Questo saggio intenso ha la capacità di farci riflettere su più fronti. Nella prima parte dedicata alla visione, l'autrice entra in dialogo con noi direttamente da varchi molto personali: la sua emicrania, suo padre, sua madre, i fiori ecc. La sua percezione visiva è un sentire della vita. Con la stessa generosità ci conduce nella seconda parte, dedicata al pensare. Si pone domande sulla lettura, sulla psicoanalisi, sulle neuroscienze, sullo sviluppo della personalità affettiva, sulla genesi dei pensieri e sulla capacità di incanalarli, a partire dal gioco, dal riflesso sugli altri, nell'arte e nella letteratura. Sul capitolo del guardare, alcune opere di grandi artisti - Richter, Morandi, Goya, Messager.. diventano l'occasione per riflettere sulla visione dell'altro e su come noi possiamo attivare il sentire corrispondenze dentro di noi. Ribadire che l'arte vive nel soggetto vedente, nella persona che si trova di fronte ad essa, ci fa sentire protagonisti esclusivi, osservatori privilegiati.
Vivere, pensare, guardare
Chi siamo? Come ci rapportiamo al mondo e agli altri? Che ruolo hanno il sonno e i sogni? Nei trentadue saggi che compongono questa raccolta, Siri Hustvedt prende per mano il lettore e lo guida in un viaggio alla scoperta dei misteri dell'identità umana, muovendosi sicura tra i classici del pensiero, le ultime scoperte delle neuroscienze e le opere di artisti del passato e del presente. Molti testi partono da esperienze personali - un giocattolo introvabile alla vigilia di Natale, i ripetuti e violenti attacchi di emicrania, il rapporto di amore taciuto con il padre - e giungono a conclusioni di valore universale. Ma a fare da bussola lungo il percorso ci sono anni di letture e osservazioni sul campo. Hustvedt esplora memoria e percezione, si addentra nei meccanismi del linguaggio e della letteratura, girovaga tra dipinti e fotografie. Il paesaggio cambia, ma a ben vedere presenta una costante: l'emozione, ora flessa in una delle sue forme e integrata nello sfondo, ora nitida nella sua natura di strumento indispensabile alla sopravvivenza. E qua e là, tra Freud, Damasio e Goya, spuntano ciuffi di colore - un omino e un bue rosa, dei fiori rossi in un vaso, una bottiglietta di vetro verde - ma anche gli abiti delle dive dei vecchi film in bianco e nero. Che denunci i trucchi della retorica politica post 11 settembre o rifletta sull'umanità dello sguardo di una Madonna col bambino trecentesca, Siri Hustvedt ha il dono di una rara appassionata lucidità.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2014
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In commercio dal:10 giugno 2014
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DORINA PETRONIO 05 giugno 2018
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