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Il cinema secondo Hitchcock
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Il cinema secondo Hitchcock - François Truffaut - copertina
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Descrizione


Definito dalla critica "il più divertente libro di cinema che sia mai stato scritto", questo lunghissimo dialogo tra i due grandi registi si svolge in un'appassionante interrogazione sull'arte cinematografica, sul suo linguaggio, la sua strategia, le leggi che presiedono al montaggio, al taglio delle inquadrature, al succedersi delle sequenze, alla tecnica narrativa. Un discorso in apparenza semplice, interamente affidato alla consapevolezza artigianale del "fare", tra le cui righe si staglia la precisa coscienza, in entrambi, di possedere strumenti speciali, di potere collocare il proprio lavoro al di fuori dell'"impero del verosimile", in territori governati da altre leggi, dove intere generazioni di spettatori e cineasti li hanno seguiti imparando ad amare il cinema.
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Dettagli

2008
17 gennaio 2008
311 p., ill. , Brossura
9788842813286

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Sebbene non si tratti di un vero e proprio manuale di scrittura, l’intervista-fiume che Francois Truffaut, il critico e regista della Nouvelle Vague, fece al maestro del brivido Alfred Hitchcock, ha tutti gli elementi per esserlo. Hitch è colui che ha cercato di costruire film in cui ogni momento fosse un momento privilegiato, senza buchi né macchie. Due scene di suspense non saranno da lui mai collegate tramite una scena comune, perché Hitchcock ha orrore del comune! Segue una sintesi (e note sparse) dei contenuti più interessanti enucleati da Hitchcock mentre, insieme a Truffaut, ripercorre tutta la sua carriera. Ci concentreremo maggiormente sugli aspetti legati alla narrazione tout court e meno alla cinematografia… I film muti sono la forma più pura del cinema. La sola coca che mancava loro era evidentemente il suono che esce dalla bocca delle persone e i rumori. Ma questa imperfezione non giustifica i grandi cambiamenti che il suono ha portato con sé. Negli ultimi anni del muto, i grandi cineasti, e anche l’insieme della produzione, erano arrivati a una certa perfezione e si può pensare che l’invenzione del sonoro abbia compromesso questa perfezione. Intende che nella maggior parte dei film c’è poco cinema e molto di “fotografia di gente che parla”: quando si racconta una storia al cinema, non si dovrebbe ricorrere al dialogo se non quando è impossibile fare altrimenti. Con l’avvento del sonoro, il cinema si è bruscamente irrigidito in una forma teatrale. Il risultato è la perdita dello stile cinematografico e anche la perdita completa della fantasia.Col film a colori nasce un altro problema, quello del gusto puramente artistico dell’operatore...

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François Truffaut

1932, Parigi

È stato un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, attore e critico cinematografico francese. Esordisce come regista dal 1958 (il suo primo film è L'età difficile) ed è ideatore della Nouvelle Vague (insieme con Godard, Malle, Chabrol), corrente che trae ispirazione dalla passata stagione del Neorealismo italiano e che influenzerà successivamente numerosi registi americani della New Hollywood. È stato teorico del cinema e critico di punta dei Cahiers du Cinéma.Il vero e proprio debutto avviene nel 1959 con I quattrocento colpi, film autobiografico che gli consente di costruire una sorta di alter ego, Antoine Doinel, che permette a Truffaut di realizzare un importante esperimento cinematografico: seguire la vita...

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