Da leggere, anche se inizialmente non sembra subito affascinare il lettore. Un'opera che comunque mostra tante sfaccettature dell'animo umani.
Villette
Quando Lucy Snowe ottiene il posto di istitutrice in un collegio femminile in Belgio, per la prima volta la fortuna sembra sorriderle. Orfana e indigente, timida e sgraziata, per la ragazza quel trasferimento oltremanica è l'occasione per lasciarsi i grigi sobborghi inglesi alle spalle e ricominciare da zero. Ma iniziare una nuova vita non è un'impresa da poco: arrivata a Villette - città immaginaria plasmata da Charlotte Brontë sul modello di Bruxelles -, in un ambiente che le è estraneo, senza parenti né amici, Lucy ci mette del tempo a superare l'iniziale spaesamento e a prendere in mano le redini della propria esistenza. Grazie alla propria forza di carattere, la giovane riesce a guadagnarsi la stima dell'autoritaria direttrice del collegio, Madame Beck, e a entrare in confidenza con suo cugino, il professor Paul Emanuel, un uomo gentile e brillante ma poco portato per la vita mondana a causa del suo temperamento focoso. E proprio nel momento in cui tra i due sembra essere scoccala la scintilla di un'intensa e tormentata storia d'amore, irrompe; sulla scena John Bretton, affascinante amico d'inlanzia di Lucy, che costringerà la ragazza a fare i conti con i dubbi e le scelte che s'impongono a ciascuno di noi quando cerca il proprio posto nel mondo. Introduzione di Antonella Anedda
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Anno edizione:2013
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Raffaele 07 giugno 2026Da leggere
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elena_grazia_ 15 dicembre 2025audacia femminile
Non è una storia per tutti. La narrazione è lenta come ad evidenziare ulteriormente la vita semplice e senza pretese della protagonista. Nonostante io ami il genere e l'autrice, forse in questo volume si è soffermata troppo a raccontare le storie di altri personaggi. Il finale però merita tutta la lettura.
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Federica 01 marzo 2025Preferisco Jane Eyre
Gli audiolibri e le biblioteche sono delle manne dal cielo. I libri da leggere sono troppi, e i soldi, sempre troppo pochi. Ascoltato in audiolibro, mi è piaciuto sì e no questo romanzo. Charlotte Bronte è Charlotte Bronte. Però Jane Eyre è Jane Eyre. Io preferisco, preferirò sempre Jane Eyre, per tutta la storia nel suo insieme, per come è stata scritta, per la passione, la forza interiore e l’amore per la vita di Jane, nonostante tutto. 💕
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