Libro formativo, almeno per la generazione dei quarantenni. Non si era mai all'altezza delle aspettative, tutti siamo stati un pò l'idiota di famiglia
L'idiota di famiglia
Finalista al Premio Orbetello Book Prize - Maremma Tuscany Coast.
Con sarcasmo brillante e ironia pungente, tra pagine comiche e passaggi commoventi, Ferrari ci porta di nuovo a Viareggio, questa volta per affrontare il rapporto tra padri e figli, le incomprensioni, i conflitti, gli affetti. E per farlo ci trascina nelle esilaranti storture del mondo editoriale, raccontandoci il disagio di una generazione un po’ sghemba, in un romanzo stratificato che è a un tempo romanzo politico, satira e romanzo di formazione.
«Dario Ferrari entra nei meccanismi del mondo editoriale e si diverte (ci diverte) con altri personaggi che ci assomigliano.» - Cristina Taglietti, La Lettura
«L'idiota di famiglia è un romanzo colto e sincero, pieno di idee, sentimenti, smarrimenti e prese di coscienza anche epocali, in cui le stigmate di certi fallimenti del Novecento si riflettono in un tempo sempre più inafferrabile, dove occorre tenersi strette tutte le memorie, private e collettive.» - Sergio Pent, Tuttolibri
«L'idiota di famiglia è molte cose insieme satira del sottobosco culturale italiano (con le sue rivalità microscopiche e le sue pose macro), romanzo politico senza comizio, ritratto familiare senza psicologismi da Talk Show.» - Beppe Cottafavi, Domani
Igor ha da poco oltrepassato la soglia dei quarant’anni, vive a Roma con la fidanzata Marta e un gatto, e si guadagna da vivere con le parole. È un traduttore, passa le sue giornate chino sulla scrivania traducendo operette perlopiù trascurabili quando non proprio impresentabili, eccezion fatta per il sommo Badwalds – «che il Signore me lo preservi» –, autore di culto di cui è diventato, un po’ per caso, la voce italiana. Marta, abbandonata la carriera accademica dopo una cocente delusione, si è da poco reinventata saggista femminista, ha all’attivo un paio di libri ed è lanciatissima sulla scena editoriale. Le giornate di Igor si somigliano un po’ tutte, almeno finché le frustrazioni del traduttore e le invidie del fidanzato devono farsi da parte per fronteggiare una crisi più urgente. Un messaggio della sorella Ester lo informa che il padre sta perdendo lucidità. La demenza senile avanza implacabile e presto tutto ciò che rimane dell’altero Franco Nieri – soprannominato Herr Professor, sosia di Adorno e severo teorico post-marxista – sono pochi balbettii e un’infinità di ricordi. Igor, tornato a Viareggio, affronta la crisi familiare, rimettendo insieme i brandelli di una vita intera, quella di Herr, una vita di ambizioni frustrate e sogni politici irrealizzati.
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Rosetta 30 giugno 2026Formativo
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Maria 17 giugno 2026Deludente
Ho adorato leggere “la ricreazione è finita “ e mi aspettavo un romanzo altrettanto bello … ma sembra una copia del precedente per i temi trattati: crescita personale del personaggio, ironia e satira nei confronti dell’editoria, un libro scritto all’interno del libro. Ho valutato con 3 stelle perché la lettura è fluida e il romanzo è scritto bene, ma non risulta per niente originale.
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Francesca 10 marzo 2026unico
L’idiota di famiglia di Dario Ferrari è un romanzo stratificato, ironico e profondo che racconta con intelligenza e humor le dinamiche di una famiglia italiana contemporanea, mettendo al centro temi come memoria, rapporto padre‑figlio, ambizioni frustrate e identità personale. La storia segue Igor, un traduttore romano di poco più di quarant’anni, e la sua compagna Marta, una saggista, mentre le loro vite apparentemente ordinarie vengono messe in discussione dall’avanzare della demenza senile del padre di Igor, Franco “Herr Professor” Nieri — figura severa, teorico post‑marxista e specchio di sogni politici e fallimenti personali che risalgono a decenni di storia familiare e culturale italiana. Ferrari riesce a intrecciare satira del mondo editoriale, romanzo di formazione e romanzo politico, descrivendo con sarcasmo brillante e passaggi commoventi le storture culturali e affettive di una generazione “sghemba” e il peso delle eredità intellettuali e affettive. Il risultato è un libro colto, sincero e coinvolgente, capace di divertire e far riflettere sui rapporti umani, sui fallimenti e sull’importanza delle memorie private e collettive
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