La vita davanti a sé (La vie devant soi, 1975) di Romain Gary (pubblicato sotto lo pseudonimo di Émile Ajar) è ambientato a Belleville, un quartiere multietnico e marginale di Parigi. La voce narrante è quella di Momo (Mohammed), un bambino arabo che non conosce la sua vera età (crede di avere dieci anni, scoprirà di averne quattordici) e che vive nell'appartamento al sesto piano di Madame Rosa, un'anziana ebrea, ex prostituta scampata ad Auschwitz. La donna gestisce una sorta di pensione clandestina per i "figli del peccato", i bambini nati dalle prostitute del quartiere. Quando la salute di Madame Rosa precipita a causa di una grave demenza senile e dei fantasmi del passato, i ruoli si invertono: è Momo a prendersi cura di lei, accompagnandola con dedizione assoluta verso la fine.
La vita davanti a sé
Eroe di guerra, diplomatico, cineasta, Romain Gary si suicidò il 3 dicembre 1980. La sua scomparsa fece scalpore ma il vero colpo di scena arrivò quando, pochi mesi dopo la morte, si scoprì che Gary ed Emile Ajar, autore del romanzo "La vita davanti a sé", erano in realtà la stessa persona. Il libro, che narra le vicende di Momo, ragazzo arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, vinse il Goncourt inaugurando uno stile gergale da banlieu e da emigrazione, cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.
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Autore:
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Edizione:10
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Anno edizione:2009
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Antonella 04 ottobre 2026L'amore incondizionato e l'adozione emotiva
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MoniaCatia 05 gennaio 2026Stupendo
Quando ho iniziato la lettura sono rimasta perplessa chiedendomi come era possibile che la voce narrante rappresentata da un bambino potesse essere in grado di fare determinati ragionamenti....ma poi andando avanti nella lettura non solo si é svelato il mistero della voce narrante, ma sono rimasta affascinata da una Francia multietnica dove convivono arabi, ebrei, bianchi e neri che cercano nello loro piccolo di vivere e che in caso di necessità sono in grado di stringersi intorno alle persone più deboli.
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viranto 11 febbraio 2025avvolgente
Bello!!! Le tragedie della vita quali possono essere: la vecchiaia, la malattia, l'indigenza, la solitudine e la mancanza dei genitori raccontate con innocenza e ironia. Come se a raccontare la storia sia veramente un ragazzino impertinente e un po' sgrammaticato ma con un grande cuore e con un sentimento che ti inonda, ti prende, ti avvolge e fa tua la sua storia.
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