Libro di 216 pagine.Impaginato benissimo, copertina flessibile.Ottimo acquisto se fan del Mondo Disco.
In un mondo sorretto da quattro elefanti magici che poggiano sul guscio di una tartaruga gigante, ha inizio la più stramba, scatenata ed esplosiva delle avventure: il viaggio dell'ingenuo Duefiori attraverso le meraviglie e le bizzarrie del Mondo Disco.
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Edizione:4
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Anno edizione:2009
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Gloria Rappazzo 13 novembre 2014
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ELISA CAVANDOLI 24 gennaio 2011
Potreste mai immaginare un mondo che viene sostenuto da quattro elefanti magici sopra al guscio di una tartaruga gigante? Potreste mai immaginare tutti i possibili personaggi di un mondo magico, ma dove il mago non è un mago, il mostro non è un mostro e l'eroe non è un eroe? Come? Non lo conoscete? Bene, allora vi dò il benvenuto nel bizzarro Mondo Disco!
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GIACOMO BOCCARDO 26 settembre 2010
Scritto nel mio anno di nascita, si tratta del libro che ha dato il via alle numerose saghe che Terry Pratchett ha dedicato al Mondo Disco, un pianeta costituito da un disco appoggiato sulle schiene di quattro elefanti, a loro volta sorretti dall’enorme tartaruga A’Tuin, che viaggia nello spazio. Per darvi un’idea della dimensione del disco mi è sufficiente rifarmi alla pagina 174, dove viene detto che un terzo della circonferenza corrisponde a 16.000 km, per cui il diametro di questo mondo è di 15.279 km e la sua superficie di 1.8*10^8 km^2. Per fare un confronto, considerate che la superficie della Terra è di 5.1*10^8 km^2, quindi si tratta di un disco piatto di superficie pari a circa un terzo di quella terrestre. Ora che ho infilato un po’ di matematica anche in questo post, torniamo al romanzo, che vede un mago fallito, Scuotivento (Rincewind), far da guida al primo turista mai esistito nel Mondo Disco, Duefiori (Twoflower), proveniente dall’Impero Agateo. In visita alla città di Ankh-Morpork, Duefiori si fa subito notare perché è maledettamente ricco per i canoni locali e non ha la minima concezione di ciò, essendo assolutamente naïf e affrontando tutte le situazioni con un grande ottimismo. In fuga dalla città in fiamme, i due si trovano ad affrontare avventure che li porteranno fino al Bordo del Disco. Scuotivento è aiutato dalla sua codardia e dall’unico incantesimo che conosce o, meglio, non conosce, in quanto gli è entrato nella testa, facendo tabula rasa degli altri, quando si è azzardato ad aprire l’Ottavo, il più potente libro di magia, e si manifesta involontariamente nelle occasioni di pericolo. Duefiori è invece seguito e protetto dal Bagaglio, un baule costituto interamente dal preziosissimo legno di pero sapiente, che gli conferisce proprietà uniche: infatti lo segue con le numerose gambette e attacca chiunque gli impedisca di raggiungere il proprio padrone. A guidare il destino di tutti sono gli dèi, che giocano una vera e propria partita ad una sorta di gioco di ruolo che vede il Mondo Disco come terreno di gioco. Inoltre, fa la comparsa Morte, personaggio che avevo già conosciuto in Morty l’Apprendista, primo romanzo de Ciclo di Morte, scritto successivamente. È la parodia del classico essere scheletrico con la falce e parla in MAIUSCOLO. Ma non è finita qui, perché la continua ricerca di parodie di altri scrittori famosi rende il tutto estremamente assurdo e comico: ad esempio, chi non ricorda i Grandi Antichi di Lovecraft nella mostruosa entità di Bel-Shamharoth? Se proprio devo trovare un difetto in questo romanzo è il voler mettere troppa carne al fuoco e, soprattutto, non avere una conclusione efficace, dato che la storia continua nel successivo “La Luce Fantastica“. Invito a leggere questo romanzo tutti coloro che vogliano ridere degli stereotipi dei fantasy classici e sappiano apprezzare l’umorismo inglese.
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