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C'eravamo tanto amati di Ettore Scola - DVD
C'eravamo tanto amati di Ettore Scola - DVD - 2
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C'eravamo tanto amati di Ettore Scola - DVD
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Descrizione

Tre ex compagni di lotta partigiana si dividono dopo la guerra per ritrovarsi di tanto in tanto intorno al tavolo di una modesta trattoria della vecchia Roma che è testimone del loro cambiamento e del cambiamento del Paese.

Gianni, Nicola e Antonio, dopo aver militato nelle file partigiane ed avere maturato insieme ferventi ideali, \scoppiata\" la pace si disperdono: Antonio fa il portantino al San Camillo di Roma, Gianni diviene avvocato, Nicola insegna a Nocera Inferiore, si sposa e lotta da idealista per un cinema che trasformi la società. Luciana è la ragazza che Antonio scopre e che Gianni prima gli strappa e poi abbandona per entrare, tramite matrimonio, nella famiglia di un costruttore edile senza coscienza sociale. Occasionalmente, ma sempre più raramente, i tre si incontrano. Dopo molti anni, quando gli eroi sono stati abbondantemente ridimensionati dal tempo e dalla società livellatrice, hanno modo di esaminarsi in occasione di un incontro imprevisto al quale prende parte anche Luciana che, alla fine, ha sposato Antonio."
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Informazioni aggiuntive

Mustang Entertainment, 2014
Mustang
119 min
Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
Italiano per non udenti
1,85:1 Wide Screen
PAL Area2

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Capolavoro corale di Ettore Scola impostato con uno schema consueto e caro al regista, che mescola in una stretta relazione la storia collettiva e le sue influenze sul cambiamento delle vicende individuali. Vi si narrano infatti le vicissitudini di un gruppo di amici attraverso 30 anni di storia italiana, dalla Resistenza e secondo dopoguerra ai primi anni '70, intrecciando le storie individuali dei protagonisti con le trasformazioni della società italiana. Si assiste così alla transizione dallo slancio ed entusiasmo alimentato con le speranze giovanili di cambiamento e le lotte democratiche, alla rapida disillusione ed involuzione successiva. Quest'itinerario è appunto tracciato dal regista con uno stretto parallelo fra il vissuto privato dei protagonisti (compagni durante la guerra partigiana e poi a lungo amici nel prosieguo dell’esistenza) e la vita pubblica, storica e collettiva, con un itinerario che conduce al tradimento degli ideali originari. Incarna tale traiettoria, in particolare, il personaggio di Gianni interpretato da Gassman, che come spesso accade anche in altri capolavori della commedia all'italiana, ha una portata rivelatrice e disvelatrice di tale cammino, che lo conduce al progressivo tradimento delle cose più care (dall’amicizia all'amore fino agli ideali di libertà, democrazia e giustizia che lo avevano visto combattere da giovane nelle file della Resistenza), in nome del successo, della carriera e del denaro, ma con il prezzo alto dell'isolamento e della solitudine. Fa a lui da contraltare la vita coerente e serena, in quanto rimasta fedele a sé stessa e ai suoi valori di fondo, del portantino ospedaliero Antonio, impersonato da Nino Manfredi. Cast eccezionale, in cui spiccano fra gli altri, oltre ai menzionati, il compianto Satta Flores nel ruolo ancora attuale dell'intellettuale di sinistra velleitario e parolaio, e le grandi Stefania Sandrelli e Giovanna Ralli, figure femminili fondamentali nella tessitura e nell'articolazione della storia. Uno tra i film più maturi e compiuti di Scola, un grande classico da collezione e da riscoprire, che fa emozionare e riflettere.

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Difficile spesso dire quale sia il miglior film di un regista. Nel caso di Ettore Scola però molti concorderanno che “C’eravamo tanto amati” rappresenti il vertice della sua filmografia. Un’opera in cui ci sta di tutto: la storia (si parte dalla Resistenza e passando per il boom economico si arriva agli anni settanta), il cinema (si cita “L’eclisse” di Antonioni, “La Corazzata Potemkin”, De Sica, Fellini), la televisione (Mike Bongiorno ed il “Rischiatutto”), il teatro, l’amore e altro. E questo tutto viene illustrato in modo perfetto grazie non solo alla maestria del regista ma anche alla sconvolgente bravura degli attori, alle bellissime musiche ed ai dialoghi degni di memoria (uno per tutti: “Ti credevo buono e generoso!” – “E ci siamo stufati di essere buoni e generosi!”).

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Ettore Scola

1931, Trevico

Ettore Scola è stato un regista cinematografico e sceneggiatore. Studia Giurisprudenza a Roma dove inizia a lavorare come giornalista presso la rivista umoristica «MArc'Aurelio». Le sue prime sceneggiature risalgono alla metà degli anni Cinquanta, quando inizia a collaborare con Age Scarpelli ai film Un americano a Roma (1954), La grande Guerra (1959) e Crimen (1960). Il suo esordio come regista avviene con Se permette parliamo di donne, nel 1964.È in questi anni che assumerà il ruolo di icona del cinema italiano, dirigendo capolavori come C'eravamo tanto amati (1974, con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli, film che lo consacrerà alla fama internazionale), Brutti, sporchi e cattivi (1976),...

Nino Manfredi

1921, Castro dei Volsci, Frosinone

"Propr. Saturnino M., attore e regista italiano. Dopo la laurea in giurisprudenza, frequenta l'Accademia di arte drammatica e esordisce già nel dopoguerra con un piccolissimo ruolo in Torna a Napoli (1949) di D. Gambino, trascinando poi per una decina d'anni e una ventina abbondante di pellicole una macchietta di popolano dalla buffa parlata romanesca che, se da un lato gli fa guadagnare le immediate simpatie del pubblico, dall'altro gli impedisce di mettere a frutto altre sue doti meno evidenti (per es. Guardia, ladro e cameriera, 1958, di Steno, e l'improbabile gondoliere veneziano in competizione amorosa con A. Sordi in Venezia, la luna e tu, 1958, di D. Risi). Col tempo, almeno a partire da L'impiegato (1959) di G. Puccini, gli riesce di arricchire di una vena di malinconica timidezza...

Vittorio Gassman

1922, Genova

"Attore e regista italiano. Nell'infanzia trascorsa tra Genova, Palmi e poi (definitivamente) a Roma, al seguito del padre ingegnere edile tedesco, già preannuncia un temperamento artistico esuberante e mercuriale. Allievo dell'Accademia d'arte drammatica, si impone come uno dei più dotati attori della propria generazione, in grado di affrontare sia i ruoli del repertorio classico (Amleto, Otello, Adelchi, Oreste) sia quelli del teatro moderno (Un tram che si chiama desiderio), lavorando con le compagnie più prestigiose e sotto i registi più importanti (in particolare L. Squarzina e L. Visconti). Nel 1954-55 fonda una propria compagnia, conservando sempre il gusto per la provocazione (da Kean, genio e sregolatezza, 1955, di Dumas padre, a Affabulazione, 1977, di Pasolini, fino a Ulisse e la...

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