Le assaggiatrici - Rosella Postorino - copertina
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Premio Letterario Chianti - Narrativa - 2018
Letteratura: Italia
Le assaggiatrici
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Descrizione

Libro da cui è tratto il film Le Assaggiatrici di Silvio Soldini.


La prima volta che entra nella stanza in cui consumerà i prossimi pasti, Rosa Sauer è affamata. "Da anni avevamo fame e paura", dice. Con lei ci sono altre nove donne di Gross-Partsch, un villaggio vicino alla Tana del Lupo, il quartier generale di Hitler nascosto nella foresta. È l'autunno del '43, Rosa è appena arrivata da Berlino per sfuggire ai bombardamenti ed è ospite dei suoceri mentre Gregor, suo marito, combatte sul fronte russo. Quando le SS ordinano: "Mangiate", davanti al piatto traboccante è la fame ad avere la meglio; subito dopo, però, prevale la paura: le assaggiatrici devono restare un'ora sotto osservazione, affinché le guardie si accertino che il cibo da servire al Führer non sia avvelenato. Nell'ambiente chiuso della mensa forzata, fra le giovani donne s'intrecciano alleanze, amicizie e rivalità sotterranee. Per le altre Rosa è la straniera: le è difficile ottenere benevolenza, eppure si sorprende a cercarla. Specialmente con Elfriede, la ragazza che si mostra più ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del '44, in caserma arriva il tenente Ziegler e instaura un clima di terrore. Mentre su tutti - come una sorta di divinità che non compare mai – incombe il Führer, fra Ziegler e Rosa si crea un legame inaudito.

Dettagli

21 gennaio 2021
288 p., Brossura
9788807893001

Valutazioni e recensioni

  • Lisa

    Purtroppo non sono riuscita a entrare in sintonia e ad empatizzare con la protagonista. Riconosco una notevole scrittura della Postorino e la storia è piacevole, peccato per questo (probabilmente mio) difetto.

  • Delia
    Bella lettura!

    Le quattro stelle parlano da sole: nonostante conoscessi la trama, avendo visto il film prima di leggere il libro che lo ha ispirato, mi sono appassionata alla storia, più intensa e più ricca di risvolti nel romanzo rispetto all’opera cinematografica, perché si concentra anche e non in modo marginale, su riflessioni relative all'esistenza e ai contraccolpi che la Storia le fa subire, alle contraddizioni dell'animo umano. E la scrittura partecipa in modo armonioso (ma devo rilevare due smagliatura linguistiche: la protagonista, parlando di un suo insegnante, dice che era bravo, perché sapeva "motivare gli alunni", il verbo mi sembra proprio non adatto al contesto storico, motivare è termine molto, troppo contemporaneo, quindi per me si tratta di un anacronismo; nelle prime pagine si parla di una delle assaggiatrici che “mangia brani di uno strudel”, bocconi proprio no? brani mi sembra termine proprio non adeguato se associato a un cibo), puntuale e scabra, autentica nelle analisi di sentimenti e stati d'animo. E sì, a conclusione ammetto che è stata una bella lettura.

  • tmassimiliano
    un romanzo forte

    Un regalo che si è rivelato essere un libro affascinante, capace di far riflettere su complesse questioni etiche e morali che vanno ben oltre l’ambientazione della Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di un romanzo storico ispirato a eventi reali, che narra una storia di resistenza interiore, vulnerabilità e sopravvivenza, descritta con grande empatia e profondità emotiva. La protagonista, Rosa Sauer, è una giovane donna il cui marito è al fronte. Viene reclutata, insieme ad altre nove donne, come assaggiatrice dei pasti destinati ad Adolf Hitler, incaricata di verificare che il cibo del Führer non sia avvelenato. Questa trama originale è il punto di partenza per un’opera che esplora non solo gli orrori del regime nazista, ma anche le sfumature della vita quotidiana e la complessità dei rapporti umani durante la guerra. Il romanzo ha una forte componente psicologica e introspettiva, scandagliando l’animo umano attraverso le vicende di queste giovani donne, intrappolate in una posizione ambigua e distorta: da un lato vittime di un regime totalitario, dall’altro, strumento di protezione della vita del dittatore, che pure disprezzano. Rosa, in particolare, deve affrontare il peso della colpa per essere relativamente al sicuro mentre il mondo intorno a lei si sgretola, e per il suo stesso coinvolgimento, seppur involontario, con il regime nazista. Un contesto surreale che riflette uno dei capitoli più oscuri della nostra storia.

Conosci l'autore

Foto di Rosella Postorino

Rosella Postorino

1978, Reggio Calabria

Rosella Postorino è una scrittrice italiana. Cresciuta a San Lorenzo al mare (IM), vive a Roma. Ha esordito con il racconto In una capsula (Ragazze che dovresti conoscere, Einaudi Stile libero 2004), ha poi pubblicato alcuni racconti e un saggio di critica letteraria, Malati di intelligenza (nell’antologia Duras mon amour 3, Lindau 2003). Il suo primo romanzo, La stanza di sopra, uscito a febbraio 2007 per Neri Pozza Bloom, è entrato nella rosa dei tredici finalisti del Premio Strega e ha vinto il Premio Rapallo Carige Opera Prima e il Premio Città di Santa Marinella. Tra le sue collaborazioni: la Repubblica e Rolling Stone. Ha pubblicato inoltre L’estate che perdemmo Dio (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare...

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