Lolita è un romanzo che non ha bisogno di presentazioni. È entrato a tal punto nell’immaginario collettivo che il nome “Lolita” (“luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta.”) è diventato per antonomasia il termine per indicare (addirittura anche nella pornografia) una ragazza molto giovane che, con i suoi atteggiamenti sensuali, suscita desideri in uomini adulti. Più che di Lolita, però, questo romanzo ci parla di Humbert e della sua tragica storia di ossessione pedofila. Lolita, oggetto del suo desiderio malato, rimane infatti quasi sempre tale nel corso della narrazione, un oggetto, una bambolina da manovrare e manipolare, col suo dolore e le sue contraddizioni che emergono a fatica dalle acque torbide della mente psicotica di Humbert e dal suo punto di vista inaffidabile. Humbert, nonostante la repulsione che ho provato per lui, è un personaggio che ha saputo al contempo affascinarmi, e che grazie alla sua ambivalenza è entrato a far parte dell’Olimpo dei miei preferiti in letteratura. Mi è piaciuta soprattutto la sua evoluzione, che ha esacerbato la tensione tra, da un lato, la consapevolezza di essere un pervertito moralmente abietto, “una cloaca di mostri putrescenti dietro il lento sorriso da ragazzo” e, dall’altro, l’arrendevolezza nei confronti dell’impetuosità del suo sentimento, la cui natura di amore comunque non rinnega mai, arrivando a uccidere per Lolita. Un’ambiguità, questa, che permea tutta la storia, anche grazie alla prosa poetica in contrasto con il tema scabroso, e che ci regala un romanzo unico, un vero e proprio inferno vestito da paradiso.
Lolita
Sarebbe difficile, per chi non ne è stato testimone, immaginare oggi la violenza dello scandalo internazionale, per oltraggiata pruderie, che "Lolita" provocò al suo apparire nel 1955. E tale è l’abitudine alla sciocca regola secondo cui ciò che fa chiasso è inevitabilmente sprovvisto di una durevole qualità letteraria, tanta era allora l’ignoranza dell’opera di Nabokov che solo pochi capirono quel che oggi è un’evidenza dinanzi agli occhi di tutti: "Lolita" è non solo un meraviglioso romanzo, ma uno dei grandi testi della passione che attraversano la nostra storia, dalla leggenda di Tristano e Isotta alla Certosa di Parma, dalle canzoni trobadoriche ad Anna Karenina. Ma chi è Lolita? Questa «ninfetta» (geniale invenzione linguistica di Nabokov, poi degradata nell’uso triviale, quasi per vendetta contro la sua bellezza) è la più abbagliante apparizione moderna della Ninfa, uno di quegli esseri quasi immortali che furono i primi ad attirare il desiderio degli Olimpi verso la terra e a invadere la loro mente con la possessione erotica. Perché chiunque sia «catturato dalle Ninfe», secondo i Greci, è travolto da una sottile forma di delirio, lo stesso che coglie l’indimenticabile professor Humbert Humbert per la piccola, intensamente americana Lolita. America, Lolita: questi due nomi sono di fatto i protagonisti del romanzo, scrutati senza tregua dall’occhio inappagabile di Humbert Humbert e di Nabokov. Realtà geografica e personaggio sono arrivati a sovrapporsi con prodigiosa precisione, al punto che si può dire: l’America è Lolita, Lolita è l’America. E tutto questo, come solo avviene nei più grandi romanzi, non è mai dichiarato: lo scopriamo passo per passo, si potrebbe dire miglio per miglio, lungo un nastro senza fine di strade americane punteggiate di motel. "Lolita" apparve per la prima volta in inglese nel 1955 e solo dodici anni più tardi nella versione russa dello stesso Nabokov.
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Lingua:Italiano
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Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Ari 03 aprile 2026Un inferno vestito da paradiso
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Romantic_Reader 26 marzo 2026Lettura impegnativa
Una lettura impegnativa, di quelle che non si dimenticano facilmente. È uno dei classici più famosi, amatissimo da chi apprezza le profondità psicologiche e uno stile ricercato, con inserti di francese che aggiungono un tocco di raffinatezza. Mi resterà sicuramente impresso, e so già che un giorno lo rileggerò per approfondire tutto ciò che ora mi è sfuggito. Ma è il tipo di libro che prosciuga le energie: ti assorbe completamente, ti confonde la mente. Una vera sfida, ma anche un’esperienza che lascia il segno.
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beatrice 11 marzo 2026
lo scopo dell'autore, turbare e disgustare il lettore, è pienamente raggiunto
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