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Recensioni L' amica geniale. Vol. 1

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    02/12/2021 11:05:10

    non si può non lasciare una recensione ad un libro di tale bellezza. Durante tutto il libro si cresce insieme a Lila e Lenù, sia a livello di linguaggio che di crescita emotiva. Racconta effettivamente la realtà cruda e povera della Napoli degli anni 50-60. Letto in un sospiro velocissimo, indescrivibile

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    19/11/2021 15:31:06

    Un bellissimo libro che si legge davvero tutto d'un fiato

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    13/10/2021 17:20:10

    "L'amica geniale" di Elena Ferrante, uno dei più grandi successi letterari degli ultimi anni. Un lungo racconto sulla Napoli dal secondo dopoguerra ai primi anni 2000, la storia di un cambiamento, dei sogni della generazione che voleva emergere dalla miseria per entrare nel mondo dell'agiatezza senza rinnegare le proprie aspirazioni, non ripetendo gli errori dei loro genitori. Ma è anche il romanzo dei sogni infranti, delle scelte da fare, dello scendere a patti con la dura e crudele realtà. Una storia incarnata dalle sue due protagoniste, Lila e Lenù, l'una l'amica geniale dell'altra, unite da un'amicizia forte e, al tempo stesso, malsana, reciproco specchio di una vita che potrebbe essere stata dell'una e dell'altra, qualora le circostanze fossero andate in maniera diversa. Un romanzo che mi ha riportato alla mente le storie semplici e umane che, da bambino, mi raccontavano mia nonna, mia madre e mio padre.

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    22/05/2021 15:47:31

    L'ho comprato stamattina, e già sto al capitolo 6. Oltretutto è bellissimo, per la trama ma anche per la scrittura. Di solito non mi piacciono tanto questi tipi di libri però questo mi ha colpito tantissimo. Ve lo consiglio tantissimo !!

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    09/10/2020 18:01:56

    Ben scritto e piacevole da leggere

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    30/06/2020 15:00:10

    Un libro che tutti dovrebbero leggere.

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    18/05/2020 20:47:06

    Molto interessante e ben scritto. Mi è piaciuto

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    03/05/2020 14:11:32

    Dopo aver visto la serie in tv ho voluto leggere il libro ..l opinione completamente positiva di questa opera è rimasta invariata

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    26/04/2020 13:13:30

    Storia bellissima, leggera da leggere e interessante!

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    17/04/2020 13:58:12

    Un libro che ti trasporta nel suo racconto fino a l’ultima pagina, scritto in maniera ottima e ti fa vivere i personaggi in maniera molto reale grazie a tt i dettagli.

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    06/04/2020 08:03:47

    Un libro sicuramente molto coinvolgente dalla trama abbastanza impegnativa ma presentata con relativa semplicità. Pagina dopo pagina entriamo nel vivo di un rione di Napoli a metà del secolo scorso contrassegnato da una brutale realtà che ci travolge facendoci entrare nel vivo della vita dei suoi abitanti. Unica "pecca" il narrare tumultuoso di alcuni fatti che a mio parere sarebbero più rilevanti ma probabilmente è voluto per rendere meglio la turbolenza presente fin dall'infanzia nella vita delle protagoniste.

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    03/04/2020 12:46:14

    Ho fatto fatica, lo confesso, storia intensa, personaggi splendidamente delineati e uno stile inattaccabile, un romanzo verità che però non mi ha fatto sognare. Sottolineo: solo questione di gusti personali, lei rimane grande!

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    21/03/2020 09:15:03

    Bella trama un pò lento nelle descrizioni

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    13/03/2020 17:04:06

    Ho amato questa storia dal primo all'ultimo libro della collana. Mi sono affezionata a Lila e Lenù lentamente, prendendomi il mio tempo per apprezzare ogni pagina. Ho letto tutti i libri prima del meraviglioso successo della fiction, e quando ho saputo che ne avrebbero fatto anche una serie televisiva non ho saputo contenere la mia gioia. Molto consigliato.

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    25/02/2020 19:39:49

    Interessante avvincente

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    17/12/2019 11:07:12

    Stile e linguaggio adeguato al clima, all'atmosfera "familiare" del lungo, dolcissimo racconto di quella "età favolosa dell'infanzia" e dell'adolescenza che tiene amorevolmente desta l'attenzione del lettore impegnato nel rincorrere egli stesso, poi, immagini e atmosfere della propria, lontana età delle favole. Magistrale adeguamento del ritmo narrativo all'incalzante procedere degli eventi personali e familiari sulla favolosa ribalta di un quartiere all'interno del quale palpita la vita di due fanciulline legate da un'amicizia geniale per entrambe.

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    16/12/2019 01:03:28

    Ho amato questo libro sin dall'inizio, ha uno stile di scrittura scorrevolissimo che ti tiene incollato alle pagine fino all'ultimo, tanto che leggere gli altri libri della tetralogia viene più che naturale una volta finito il primo

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    01/08/2019 16:24:58

    Nel corso degli anni il mio rapporto con la letteratura italiana è peggiorato. Dopo aver letto prevalentemente libri con lo scopo di approfondimento personale con utilità scolastica, sentivo il bisogno di novità così ho cominciato a leggere qualcosa di contemporaneo, spesso premiato e famoso. Carenze di trama , scrittura discutibile e pochezza di contenuti sono stati causa di un rifiuto verso la letteratura italiana dei nostri giorni e ho cominciato a guardare altrove. "L'amica geniale" è stata una scoperta: la bellezza di una trama pulita, vera e autentica accompagnata da una scrittura efficace sono state caratteristiche essenziali per distinguersi da romanzi simili. Elena Ferrante scrive una storia di qualche decennio fa accompagnandoti sotto braccio in un percorso di crescita non solo anagrafica, partendo dall'infanzia e arrivando all'adolescenza delle protagoniste ma di arricchimento culturale : i vocaboli al suo interno con l'avanzare di istruzione di Lenù diventano sempre più ricercati ma senza sfociare nel presuntuoso, così come le similitudini, durante l'infanzia bambinesche e dialettali con l'adolescenza più elaborate ma mai saccenti. Nonostante non sia ambientata in questi anni, è una storia che risulta famigliare sopratutto per chi proviene da piccoli paesi del sud Italia rendendo fede alla maggior parte delle tematiche ricorrenti: istruzione negata, degrado sociale, violenza domestica, delinquenza e condizione femminile.

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    15/06/2019 00:00:21

    Ho comperato questo libro, dopo aver visto lo sceneggiato in TV,che mi aveva conquistata. Il libro invece,ho faticato a leggerlo...troppi personaggi,troppi nomi da ricordare e intrecciare con le famiglie...sono riuscita ad andare avanti,proprio perchè l'avevo visto in TV. Devo dire che passato l'inizio,poi scorre più velocemente. Adesso sto leggendo il secondo volume,che mi piace decisamente di più!

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    04/03/2019 14:34:28

    Per la prima volta ho comprato un libro on-line e con La Feltrinelli mi sono trovato bene sia nel prezzo sia nella celerità della consegna.

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    28/01/2019 22:55:46

    Stregato dalla serie HBO e dal suo ottimo cast, ho deciso di leggere la saga gigantesca di Elena Ferrante. Con buona pace dei miei amici, conoscenti e consiglieri 'snob', che sempre m'avevano messo in guardia: «La Ferrante», mi dicevano, «scrive cose commerciali!». Buon per lei, pensavo io nel frattempo, con questi libri si sarà fatta i milioni. Alcuni andavano oltre, sottolineando: «La Ferrante è un'autrice, non una scrittrice!». Lo dico subito: se proprio dovessi appiccicarle sopra un'etichetta, per me e da quello che ho letto, Elena Ferrante è un'autrice, non una scrittrice, e i romanzi che compongono il ciclo dell'Amica Geniale rappresentano un'opera di narrativa, non di Letteratura. Ma la domanda è: e quindi? che male c'è? Nessun male, anzi: così come ci sono narratori assolutamente geniali e di altissima statura (Stephen King, J.K.Rowling, eccetera), così ci sono scrittori che, nonostante le nobili ambizioni, producono una letteratura mediocrissima, obsoleta e dimenticabile, o a volte volutamente incomprensibile (e qui non faccio nomi per galanteria). Elena Ferrante, per me, è non solo un'autrice, ma una grandissima autrice, una narratrice davvero sopraffina, in grado di catturare l'attenzione del lettore fin dalle prime pagine e di donargli un'esperienza di lettura avvolgente. È facile puntare il dito contro quelle opere che sono 'solo di narrativa': scrivetele voi, opere così, 'solo di narrativa', cosiddette commerciali, popolari (che non significa 'populiste'). Non che il ciclo dell'Amica Geniale manchi di difetti. Passi il votarsi alla narrativa piuttosto che alla Letteratura, ma un minimo di sforzo linguistico in più lo si sarebbe potuto compiere. Non parlo di 'stile' - quello della Ferrante è molto spoglio, semplice, ma questo è spesso un punto di forza (Raymond Carver docet), perché la descrizione di certe tenebre spesso necessita un linguaggio trasparente, che lo porti alla luce e lo faccia vedere a tutti -, parlo proprio della lingua parlata dai suoi indimenticabili personaggi. Una delle cose che mi aveva colpito di più della serie televisiva era proprio il dialetto straripante dei dialoghi: un napoletano 'vero', non 'da fiction TV', tanto che gli episodi sono stati mandati in onda coi sottotitoli. Quella di far recitare tutti in napoletano non è solo una scelta estetica, 'verista'. La dialettica fra italiano (lingua ufficiale, colta, "dei potenti") e napoletano (lingua del popolo, delle passioni, della vendetta e della storia non ufficiale) è molto importante. Lenú stessa, crescendo e studiando, imparerà a padroneggiare l'italiano meglio di tutti gli altri abitanti del rione e userà quella lingua alta, formale e quasi sacra come strumento di potere sociale, in modi sottili ma efficaci. Più Lenú si 'italianizzerà' linguisticamente, più scoprirà che certi furori non si possono esprimere in italiano, così come certi ragionamenti non si possono sviluppare in napoletano. Lina, che sarà forzata a interrompere gli studi precocemente, parlerà sempre in napoletano, ma sfodererà un italiano impeccabile improvvisamente, facendo comprendere a Lenú che anche lei possiede quell'arma potentissima della lingua, che ha scelto da tempo di non usarla ma che, se dovesse o anche solo se volesse, potrebbe sfoderarla in qualsiasi momento. Tutto questo è molto esplicito nella serie TV, che, da questo punto di vista, supera per potenza espressiva il testo da cui è stata tratta. Nei libri della Ferrante, invece, i personaggi non parlano in napoletano: l'autrice ci dice, a mo' di didascalia, che parlano in napoletano, ma ci riporta ogni dialogo in un italiano che più italiano non si può. Ora, non dico che la Ferrante avrebbe dovuto infliggerci mille e rotte pagine di napoletano barocco di fine Ottocento. Dico solo che, tirando in ballo un altro grande narratore popolare italiano, dopo venticinque anni di avventure del commissario Montalbano raccontate nel siciliano (piuttosto reinventato e letterariezzato) di Camilleri, qualcosina in più la si poteva fare. E no: non basta dire 'andare al cesso' al posto di 'andare al bagno', oppure 'pisciazza' e 'vaiassa', per stabilire un'aderenza linguistica coll'esistenza dei personaggi. Questi, tuttavia, sono solo dettagli. Ribadisco: è facile sparare a zero su tutto e su tutti - gli italiani lo fanno sempre e da sempre, specie con gli altri italiani - ma demolire ogni cosa non è nulla di intelligente, è solo cinismo: e il cinismo non è altro che l'intelligenza degli stolti. È innegabile che Elena Ferrante abbia creato due personaggi fortissimi, complessi e travolgenti. Come già notato da molti, non è mai chiaro chi, fra Lenú e Lina, è la 'vera' amica geniale. Entrambe hanno una loro genialità. Entrambe si ammirano reciprocamente. L'una invidia l'altra, e viceversa. L'una vorrebbe essere l'altra, e viceversa. Questi due personaggi si amano. Lenú e Lina si amano profondamente, ma non sono mai riuscite a dirselo sinceramente: come se palesare l'amore infinito che si prova per una persona che merita veramente la nostra stima possa essere una sconfitta, una dichiarazione di resa e di inferiorità. O forse, quel napoletano violento e astioso con le quale sono cresciute non è adatto a esprimere certi sentimenti. O forse, nessuno gliel'ha insegnato: hanno letto tanti libri, ma sono rimaste analfabete sentimentali. Niente e nessuno potrà mai liberarle da questa loro prigione mentale: anche quando, ognuna a modo loro e seguendo una propria strada, si affermeranno socialmente e lavorativamente, Lenú si sentirà ancora inferiore rispetto alla genialità esplosiva di Lina, Lina si sentirà ancora inadeguata e in competizione con la cultura, la disciplina e il rigore di Lenú. E questa invidia, questo senso di inferiorità, questo senso di competitività le accompagnerà per sempre. Ma L'Amica Geniale non è solo questo. L'amicizia di Lina e Lenú prende vita, si sviluppa e si consolida in una realtà più ampia: l'Italia dal dopoguerra al nuovo millennio. Passiamo, così, da un'epoca di povertà, dove i confini del mondo erano i confini della lingua napoletana nonché del rione popolare dove vivono le due bambine, agli anni del cambiamento, fatto non solo di lotte sociali e partiti politici ma, cosa importantissima, di esplosione tecnologica che, per alcuni, diventerà il nuovo oro, fonte di grandissima ricchezza, potere e rivalsa. Lina e Lenù finiscono con l'abitare a cavallo fra due mondi diversissimi, ma lo fanno in compagnia di personaggi grandiosi, tutti caratterizzati perfettamente. Nel tessere la trama di questo grande arazzo epocale, Elena Ferrante sembra mescolare, con l'alchemica precisione di una fattucchiera vesuviana, i tormenti della tragedia greca, in cui le colpe dei padri che ricadono irrimediabilmente sui figli, elementi di una commedia umana, troppo umana, à la Honoré de Balzac, il naturalismo di Zola e di Maupassant, suggestioni Verghiane, ma anche elementi delle 'fiabe di formazione' di Dickens. Il tutto raccontato in maniera non ingenua e non lineare, strizzando quindi l'occhio alla modernità. In definitiva: il ciclo dell'Amica Geniale è una delle opere più belle nella storia della letteratura italiana, un capolavoro, una vetta, un esemplare, una pietra di paragone per tutti i romanzi italiani a venire? Non lo so e, francamente, non mi interessa. Non solo sarebbe presuntuoso e arrogante rispondere a queste domande, ma trovo che sarebbe anche molto stupido prenderle sul serio tanto per cominciare. Aldilà delle speculazioni, delle analisi spietate, dei futurismi letterari e delle puzze sotto il naso, rimane il merito innegabile di Elena Ferrante per aver raccontato una Napoli che, pur contenendole, va ben aldilà delle gomorrate tradizionali; per aver creato due personaggi epici; per averli fatti vivere nitidamente, quei due personaggi, così come tutti gli altri, sulla pagina scritta.

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    25/01/2019 13:25:15

    Il libro si presenta un po’ sporco in copertina.

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    23/01/2019 09:17:38

    Ho acquistato i libri della Ferrante dopo aver visto la prima serie dell' Amica geniale trasmessa dalla Rai. Non ho ancora iniziato a leggere i libri ma la trama mi interessa molto. I libri sono arrivati in buon stato e sono uguali a quelli presenti sul catlogo online. Sono molto soddisfatta del mio acquisto.

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    21/01/2019 13:03:53

    L'ho regalato, mi hanno detto sia ben fatto

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    05/01/2019 08:47:08

    Un romanzo da non perdere a prescindere dal successo della serie televisiva. Per la scrittura, l'argomento e lo svolgimento della trama. La trasposizione televisiva, una volta tanto, aggiunge un qualcosa e arricchisce il libro e, per chi non lo ha ancora letto, è un invito a farlo.

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    04/01/2019 13:52:41

    trama avvincente, personaggi complessi da scoprire pagina per pagina. L'amica geniale rapisce completamente il lettore regalandogli continue emozioni.

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    02/01/2019 13:10:11

    Uno dei libri più belli letti negli ultimi anni

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    29/12/2018 12:46:07

    il libro è stato letto da mia moglie che lo trova bellissimo e comprerò gli altri per completare la serie

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    24/12/2018 14:39:46

    Un bel dono

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    22/12/2018 19:03:47

    Ottimo libro

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