George Bowling è un quarantacinquenne sovrappeso, un anonimo agente assicurativo, in una città altrettanto anonima, resa tale da un progresso livellatore, per classi. La gente non dedica il tempo a ciò che le sta davvero a cuore, perché rimanda, perché non c’è mai tempo a sufficienza. Lo ha fatto anche George con la sua passione fanciullesca per la pesca, mai realizzata sino in fondo. Nell’incombenza del secondo conflitto mondiale, come per la madeleine proustiana, George ha una “illuminazione”, che lo riporta ai tempi della sua infanzia, fatta di ristrettezze, della sua famiglia claudicante, dei primi amori e dei primi studi, della prima esperienza in trincea, a combattere una guerra così tanto diversa da come veniva immaginata in patria. George ha visto l’atrocità del conflitto, l’ha vissuta direttamente e non si capacita dell’indolenza dei propri concittadini, che guardano al conflitto imminente con imbarazzante leggerezza. Deve prendere una boccata d’aria, in questa vita così asfittica. E l’unico posto è quel lago nascosto, con le sue carpe giganti, celato alla vista e alla conoscenza di tutti, scoperto tanti, tanti, troppi anni prima. Parte, con una bugia alla moglie (cui vuole bene, nel senso che non può immaginarsi senza), torna nel suo luogo natio, dopo lunghi decenni di lontananza. Non trova, però, più quello che sperava. Non contemplava quanto lo scorrere del tempo, così sottovalutato in gioventù, potesse segnare il cambiamento: non c’è più il paese di una volta, non lo abitano più le persone di un tempo. Su questo disallineamento tra passato e aspettativa presente si gioca il senso più intimo del romanzo: la realtà si scontra col suo ricordo congelato e lui è uno straniero in quella che era stata la sua “casa”. Non è più tempo di pensare alla pesca di carpe che non ci sono più, se non in un lontano ricordo. Altrimenti, per cercare una boccata d’aria, si rischia di soffocare.
Una boccata d'aria
Attraverso la storia di un uomo alla ricerca dell’innocenza perduta, Orwell anticipa la deriva apocalittica e profetica dei suoi romanzi successivi, e ne condensa la forza in un testo di estrema lucidità e malinconia, che fa dell’ironia uno strumento per tenere a bada un crescente pessimismo
«Vedo tutte queste cose e altre ancora: l’olio di ricino, i manganelli e le mitragliatrici. Accadrà? Non si può sapere.»
Quarantacinque anni, un mutuo da pagare, un lavoro come assicuratore e, da poco, anche la dentiera. Questo è George Bowling, che della vita vorrebbe invece ritrovare un guizzo, qualcosa che le dia un senso. Siamo nel 1938 e, prevedendo l’imminente scoppio di una guerra, Bowling lascia la città per rifugiarsi in campagna, al villaggio che ricorda come un piccolo paradiso rurale, dove spera di tornare all’innocenza della sua infanzia. Ma la lunga mano del capitalismo ha raggiunto ormai anche quei colli verdeggianti, che si sono trasformati in banali cartoline ed espedienti pubblicitari, mentre la follia miope di nuove tendenze nazionaliste sembra aver accecato le coscienze di tutta Europa. Scritto nel Marocco francese, dove trascorreva la convalescenza per problemi ai polmoni, Una boccata d’aria è uno dei romanzi di maggior successo di Orwell, acclamato dalla critica e considerato dallo stesso autore una delle sue opere migliori.
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Autore:
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Anno edizione:2025
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Antonio Poso Zurlo 19 agosto 2026
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Sarandom 30 maggio 2026Per fortuna regalo di compleanno da feltrinelli
Ho capito che con Orwell ho una relazione da lettrice complicata. C'è scritto che viene reputato come uno dei suoi migliori e devo dire che con meno di 100 pagine forse sarebbe più scorrevole. Bowling ha un lampo di idea dopo aver ritirato la sua dentiera, la mente lo riporta all'infanzia quando voleva far parte del gruppetto dei più grandi Mano Nera, quando voleva solo pescare e quando la famiglia lo ha costretto ad abbandonare la scuola per lavorare senza la possibilità di poter usare le sue esche in una pozza profonda che finisce per diventare il sogno irraggiungibile di cui si dimenticherà nel corso della vita. Il susseguirsi del racconto è troncato dai lunghi capitoli ripetitivi sulla storia della sua famiglia e del posto in cui abitano passando alla Prima Guerra, al matrimonio e finendo al pre-Seconda Guerra/ritiro dentiera e ritorno alle origini completamente e profondamente cambiate da una "civiltà nel futuro" dove lo stagno è diventato una discarica. Una bomba per allenamenti via aerea cade accidentalmente e risveglia la paura per ciò che invetibilmente accadrà. Vita di tutti i giorni in contrapposizione ai 'grandi' del mondo che decidono delle vite per gli altri sia asfaltando che bombardando. Passato e futuro mescolati nel presente portatori di disfatta e vai cercando una boccata d'aria. Almeno ha capito che tiene alla moglie.
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sally 24 luglio 2025molto interessante
Il libro tratta di un uomo che -in prossimità dello scoppio della seconda guerra mondiale- decide di tornare nei luoghi in cui aveva passato la propria infanzia per riscoprirli completamente cambiati (e rovinati, da ció che si evince). Molto interessante, una lettura forse un po’ pesante perchè non caratterizzata da una trama troppo avvincente ma sicuramente piena di spunti di riflessione. Da leggere nel corso della vita, lo consiglio.
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