Questa volta il colpo di fortuna è arrivato da una cesta delle occasioni…appena ho visto il nome di Viola Ardone ho pensato: La trama? Un dettaglio La copertina? Carina, ma non decisiva Alcuni autori sono una scommessa; lei, per me, è una conferma e infatti avevo ragione. Senza spoiler, questo romanzo parla di sentimenti, di scelte e di quelle piccole rivoluzioni interiori che sembrano innocue e poi, zac! ti ribaltano la prospettiva. È una storia che ti accompagna piano piano, facendoti affezionare ai suoi personaggi quasi senza che tu te ne accorga e Zelda è di quelli che, a metà libro, ti ritrovi a considerare un’amica: le offriresti un caffè, la ascolteresti per ore e ogni tanto, le diresti con affetto: “Zelda, però, aiutami ad aiutarti!” 🤭 Attorno a lei si muovono figure altrettanto vive, che entrano in punta di piedi e finiscono per lasciare il segno. Mi è piaciuta molto anche la struttura del romanzo: ogni capitolo corrisponde a un mese e piccoli dettagli della vita quotidiana, come la correzione dei compiti, scandiscono il tempo in modo naturale e rendono la storia ancora più concreta. Una piccola nota personale: ho trovato il dialetto napoletano piuttosto frequente e in alcuni punti interrompeva il ritmo della lettura. La cosa che mi ha conquistata? Il modo in cui Ardone riesce a parlare del cuore senza cadere nel sentimentalismo e a farti sorridere proprio quando stavi per commuoverti. La sua scrittura è delicata, ironica e profondamente umana, più di una volta mi sono ritrovata a dire “Solo un altro capitolo” (peccato che erano passate due ore 😅) ⭐ La Eli lo consiglia? Assolutamente sì. Soprattutto a chi ama i romanzi che raccontano le persone, con tutte le loro fragilità e la loro meravigliosa imperfezione. #LeRecensioniDellaEli
Una rivoluzione sentimentale
Tutti hanno diritto alla propria Rivoluzione: anche Zelda, bella ricercatrice universitaria di buona famiglia, che si ritrova a insegnare quasi per capriccio in un oscuro liceo di provincia, e che non si è mai contaminata con la materia viscosa dell'amore. Zelda crede di essere una che non ha niente da insegnare, e invece i suoi alunni riescono a imparare da lei cose che lei nemmeno sospettava di sapere. Sono molto giovani e non sanno ancora quasi niente della vita, ma hanno appena iniziato a capire quello che non vogliono. E la discarica che intossica il loro paese non la vogliono più. Ma la Rivoluzione, si sa, è come un fiammifero che una volta acceso tutto infiamma, sovverte e porta a zero. E il vento che si alza dalla protesta dei ragazzi di Scogliano inizia a soffiare in direzione di Zelda, e finisce per scompigliare la sua vita pettinata e asettica. Così anche lei sarà costretta a scendere nella piazza della propria esistenza e a sporcarsi le mani con le materie prime della vita: cura, amore, responsabilità, rifiuto, speranza.
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Anno edizione:2026
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Elisa Colletti 11 luglio 2026#LeRecensioniDellaEli
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Silvietta 05 agosto 2022
Il titolo prende spunto da una frase di Luigi Pintor, giornalista e fondatore de Il Manifesto: “Consiglierei una rivoluzione sentimentale. Di tutte le rivoluzioni o riforme, plebee o aristocratiche, proletarie o borghesi, culturali o morali, nessuna è mai stata progettata come sentimentale. Forse perché i sentimenti, intesi come rapporti tra le persone, sono difficili da clonare e sono reputati di genere femminile.“ Proprio perché considerati appannaggio delle donne e rivestiti spesso di una carica negativa, Pintor sostiene che sia proprio con i sentimenti, con l’incontro tra le persone, con il cambiamento interiore che si può cambiare la propria vita. Zelda lo sperimenterà sulla propria pelle in un incontro a metà strada tra cattedra e banchi. Si troverà a guardare negli occhi ogni ragazzo, uno per uno, per imparare qualcosa, per cavalcare l’onda del cambiamento e dare così vita alla sua personale Rivoluzione sentimentale. Il libro racconta d’amore ma anche di difficoltà di rapportarsi con degli alunni inizialmente disinteressati allo studio e alla società. Da sfondo una Napoli contraddittoria, bella e dannata, da scoprire e con luoghi e persone da evitare. Emozioni ed esperienze sono mescolati, a volte un po’ troppo facilmente, per comporre un libro ironico, triste, che porta a pensare. Una pecca è che la scrittrice mescola tante vicende e tanti personaggi, forse troppi, e per questo tutti risultano poco approfonditi e molto superficiali. La partenza è stata poco convincente, ma più si va avanti più ci si raccapezza in questo miscuglio di relazioni e di situazioni della vita dei personaggi. Penso che sia stato un bene aver letto in precedenza i due libri più famosi di Viola Ardone (Oliva Denaro e Il treno dei bambini), perché se avessi letto prima questo non so se avrei dato facilmente un’altra chance a questa scrittrice.
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