Non sempre Bennett fa breccia nel mio cuore, questo è uno di quei casi, ma non riesco a resistere quando vedo una sua nuova pubblicazione. Due brevi racconti, sceneggiature di piece teatrali, incentrate sul ruolo di una spia inglese in Russia e una su suolo inglese. Piacevole lettura ma niente di memorabile. Degno di nota il secondo dei due racconti dove è presente per qualche dialogo la regina, chi legge Bennett sa quanto sia potente la sua capacità di creare dialoghi incredibili con sua maestà.
Una spia in esilio
«Bennett si conferma non solo il più divertente, ma anche il più raffinato dei commediografi inglesi contemporanei». - The Independent
«Tradotta l'irresistibile commedia di Alan Bennett dedicata all'inglese Guy Burgess, uno dei Cinque di Cambridge, arruolato dai sovietici. La pièce lo coglie nella sua decadenza moscovita.» - Livia Manera, La Lettura
Ogni paese ha i suoi panni sporchi che, pur controvoglia, a volte è costretto a esibire. È quanto accadde in Inghilterra con il clamoroso scandalo dei Cambridge Five, i diplomatici che nel secondo dopoguerra trafugarono documenti top secret e li consegnarono ai sovietici. C'è chi, come Guy Burgess, si diede alla macchia, seminando il panico e alimentando fantasiose leggende prima di essere stanato oltrecortina. E chi, come Anthony Blunt, ordì il sabotaggio dal cuore più sacro e in teoria inviolabile del Regno Unito. Una manna per Alan Bennett. Per nulla interessato allo spionaggio ma avido di pettegolezzi, non si lascerà sfuggire l'occasione di portare in scena i due reprobi. "Una spia in esilio", ispirato a un episodio realmente accaduto, racconta la paradossale missione dell'attrice Coral Browne, che il vanesio Burgess, incapace di rassegnarsi allo squallore moscovita, incarica, non senza averla armata di metro a nastro, di fargli confezionare un abito dal suo sarto di fiducia a Londra. Un problema di attribuzione ruota intorno alla controversa autenticazione di un Tiziano appartenente a Sua Maestà – anche se forse, più del dipinto, è Sir Anthony in persona a essere sottoposto a un severo scrutinio. «Senza dubbio, rispetto a noi, Blunt, Burgess e compagnia erano ancora capaci di nutrire illusioni. Avevano qualcosa a cui votarsi». Questo non tratterrà Bennett dall'infilzare come tordi e mettere sulla graticola l'«innocente all'estero» e l'algido curatore della collezione reale, due pericolosissimi idealisti annidati nel cuore marcio della Guerra Fredda.
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Collana:
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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ALESSANDRA_TS_76 05 febbraio 2026Stavolta no
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Nik 16 gennaio 2026Buon romanzo psicologico
Un romanzo che esplora la vita di una spia ritirato dall'attività, costretto a vivere nell'esilio e nell'isolamento. Bennett costruisce un personaggio complesso e moralmente ambiguo, privo di semplificazioni, che riflette sul significato della lealtà, della memoria e dell'identità quando si vive dietro maschere. Lo stile narrativo è incentrato sull'introspezione psicologica invece che su colpi di scena narrativi. Il protagonista si confronta con il peso delle scelte passate e con l'incertezza del presente, mentre la memoria risulta inaffidabile e contraddittoria. Bennett utilizza la classica ironia britannica per affrontare temi seri. Adatto a lettori interessati ai personaggi psicologicamente complessi.
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