Anatomia Tito. Fall of Rome. Un commento shakespeariano - Heiner Müller - copertina
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Letteratura: Germania
Anatomia Tito. Fall of Rome. Un commento shakespeariano
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Descrizione


Un gigante della drammaturgia del XX secolo, sempre alle prese con lavoro di riscrittura e straniamento della tradizione, capace di muoversi tra le pieghe della censura incarnando la problematica coscienza critica di un’intera nazione.

In teatro il furto non è crimine, ma impresa di genio. Come Shakespeare rubò a Seneca e Ovidio il materiale per il suo primo dramma classico, così, dopo secoli, Heiner Mu?ller saccheggiò il Bardo, Brecht e la tragica storia del Novecento per allestire uno dei testi più vividi e perturbanti di tutta la sua profetica opera. Da leggersi come un'unica fluviale narrazione poetica, "Anatomia Tito", riscrittura e commento del "Tito Andronico", si compone di quattordici trascinanti quadri in cui lotte fratricide e intrighi di palazzo si alternano agli inserti lucidi e lirici dell'autore. Uno scontro di testi e tradizioni che si amplificano a vicenda. Sullo sfondo di una Roma apocalittica, Mu?ller mette in scena la ferocia del potere e le connivenze dell'arte, lasciando intravedere nel crepuscolo di un impero l'inquieta alba di un nuovo equilibrio tra i popoli. «Un testo sull'irruzione del terzo mondo nel primo mondo». L'opera, finora inedita in italiano, è accompagnata dalle fotografie di Gómez de Tuddo, che traspongono in immagine, partendo da dettagli della Roma contemporanea, quel rapporto tra corpi e rovine, anatomia e scultura che sostanzia la visione tragica di Mu?ller.

Dettagli

2017
16 marzo 2017
160 p., ill. , Brossura
9788898038985

Conosci l'autore

Foto di Heiner Müller

Heiner Müller

(Eppendorf 1929 - Berlino 1995) drammaturgo tedesco. È stato il più noto autore teatrale della Germania dell’Est e ha diretto il Berliner Ensemble dal 1989 alla morte. Utopista e apocalittico, discepolo eretico di Brecht, ne ha radicalizzato i postulati estetici e ideologici fino a renderli paradossali, intrecciando ironia e tragedia, sesso e politica, facendoli reagire con una scrittura di forte tensione lirica e attenta alla concretezza del corpo. Si è applicato al mondo del lavoro, evitando ogni atteggiamento apologetico, con pièce a lungo censurate (Cemento, Zement, 1973, nt; Trattore, Traktor, 1975, nt); ha esasperato la formula dei drammi didattici brechtiani (L’Orazio, Der Horatier, 1973; e Mauser, 1975) e rivisitato, nel suo testo più noto, un racconto di Anna Seghers sugli esiti della...

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