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Tito di Gormenghast
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Tito di Gormenghast - Mervyn Peake - copertina
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Descrizione


Apriamo questo libro e ci troviamo in un mondo parallelo al nostro. È Gormenghast, un immane castello, che nessuno dei suoi abitatori ha percorso in tutti i suoi anfratti. Un tempo, doveva essere pieno di tinte squillanti: ora è un intreccio di crepe, e le tinte sfumano fra grigio, verde lichene, rosa antico e argento. Vi incontriamo esseri disparati: un nobile melanconico e saturnino, settantaseiesimo conte di Gormenghast, che è il reggitore del luogo; sua moglie, avvolta in una nube di gatti bianchi; la figlia, selvatica e sognante fra giocattoli vecchi, libri e pezze di stoffa; dignitari di cartapecora, dalle gambe di ragno, custodi di un ordine ormai inaridito; orripilanti figuri che sovraintendono alle cucine; giovani acrimoniosi, che covano la rivolta. Ma c'è qualcosa che unisce questi personaggi: il loro corpo e la loro psiche sono una concrezione del castello - così come il castello è una concrezione del loro essere. Nessuna vita è per loro concepibile al di fuori di quei corridoi di pietra, di quei saloni, di quelle torri, di quei solai. La natura non esiste, se non come riflesso del castello, dove la polvere è polline: perché Gormenghast è tutto. La nascita di un erede maschio, Tito di Gormenghast, porterà una minaccia di cambiamento, per il solo fatto di essere qualcosa di nuovo. E qui ha inizio la saga narrata da Peake, un'impresa grandiosa della letteratura fantastica - e insieme un vasto disegno allegorico che traspare dietro l'esuberanza delle immagini.
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Dettagli

2014
Tascabile
15 gennaio 2014
545 p., Brossura
9788845928642

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Gormenghast è un conte malinconico e bibliofilo e una contessa con una corte di gatti bianchi e uccelli in canto; un dottore irragionevole e druidico, gemelle maliziose e vanitose, uno sguattero ambizioso; una nobile ragazza ribelle e sognatrice, domestici devoti, infedeli e eroici e cuochi permalosi e violenti, una magica nutrice in lotta per la libertà. Gormenghast è questo è molto altro, molto altrove. In tutto ciò, la tradizione è narrata con regole e rituali, alla nascita di un erede, il nuovo successore, prossimo conte della fortezza, e il cambiamento si attua in un'epica meravigliosa e illogica e le descrizioni e le azioni si oppongono agli archetipi surreali, alle tematiche di rovesciamento dell'ordine e alla mitologia oscura di un luogo perturbante, asimmetrico e incantato.

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Recensioni: 5/5

Tito di Gormenghast è una sorta di classico minore della letteratura fantasy. A rigore non è nemmeno un fantasy e confina piuttosto con i racconti grotteschi di cui condivide personaggi e situazioni. L'ambientazione è quella dei racconti gotici. Ed il ritmo e lo stile sono unici. Mai letto nulla di simile. Mervyn Peake è particolarissimo. Evidente, a mio avviso, è piuttosto la condanna delle idee di uguaglianza e le figure di arrampicatori sociali (piuttosto tipico della cultura inglese del primo novecento che guardava con orrore al Comunismo). Una densa aria di conservatorismo politico aleggia anche in questo testo avvicinando così indirettamente Peake a Tolkien o a Lewis. Il ritmo è lento e talvolta rilassato. Il lettore che vuole eventi ad ogni piè sospinto è avvertito. L'autore non ha creato soltanto un mondo parallelo dove il lettore viene catapultato per incanto fin dalla prima riga, ma è stato anche capace di re-inventare uno stile letterario nuovo. Definire questo libro un fantasy sarebbe come definire Leonardo Da Vinci semplice un pittore. Ci sono mille sfumature, mille spunti, infiniti livelli di lettura in questo libro. Nonostante la trama sia ben altro che ricca di eventi lo stile di Peake è talmente poetico, ironico e tagliente che non ci si accorge nemmeno che possono passare numerose pagine prima che accada davvero qualcosa. Un'esperienza da provare. Per tutti coloro che amano il fantastico, non si spaventano di fronte a stili letterari ricchi e odiano i personaggi patinati che troppo spesso rovinano delle belle storie.

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Emanuele Bianco
Recensioni: 5/5

Ho approcciato il libro con molte aspettative, molti lo consigliavano e adesso sono costretto a consigliarlo anch'io a chiunque mi chieda un giudizio. Penso che la trama sia il suo punto forte, un continuo divenire di accadimenti, di storie intrecciate una con l'altra, come se la vita all'interno del castello sia un tutt'uno con il castello stesso. Forse la traduzione risulta a volte un po' barocca e non più freschissima, ma si fa sempre capire e devo dire che stupisce per la varietà di lessico utilizzato.

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Mervyn Peake

1911, Kuling (Cina)

Mervyn Laurence Peake è stato uno scrittore inglese nato in Cina da genitori brittanici missionari. Diviene celebre grazie alla trilogia di Gormenghast, un ciclo di romanzi (Tito di Gormenghast, Gormenghast e Via da Gormenghast) scritti tra gli anni Quaranta e la fine degli anni Cinquanta, caratterizzati da un'atmosfera fantastica e surreale. Il suo stile è stato definito “barocco”, ma la classificazione in genere “fantasy” è sempre stata riduttiva per descrivere le sue atmosfere orride e spaventose. Peake fu anche poeta, pittore e illustratore: famose sono le sue illustrazioni di alcuni classici della letteratura: Alice nel Paese delle Meraviglie di L. Caroll, La ballata del vecchio marinaio di S.T. Coleridge, Le Favole dei Fratelli Grimm e Lo...

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