina sono protette da barriere doganali che conservano equilibri di potere oligarchici e povertà di massa. Soltanto pochi paesi asiatici - prima il Giappone, poi la Corea del Sud e Taiwan, infine la Cina e l'India - riescono a ribaltare questo destino di sconfitta, grazie a una miscela di fattori: riforma agraria e uguaglianza sociale, scolarizzazione di massa, contenimento demografico, stabilità politica, esportazioni di prodotti industriali a crescente contenuto tecnologico. È l'assenza di uno o più di questi fattori a spiegare l'odierna povertà di ampie zone dell'Africa e dell'America latina.
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Anno edizione:2010
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