Questioni di ontoetica
Per “ontoetica” qui (e in altre mie pagine) intendo indicare un circolo virtuoso di ontologia (metafisica) ed etica, circolo che in sé contiene anche una antropologia trascendentale, naturale presupposto di qualsiasi etica e, in qualche modo, anche di qualsiasi ontologia (metafisica). Si deve pur sempre partire (aristotelicamente) dal primo per noi. Cioè da noi in quanto struttura originaria del sapere e dell’agire. Altrove ho tentato di sviluppare e proporre teoricamente qualcosa come una “ontoetica” a partire dalla grande tradizione speculativa occidentale, ma con l’intento doveroso di far tesoro anche delle forme di vita del tempo nostro (cfr. la trilogia: Il frammento e l’Intero, Sostanza e relazione, Etica del desiderio). Ora con le Questioni di ontoetica – da porre accanto alle mie Didascalie filosofiche e alle Vedute. Al seguito di Sofia – considero completata idealmente un’altra trilogia, quella dei complementi alla trilogia principale. Per la verità, con questi complementi ho cercato propriamente di “mettere alla prova” l’apparato categoriale già guadagnato: ho indagato una certa varietà di argomenti, compresi quelli della nostra quotidianità. Non ho tralasciato, in ogni caso, alcuni approfondimenti e neppure alcune utili interlocuzioni con Amici e Colleghi.
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Anno edizione:2026
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