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La casa in collina. Ediz. integrale. Con Segnalibro - Cesare Pavese - copertina
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La casa in collina. Ediz. integrale. Con Segnalibro - Cesare Pavese - copertina
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Descrizione


"La casa in collina" è un romanzo pubblicato nel 1948 insieme a "Il carcere" all'interno del volume "Prima che il gallo canti". Il protagonista e narratore è Corrado, che scappa dai bombardamenti su Torino trasferendosi in collina. Seppur sia un uomo solitario comincia a frequentare un'osteria dove conosce molte persone e, soprattutto, reincontra Cate, la ragazza con la quale aveva avuto una relazione dieci anni prima, accompagnata dal figlio Dino, e di cui, probabilmente, è ancora innamorato. Corrado comincia a passare molto tempo col ragazzino, che gli fa rivivere la spensieratezza della sua gioventù, e di cui sospetta, sia il padre. Giunge l'8 settembre e l'orrore lo travolge anche nella campagna in cui si è rifugiato, costringendolo a fuggire nuovamente insieme Dino. La solitudine, l'impegno storico, una sorta d'impossibilità a essere protagonista della realtà, la colpa, sono i temi principali fusi in una storia piena di rimandi biografici. Il romanzo è riconosciuto dalla critica come il momento più alto della maturità di Pavese. La presente edizione è stata revisionata nelle forme accentate cadute in disuso e nella punteggiatura dei discorsi diretti.
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Dettagli

2021
3 marzo 2021
160 p.
9788883379512

Valutazioni e recensioni

Recensioni: 4/5

Cesare Pavese ha voluto mostrare, in una singola persona, due tipologie, due comportamenti nei confronti della guerra, come se ci fossero due Corrado (il protagonista). Una tipologia era quella dell'uomo misantropo, che vuole allontanarsi dalla società e dal rumore della guerra, rifugiandosi in un luogo idilliaco, quale la collina, in cui poter osservare il mondo dall'esterno, la città che brucia e che urla poichè la guerra la sta massacrando. L'altra figura è quella di un uomo che spera nella guerra, con un senso abbastanza cinico e freddo nei confronti di quello che sta accadendo. Un uomo che sebbene cerchi di allontanarsi dalla battaglia, ne sente comunque l'eco, qualsiasi parte lui vada. Vengono mostrati i dolori di un uomo che si vede tagliato in due parti: da un lato l'uomo solitario, che ama passeggiare tra i boschi con il suo unico vero amico: il cane Belbo; mentre dall'altro lato abbiamo l'uomo che vuol godere della compagnia di un gruppo di persone che si ritrova quotidianamente all'osteria sulle colline, all'insegna di danze, canzonette e discorsi sulla guerra.

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Recensioni: 4/5

Pavese è uno degli scrittori del mio cuore, amato fin da piccola. Già dal titolo si percepisce un distacco, che è quello del protagonista dalle cose del mondo, la guerra, l'amore, la paternità, la vita stessa infine. Sentimenti e sensazioni rincorse, cercate, sognate ma in fondo mai volute veramente. Il suo dramma è in quel conflitto tra immaginazione e realtà, che lo porta a sfuggire i dolori che la vita vissuta per intero inevitabilmente comporta. Da qui la vergogna di sentirsi inadeguato, di non meritare l'amore e nemmeno la morte. Un libro carico di un dolore sordo, inespresso, e per questo ancora più intenso. Non si scrivono più libri così. Non ci sono più scrittori come Pavese.

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Recensioni: 5/5

Il distacco è quello del protagonista dalle cose del mondo, la guerra, l'amore, la paternità, la vita stessa infine. Sentimenti e sensazioni rincorse, cercate, sognate ma in fondo mai volute veramente. Il suo dramma è in quel conflitto tra immaginazione e realtà, che lo porta a sfuggire i dolori che la vita vissuta per intero inevitabilmente comporta. Da qui la vergogna di sentirsi inadeguato, di non meritare l'amore e nemmeno la morte. Un libro carico di un dolore sordo, inespresso, e per questo ancora più intenso. Non si scrivono più libri così.

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Cesare Pavese

1908, Santo Stefano Belbo (Cuneo)

Studia a Torino dove si laurea con una tesi su Walter Withman. Sin dagli anni Venti legge i maggiori autori americani e inizia a tradurre le loro opere. Fra il 1935 e il 1936, per i suoi rapporti con i militanti del gruppo Giustizia e Libertà viene arrestato, processato e inviato al confino a Brancaleone Calabro. Tornato a Torino inizia a collaborare con la casa editrice Einaudi nel 1934 per la realizzazione della rivista «La Cultura», che dirige a partire dal terzo numero. Nel 1945-46 dirige la sede romana della medesima casa editrice. Ha svolto un ruolo fondamentale nel passaggio tra la cultura degli anni Trenta e la nuova cultura democratica del dopoguerra. Dopo la Liberazione, si iscriv al partito Comunista. Seguono anni di lavoro molto intenso, in cui pubblica le sue...

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