Tapasya
Tapasya. In sanscrito, il "fuoco purificatore" dell'ascesi; quel calore interiore che nasce dallo sforzo spirituale e brucia le impurità dell'ego. Per Enzo Riva, monaco anacoreta formato nel rigore del deserto di Scete e della Galilea, questo fuoco non è una metafora, ma un’esperienza vissuta in tre anni di solitudine radicale tra i faggi del Monte Squadro in Basilicata. Questi haiku sono scintille scaturite da quel calore. Non semplici riflessi della natura lucana, ma cronache di una lotta invisibile contro le potenze demoniache che popolano l’inconscio nel silenzio dell’eremo. Ogni verso è un tratto netto, una lama di china nera che incide il bianco della pagina per dare forma all’astrazione della tentazione e alla concretezza della preghiera. Dalla solitudine del bosco alla missione di cura presso l’ospedale oncologico, la poesia di Riva testimonia la trasformazione del dolore in luce attraverso il fuoco della disciplina. Un’opera essenziale, dove la brevità della parola si fa specchio di un’anima nuda, finalmente pronta a farsi attraversare dal sacro.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2026
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In commercio dal:10 luglio 2026
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