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Il selvaggio - Guillermo Arriaga - copertina
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Il selvaggio - Guillermo Arriaga - copertina
Il selvaggio - Guillermo Arriaga - 2

Descrizione


«Alcuni bambini crescono con amici invisibili, io sono cresciuto con un fratello invisibile.»

«Un'ode alla speranza e alla fraternità, un viaggio omerico attraversato da una quantità incommensurabile d'amore. Arriaga è il massimo scrittore messicano di oggi e una figura indiscutibile della letteratura universale»Gabri Rodenas

"Selvaggio. Sarò il selvaggio. Non mi fermeranno. Se deve vendicarmi, mi vendicherò. Se devo perdonare, perdonerò. Se devo amare, amerò. Se devo cedere, cederò. Se devo combattere, combatterò. Mi è chiaro che sarà la vita – non la morte – a guidare le mie decisioni. Darò la vita per la vita, sempre per la vita."

Messico profondo, fine degli anni Sessanta. Fin dalla primissima infanzia, Juan Guillermo sa cosa è accaduto prima che nascesse: il suo fratellino gemello è morto durante la gravidanza, e solo un cesareo d'urgenza e molte trasfusioni hanno permesso a lui di sopravvivere. Con l'ombra della morte sulle spalle e litri di sangue altrui nelle vene, Juan Guillermo cresce giocando con il fratello maggiore Carlos tra i tetti della città. Fino a che Carlos viene ucciso e anche i genitori muoiono: e a lui non resta che cercare una vendetta per tutto questo dolore. Ma i giovani estremisti religiosi responsabili della morte di Carlos sono feroci, armati fino ai denti e godono di protezioni illustri... Solo un amore immenso e struggente potrà salvare Juan Guillermo dalla spirale di morte in cui la vita sembra trascinarlo. In parallelo corre la vicenda di Amaruq, un ragazzo il cui destino si lega in modo indissolubile a quello di un lupo nei boschi ghiacciati dello Yukon. Le due linee narrative di questo romanzo sfolgorante di storie, di pathos, di violenza e tenerezza, di avventure e del febbrile entusiasmo di raccontarle, si uniscono nel nome di Colmillo, l'animale fiero e indomito, lo spirito che vibra dentro di noi quando non ci lasciamo assoggettare: il Selvaggio. Pagine potenti in cui risuonano echi di Herman Melville e Jack London, ma anche di Shakespeare, Faulkner, Rulfo, Nietzsche e Jimi Hendrix. Arriaga si conferma uno degli scrittori più intensi e originali della letteratura contemporanea.

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Dettagli

2019
5 giugno 2019
752 p., Brossura
El salvaje
9788830101555

Valutazioni e recensioni

Recensioni: 5/5

E’ un’ode alla vita intrisa di sangue e morte: potente, a tratti feroce, cattura il lettore in una spirale così stretta da togliere il fiato. Fine anni ’60, Messico profondo: prima ancora che Juan Guillermo nascesse con un cesareo d’urgenza, prematuro, suo fratello gemello muore nell’utero della madre. Da allora l’ombra della morte non lo abbandona, trascinandolo in una morsa di lutti, violenza e vendetta la cui crudeltà a volte lo travolge, altre lo coinvolge ma che, nonostante tutto, non riesce a piegare il suo spirito indomito e fiero. Conoscerà l’odio, quello cieco alimentato da un manipolo di delinquenti che agiscono in nome di un dio (sì, sempre scritto con la lettera minuscola) a cui, in una delle pagine più toccanti del romanzo, Juan Guillermo chiederà conto di tutto. Ma c’è posto anche per l’amicizia fraterna degli amici di sempre, per l’aiuto disinteressato e sincero di chi condivide la sua stessa condizione di orfano, per un amore tenerissimo quanto doloroso a cui il protagonista si aggrappa con forza per tornare a vivere dimenticando il passato. Perché, dice, “mi è chiaro che sarà la vita – non la morte- a guidare le mie decisioni. Darò la vita per la vita, sempre per la vita.” In parallelo corre la vicenda di Amaruq, un cacciatore il cui destino si lega indissolubilmente a quello di Colmillo, un lupo a cui egli dà la caccia nei boschi dello Yukon. Colmillo, il lupo selvaggio, e Juan Guillermo, colui che, nato prima del tempo, è rimasto in una condizione intermedia tra l'uomo e l'animale, colui che non si fa soggiogare, colui che vuole essere "il Selvaggio": le due storie si intrecciano, tra destini inevitabili e forze primordiali, in una narrazione resa avvincente da una scrittura asciutta, mai enfatica ma ricca di pathos, e da scelte stilistiche efficaci e sorprendenti che fanno di Guillermo Arriaga un narratore di rara intensità e originalità.

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ELVIRA SPUNTARELLI
Recensioni: 4/5

Estate. Periodo di intense letture, possibilmente leggere, di peso del tomo e di argomento. Caso vuole invece, che mi sia imbattuta in “Il Selvaggio” di Guillermo Arriaga. Un tomo di 750 pagine che parla di legami forti. Legami familiari, d’amicizia, d’amore, legami tra cani e padrone ma anche di lacci che possono uccidere. È un libro potentissimo, la cui storia a più livelli si svolge prettamente in Messico, il Messico pericoloso e sbandato non quello delle spiagge bianche. È città del Messico a racchiudere la storia di Juan Guillermo e dei suoi amici sbandati, dei suoi nemici cattivi, del suo amore della sua famiglia, una famiglia di umani ed animali. Si viaggia su più piani mentre un’altra storia corre in parallelo alle storie di Juan Guillermo, e poi al cambio di capitolo, arrivano sprazzi di favole da ogni dove del mondo. Un romanzo che centellini, parola per parola, frase per frase, capitolo per capitolo, perché ne sei appassionata, lo sguardo ed il pensiero ti corrono oltre però non vorresti finirlo mai. Ne sono entusiasta.

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FRANCESCA CHIONNE
Recensioni: 4/5

Come scritto nel titolo, è stato un romanzo particolare. Trama originale e stile forte, senza filtri. All’inizio un po’ confuso, credevo non mi avrebbe coinvolta più di tanto. E invece... mi sono dovuta ricredere. Proseguendo nella lettura, ho scoperto un libro che mi è piaciuto molto; che celebra la vita, dopo una lunga permanenza negli abissi; che dimostra come noi esseri umani possiamo risiedere negli animali e nella natura e che abbiamo molto da imparare da loro. Meravigliosi i racconti alla fine dei capitoli.

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Recensioni

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Recensioni: 4/5
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Guillermo Arriaga

1958, Città del Messico

Scrittore e sceneggiatore cinematografico messicano.Cresciuto in un quartiere molto violento della capitale messicana, a 13 anni perde l’olfatto per un pestaggio. Inizia a scrivere fin dagli anni universitari, affermandosi in breve come uno dei più importanti scrittori latino-americani. Guillermo da piccolo non legge romanzi, ma enciclopedie e libri di storia. Alla scuola secondaria studia teatro e più tardi si avvicina alla letteratura, folgorato da Il vecchio e il mare di Hemingway. Affianca alla scrittura il lavoro di insegnante alla Universidad Iberoamericana de México, attività che porta avanti per vent’anni. Nel 1991 pubblica Pancho Villa e lo Squadrone Ghigliottina. Tre anni più tardi esce Un dolce odore di morte e nel 2000 esce Il bufalo...

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