Dopo aver letto “La casa della moschea”, ho scelto di proseguire il mio viaggio con un altro libro di Kader Abdolah: “Scrittura cuneiforme”. Anche questo romanzo conferma il talento di uno scrittore capace di intrecciare la grande Storia con il proprio vissuto personale: l’esilio nei Paesi Bassi, la fuga da un Iran che lo ha visto scomodo sia sotto lo scià che sotto il regime teocratico degli ayatollah. Attraverso personaggi di fantasia, Abdolah ci racconta, con delicatezza ma anche con crudezza, la trasformazione dolorosa del suo Paese: la repressione, l’oppressione religiosa, le carceri inumane. Le pagine che descrivono l’arresto di Campanellina e le torture disumanizzanti sono tra le più dure che abbia letto. Mi hanno scosso. È proprio vero: ciò che non conosciamo da vicino, rischiamo di ignorarlo o di sottovalutarlo. Questa lettura mi ha lasciato una certezza: la libertà è fragile, mai garantita. Nessuno avrebbe potuto immaginare che l’Iran tendente alla modernizzazione si sarebbe trasformato in una delle più oscure dittature religiose del nostro tempo. Scrittura cuneiforme è una testimonianza potente, un romanzo che ci ricorda come la storia possa cambiare volto, ma l’oppressione resti sempre la stessa. Mai abbassare la guardia. Il libro è anche un racconto profondamente umano: una finestra sull’Iran, sulla cultura persiana, sull’esperienza dell’esilio e sul legame, tanto fragile quanto profondo, tra un padre e un figlio. Il cuore del romanzo è proprio questo: il dialogo segreto tra Aga Akbar, padre sordomuto che inventa una scrittura personale ispirata al cuneiforme, e suo figlio Ismail, “la sua bocca e le sue orecchie”, che anni dopo troverà quel diario e inizierà a decifrarlo per comprendere il linguaggio segreto del padre… e il proprio passato. Un autore che ha acceso in me il desiderio di approfondire la cultura e la storia dell’Iran, dell’antica Persia.
Scrittura cuneiforme
L’incontro di culture, lo scontro fra tradizione e progresso, la capacità di ritrovare quel contatto tra gli esseri per cui l’unico vocabolario che serve è quello del cuore.
«Per questo mi sono immerso negli appunti di mio padre, perché quello che ha scritto è anche la mia storia»
Ismail, esule politico iraniano rifugiato in Olanda, riceve un giorno un misterioso taccuino, scritto in strani caratteri incomprensibili. È il quaderno che suo padre Aga Akbar, riparatore di tappeti sordomuto e analfabeta, portava sempre con sé. Peregrinando tra le montagne innevate al confine tra Iran e urss, nei villaggi dove si tessevano tappeti volanti e i santi aspettavano il Messia leggendo libri in fondo ai pozzi, Aga Akbar registrava i suoi pensieri nell'unica scrittura che conosceva, i caratteri cuneiformi copiati da un'iscrizione rupestre. Ismail, che di suo padre era stato “la bocca e le orecchie”, si pone il compito di tradurlo, per perdonarsi di averlo abbandonato e riconciliarsi con il proprio destino. Ora, in quel paese nebbioso e grigio dove si è ritrovato anche lui sordomuto e analfabeta davanti a una lingua e a usi da imparare, è tempo di cercare di decifrare il passato, il suo e quello dell'Iran dell'ultimo secolo. La modernizzazione forzata degli scià, la lotta di liberazione, l'avvento e la fine di Khomeini sono tappe dell'epopea famigliare, le cause degli eventi e dell'esilio. In un continuo oscillare tra presente e passato, tra Olanda e Persia, tra poesia e realtà, nel riannodarsi del commovente rapporto tra padre e figlio, si tessono i grandi temi di oggi.-
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Edizione:3
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Anno edizione:2003
Scrittura cuneiforme
Il libro di cui vorrei parlarvi si intitola Scrittura cuneiforme di Kader Abdolah, edito da Iperborea. É la storia di Ismail, un esule politico iraniano in in Olanda che è un po' un alter ego dell'autore stesso. Dopo la morte del padre rinviene dei diari scritti appunto dal padre, un anziano riparatore di tappeti sordomuto ed analfabeta che nel corso della sua vita aveva puntato tutto ciò che gli succede in questi taccuini. Non sapendo appunto né leggere né scrivere, come forma di scrittura ne aveva utilizzata una di sua invenzione mutuata da una serie di incisioni rupestri rinvenute in una grotta vicino al suo villaggio. Nel tentativo di decifrare questa questa scrittura oscura ed enigmatica, l'autore ripercorre la storia di tre generazioni della sua famiglia che di fatto coincidono con la storia dell'Iran nel Novecento: la modernizzazione forzata degli scià, la lotta di liberazione, la repressione sanguinaria del regime degli Ayatollah da cui appunto lo stesso autore era scappato per ricostruirsi un futuro in Olanda. Scrittura cuneiforme è un bellissimo romanzo corale, un affascinante affresco dell'Iran del Novecento ma anche il toccante omaggio di un figlio nei confronti del del padre, nell'ultimo tentativo di riconciliarsi e di chiedere perdono per averlo abbandonato alla ricerca di un futuro migliore. Lo consiglio a tutti gli amanti dei romanzi storici e delle saghe familiari perché è veramente una storia molto delicata e intensa.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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tmassimiliano 23 febbraio 2026L'antica Persia e la rivoluzione iraniana in un romanzo da leggere
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Ilaria.B 01 ottobre 2024Bello
L'amore di un figlio verso il padre. Commuovente. Da leggere
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FlavioP 31 dicembre 2021Della potenza e sacralità della scrittura
Il romanzo di K. Abdolah è un inno alla potenza e alla sacralità della scrittura. La scrittura cuneiforme, l’unica conosciuta da Aga Akbar, padre sordomuto di Ismail, appresa da un’antica iscrizione incisa nelle pareti di una caverna e da lui utilizzata per scrivere le sue memorie , sarà il medium attraverso il quale Ismail avrà la possibilità di ricostruire la storia di suo padre e di un figlio e di riconciliarsi con il suo destino. Mi è piaciuta molto la scrittura di Abdolah, profonda e riflessiva. Sulla scia dell'entusiasmo ho acquistato il suo più noto romanzo "La casa della moschea"
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