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Cose. Per una filosofia del reale
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Cose. Per una filosofia del reale - Felice Cimatti - copertina
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Cose. Per una filosofia del reale Felice Cimatti
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Descrizione


C’è un vantaggio ad essere una cosa, ad esempio una palla da biliardo. Non hai bisogno di spiegare nulla: rotoli, finisci in una buca, stai al mondo, tutto qui.

«Le cose sono mute, in un senso radicale, non come è muto qualcuno che ha perso la parola, ma mute come una roccia, una foglia, una nuvola, una penna su un tavolo. Le cose non parlano perché non sanno che farsene del linguaggio. Quindi questo libro, che pretende di dare la parola alle cose, non potrebbe esistere»

C’è un vantaggio ad essere una cosa, ad esempio una palla da biliardo. Non hai bisogno di spiegare nulla: rotoli, finisci in una buca, stai al mondo, tutto qui. Al contrario di un essere umano, che invece sta sempre a chiedersi perché esiste, da dove viene e dove va. L’umano (si) racconta storie, mentre le cose non parlano, o se «parlano» lo fanno solo perché noi ci abbiamo infilato dei dispositivi per «comunicare», fra loro e con noi. Di per sé, le cose non sanno che farsene del linguaggio. Invece il linguaggio esiste proprio per parlare delle cose. Ma come si può parlare delle cose, allora? Oggi è di moda il realismo, ma anche il realismo più intransigente non smette di essere un realismo parlato. Di nuovo sentiamo ripetere che vogliamo le cose, e solo le cose: fatti, non parole! Giusto, giustissimo. Ma poi ecco che ci si mette a parlare delle cose, e così torniamo al punto di partenza. Gli umani hanno un problema con le cose, è evidente, ne parlano sempre, ma non riescono mai a farne esperienza. Come ci ricorda la storia del re Mida, che riceve da Dioniso il dono di poter trasformare in oro tutto quello che tocca. Ma in questo modo Mida può toccare soltanto oro. Alla fine, per sopravvivere, dovrà implorare il dio di privarlo di quel potere. Ci capita lo stesso con le cose, che sono sempre cose parlate, catalogate, immaginate, temute. Delle cose e basta, invece, non sappiamo nulla. Questo libro prova a immaginare un percorso verso le cose. Prova cioè a immaginare un realismo possibile, ma consapevole del problema insolubile che le cose pongono agli esseri umani. Si comincia con la scienza, che delle cose diffida, e a ragione; si passa quindi per la filosofia, che spesso è stata ingenerosa con le cose; poi la letteratura e la psicoanalisi, spesso altrettanto incapaci di vedere le cose semplicemente per quel che sono. Infine si conclude con alcuni tentativi artistici, perché in fondo gli unici realisti davvero intransigenti sono proprio gli artisti. E gli animali.
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Dettagli

2018
6 settembre 2018
200 p., Brossura
9788833929613
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Indice

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Premessa

1. Metafisica
Sono tornate - 000 - Nomi e cose - Eventi e relazioni - Campi e ragnatele

2. Essere
Germania - Esserci - Oltre l'umanesimo - Principio antropico - Dal linguaggio al linguaggio

3. Soglia
La cosa parla - Sguardi inumani - Nausea - L'ombra della rana - La parola come cosa

4. Pieno
Proiezione e introiezione - Inerzia - Il castagno - Das Ding - Il corpo uno

5. Mondo
Natura - La passione dell'acqua - Turbamento - Vita da cani - Tutto ciò che accade

Note
Indice dei nomi

Conosci l'autore

Felice Cimatti

Felice Cimatti è un filosofo italiano. Si è laureato in Filosofia alla Sapienza di Roma coon una tesi sui linguaggi degli animali. È docente di Filosofia del Linguaggio all’Università della Calabria e insegna all’Istituto Freudiano, nella sede di Roma. Ha ricevuto il Premio Musatti 2012 dalla Società Psicoanalitica Italiana. Collaboratore del programma radiofonico «Fahrenheit» di Radio3, lavora anche con RAI Scuola per la trasmissione televisiva «Zettel». Fra le sue pubblicazioni si ricordano Il volto e la parola. Psicologia dell’apparenza (Quodlibet, 2007), Il possibile e il reale. Il sacro dopo la morte di Dio (Codice Edizioni, 2009), Filosofia dell’animalità (Laterza, 2013), Il taglio. Linguaggio e...

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