Un libro che apre uno squarcio su un episodio storico di sicuro interesse, che romanzandolo ben restituisce un'epoca, un contesto, un risvolto di una tragedia storica. Una scrittura asciutta, a volte forse troppo, ma è il mio gusto a parlare, non certo la volontà di dare un giudizio. Perfetto per un viaggio in treno.
Le assaggiatrici
Libro da cui è tratto il film Le Assaggiatrici di Silvio Soldini.
La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. "Da anni avevamo fame e paura", dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l'autunno del '43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: "Mangiate", davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un'ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell'ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s'intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del '44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti - come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.
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Anno edizione:2021
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Barb 17 marzo 2026Si fa leggere
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Giovy95 12 marzo 2026Bellino
Un gruppo di donne costrette ad assaggiare il cibo di Hitler per vedere se è avvelenato. Ogni boccone potrebbe essere l'ultimo. Il libro si fa leggere che è un piacere, la scrittura scorre bene e la tensione c'è tutta. Ma non tutto mi ha convinta. 🧐 Cosa mi è piaciuto: -L'idea di base. È assurdo pensare che sia una storia vera. -La sensazione di costante pericolo. Ti senti lì con loro a fissare quel piatto di asparagi sperando di non morire. Cosa mi ha lasciato così così: -Alcuni passaggi mi sono sembrati un po’ freddi. Non sono riuscita a legare tantissimo con la protagonista, l’ho sentita un po’ distante. -In certi punti la storia prende delle direzioni che boh, mi hanno fatto perdere un po’ il ritmo "storico" che mi aspettavo. In sintesi: Una lettura che vale la pena fare perché la storia è pazzesca, ma non è scattata quella scintilla che me lo farà ricordare per sempre.
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Virginia 10 marzo 2026Senza infamia e senza lode
Ben scritto ma non l'ho trovato così coinvolgente come mi aspettavo.
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