Le incantatrici - Pierre Boileau,Thomas Narcejac - copertina
Le incantatrici - Pierre Boileau,Thomas Narcejac - copertina
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Letteratura: Francia
Le incantatrici
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Descrizione



Un gioco di specchi in cui realtà e finzione, eros e morte, innocenza e colpa si scambiano continuamente i ruoli con, sullo sfondo, la maschera della morte.

La prima volta che Pierre Doutre vede quella incantevole, esile ragazza bionda – «di un biondo luminoso, irreale, che le fluttuava intorno come un riverbero» – è al funerale del padre, il celebre illusionista noto come «professor Alberto». E un attimo dopo gli sembra di vivere in un sogno, o piuttosto in un incubo: perché ne vede un'altra, identica, e pensa che sia una fata, capace di «sdoppiarsi a suo piacimento». Ben presto però scoprirà, con una sorta di voluttuoso stupore, che le fate sono due, ugualmente ammalianti. Di quel padre lontano e assente, del quale nei lunghi anni di collegio si è sempre vergognato, Doutre imparerà il mestiere; e se diventerà famoso quanto lui sarà grazie a un numero costruito proprio sulla incredibile somiglianza tra le gemelle da colei che sembra essere ormai la vera figura dominatrice della sua esistenza: la madre, la rapace Odette. A poco a poco, sedotto dal fascino ambiguo e perturbante delle sue partner, Pierre si ritroverà invischiato in un gioco perverso, un gioco di specchi in cui realtà e finzione, eros e morte, innocenza e colpa si scambiano continuamente i ruoli – con, sullo sfondo, la maschera della morte.

Dettagli

2 luglio 2015
208 p., Brossura
Les magiciennes
9788845929946

Valutazioni e recensioni

  • Pagine_e_inchiostro
    Le incantatrici

    Pierre Doutre vede per la prima volta una ragazza bionda al funerale di suo padre, un famoso illusionista circense. Un istante dopo compare un’altra ragazza identica: due figure eteree, quasi sovrannaturali, che sembrano capaci di sdoppiarsi come in un trucco di magia. Sono gemelle, entrambe parte dello stesso ambiente fatto di spettacoli, sipari e riflettori in cui Pierre è cresciuto solo di riflesso. Dopo anni passati lontano dal circo, Pierre finisce per ereditare il mestiere del padre. Impara l’arte dell’illusione, costruisce il proprio numero attorno alle gemelle e alla loro somiglianza perfetta, seguendo la regia nascosta di sua madre Odette, una donna dura e calcolatrice. È così che Pierre si ritrova invischiato in un mondo di trucchi scenici, specchi nascosti e giochi di prestigio, che sembrano proseguire anche fuori dal palcoscenico. Le gemelle diventano allo stesso tempo musa, ossessione e minaccia e realtà e illusione si finiscono per confondersi. Il tono è cupo e ossessivo: sotto il fascino del circo si percepisce sempre un'ombra. Il romanzo è affascinante e volutamente disorientante, fatto di atmosfere sospese, che fanno “sentire” più che capire. Il romanzo prova a portarci nella mente del protagonista, ma si limita più a ripetere in modo ossessivo i suoi pensieri, più che ad offrire una reale evoluzione. La trama resta quasi ferma e la sua discesa nel delirio appare immotivata, perché le cause psicologiche non vengono davvero approfondite. Così finiamo per vivere nella sua testa senza però comprenderlo davvero, osservando un crollo più confuso che significativo.

  • Erika Pugliese
    Giocare con l' illusione è pericoloso

    Tema centrale del libro l' illusionismo. Due gemelle incantevoli ma irraggiungibili per il protagonista passa l' infanzia e l' adolescenza in un collegio di preti mentre i genitori girano spettacoli in tutta Europa. Quando il padre muore lui raggiunge la madre che lo accoglie e conosce per la prima volta. Tenace e abile imparerà anche lui i trucchi di un vero prestigiatore e illusionista. Le altre protagoniste dello spettacolo sono due gemelle, lui verrà subito turbato e attratto dalla loro conoscenza. L' amore o meglio l' ossessione per le due gemelle mineranno la sua salute mentale. Il rifiuto subito nell' infanzia e il rifiuto subito da adulto diventeranno inaccettabili.... il dramma si compie travolgendo tutti.

  • ROBERTA GIULIETTI

    Come nella " Donna che visse due volte " gli autori giocano di nuovo col concetto del doppio e con la misteriosa ambiguità che ne deriva . Ma mentre nel primo libro la suspence è creata dalle doppia esistenza della protagonista , qui si tratta al contrario di due donne uguali e pur diverse che vivono la stessa vita. Sono due splendide gemelle utilizzate nel numero di un illusionista per incantare il pubblico che crede di vedere una sola persona . Le due gemelle diventeranno delizia e tormento per Pierre ,( l'illusionista che ha preso il posto del padre) , il quale , prigioniero di una distruttiva spirale di fascino e perversione , compirà alla fine un gesto fatale.

Conosci l'autore

Foto di Pierre Boileau

Pierre Boileau

1906, Parigi

Orientato verso una carriera commerciale, Pierre Boileau è tuttavia attratto sin dall'infanzia dalla letteratura poliziesca e parallelamente ai vari impegni lavorativi  scrive racconti che pubblica su quotidiani e periodici. Nel 1938 vince il Prix du Roman d'Aventures. Dopo la guerra conosce Thomas Narcejac. Thomas Narcejac e Pierre Boileau iniziano a collaborare nel 1948. La loro produzione conta più di quaranta romanzi (fra noir, gialli per ragazzi e rifacimenti di Arsène Lupin), quattordici collaborazioni cinematografiche (romanzi adattati e sceneggiature originali – fra le altre, quella con Alfred Hitchcock per La donna che visse due volte, tratto dal loro romanzo D’entre les morts, e quello con Henri-George Clouzot su I diabolici da Celle qui n'était...

Foto di Thomas Narcejac

Thomas Narcejac

1908, Rochefort-sur-Mer

Thomas Narcejac è nato a Rochefort-sur-Mer. Dopo gli studi universitari diventa professore di lettere e filosofia al liceo Clémenceau di Nantes fino al 1968, quando si ritira a Nizza. Appassionato di letteratura poliziesca, pubblica diversi romanzi prima di incontrare Pierre Boileau nel 1948.La loro produzione conta più di quaranta romanzi (fra noir, gialli per ragazzi e rifacimenti di Arsène Lupin), quattordici collaborazioni cinematografiche (romanzi adattati e sceneggiature originali – fra le altre, quella con Alfred Hitchcock per La donna che visse due volte, tratto dal loro romanzo D’entre les morts, e quello con Henri-George Clouzot su I diabolici da Celle qui n'était plus).Da ricordare, infine, il saggio a quattro mani Le roman policier,...

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