Benché risultino poco credibili i personaggi di una moglie alla perenne ricerca di avventure ed un marito spudoratamente tradito e contento, la storia è molto ben costruita. La conclusione della vicenda lascia un po'di amaro..
Il tailleur grigio
Una Palermo soffocante tra mafia e intrallazzi finanziari fa da sfondo al romanzo, che racconta lucidamente il crepuscolo di una classe sociale attraverso situazioni e dinamiche di una coppia, descrive personaggi colti nelle loro passioni, debolezze, miserie. Il ritmo è quasi quello di un noir venato però di malinconia, tanto da far pensare a certi romanzi di Simenon.
Pubblicato nel 2008, Il tailleur grigio è il primo di cinque romanzi di ambientazione borghese con i quali Andrea Camilleri si volle misurare (gli altri saranno: Un sabato con gli amici, L’intermittenza, Il tuttomio, La relazione). Ma non è l’unico elemento di novità: per la prima volta lo scrittore ricorre all’italiano, che utilizza però nei dialoghi mentre la narrazione qua e là è screziata dalla sua lingua d’invenzione, il vigatese. Indagine psicologica di un interno borghese ammorbato dalla gelosia e dal perbenismo, Il tailleur grigio racconta di un alto funzionario di banca giunto alla pensione. Da quel momento si crea una frattura nell’armonia coniugale: Adele, la moglie più giovane di lui di venticinque anni, gli appare ora svagata, distratta, e la gelosia dell’uomo viene rinfocolata da una lettera anonima. La situazione deflagra quando irrompe sulla scena il giovane Daniele, ospitato in casa loro per frequentare l’università. Il sospetto di essere tradito diventa insopportabile e qualcosa si rompe anche nel fisico dell’uomo che si ammala e mentre Adele lo assiste con dedizione e affetto, il marito si illude che il suo era nient’altro che un dubbio infondato. Il segno della fine giungerà nel vedere la moglie indossare un tailleur grigio, l’abito elegante e castigato che riserva a poche occasioni, quando l’abito scuro, il colore del lutto, diventa di rigore.
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Autore:
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Editore:
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Collana:
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Anno edizione:2026
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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ELEONORA SAMMARCO 11 agosto 2008
Romanzo diverso......, bella la figura di Adele, dark lady dal tailleur grigio indossato solo in funeste occasioni,ben misurato l'uso del dialetto Vigatese che è limitato a brevi passaggi. Pagine scorrevoli che invitano a continuare la lettura fino alla fine che giunge inaspettata e, nello stesso tempo, annunciata. Da rileggere.
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ANNALISA CASTELLANETA 24 giugno 2008
Libro poco fluido in quanto è scritto in napoletano e a volte per concentrarti sulla pronuncia di una parola perdevi il senso della frase. Tutto sommato carino, anche se mi aspettavo qualcosa di più.
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