Libro stupendo delicato e doloroso ! …non è solo una storia sull’identità o sui nomi, ma anche su ciò che le relazioni lasciano nel corpo e nella memoria. Lo scrittore riesce a mostrare bene come l’abuso non finisca nell’atto stesso, ma continui a vivere dentro chi lo subisce — e persino in chi assiste o ne percepisce l’eco. È un dolore che modifica il modo di stare al mondo. È un pugno nello stomaco il senso di sopraffazione che pagina dopo pagina arriva al lettore! La parte con Gordon è davvero dura perché rompe il tono più contemplativo del romanzo e introduce una violenza psicologica e fisica concreta e soffocante.
Tre nomi
Con una scrittura intensa e coraggiosa, Florence Knapp ci trascina in una vicenda insieme intima e universale: il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, la felicità della condivisione, la forza dei legami.
«Il miglior romanzo d'esordio da anni a questa parte. Florence Knapp ha avuto un'idea geniale.» - Sunday Times
«Una storia estremamente originale che ci mostra tre scenari di vita diversi in base alla scelta di un nome.» - The Guardian
«Con delicatezza e grazia, Tre nomi parla non solo di perdita e di dolore ma anche di rinascita.» - The Washington Post
«Dovete assolutamente leggere questo libro.» - The Times
«[...] Tre nomi è un romanzo profondamente femminista e intimamente disobbediente, disegnato nel solco di un realismo scarno e oggettivo, libero da qualsiasi deriva retorica.» - Ursula Beretta, La Lettura
Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all'anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi. In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un'intera esistenza. Questo romanzo ci spinge a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte e su come il nome dato a un bambino possa influire sul suo futuro.
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Edizione:11
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Loredana 05 settembre 2026bello
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Giacomo 30 agosto 2026Incroci di vite
Dato l'hype che lo circonda, pensavo che questo libro fosse eccezionale. Non lo è, pur essendo ben scritto e basato su un espediente narrativo interessante (tre nomi, tre storie dagli esiti diversi). È una buona lettura estiva e tratta un tema attualissimo e molto importante (la violenza domestica). Ha il merito di ricordarci che la vita è il risultato di percorsi e svolte talvolta impreviste.
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Amandenuit 26 agosto 2026
Sono sempre stata affascinata dai nomi e ho sempre creduto che in qualche modo il nostro nome ci suggerisse qualcosa o, per le meno, ci guidasse. Così come sono sempre stata affascinata dall’idea che qualcuno scegliesse per noi qualcosa che ci identifica e che spesso ci portiamo per il resto della vita. Ho trovato la storia di questo romanzo molto originale e ho adorato il fatto che la storia di ciascun personaggio venisse raccontata a ogni evento “importante” o tale da segnare la sua personalità. La cosa che non mi aspettavo, ma che non ha avuto un effetto sorpresa, anzi forse mi ha un po’ infastidita, è stato il tema principale: la violenza domestica che incide molto più del nome stesso.
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