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Costituzione! Perché attuarla è meglio che cambiarla
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Costituzione! Perché attuarla è meglio che cambiarla Salvatore Settis
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Descrizione


C come Costituzione, la nostra Carta fondamentale: è doveroso impegnarsi per dare attuazione ai suoi principî fondativi, e non esercitarsi a smantellarla.

Si approfondirà ancora il baratro fra i principî della Carta fondamentale e le pratiche di governo? Nella Costituzione troviamo scritti la sovranità popolare, il diritto al lavoro, alla salute, alla cultura, il precetto di orientare l’economia e la proprietà secondo il principio supremo dell’utilità sociale (cioè del bene comune). Troviamo un orizzonte dei diritti dei cittadini, non ancora pienamente attuato, per cui possiamo dire con Calamandrei che «lo Stato siamo noi». Lo Stato, non i governi. Perché i governi hanno fatto il contrario: hanno smontato lo Stato, ridotto lo spazio dei diritti, svenduto le proprietà pubbliche, anteposto il profitto delle imprese al pubblico interesse. Dobbiamo essere con lo Stato in nome della Costituzione, anche contro i governi che non la rispettino e vogliano, anzi, distorcerla con improprie manovre. Dobbiamo misurare i drammi dell’economia sul metro della Costituzione, cercarvi soluzioni rivolte al bene comune, principio supremo che informa ogni sua parola.
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Dettagli

2016
10 maggio 2016
XI-317 p., Brossura
9788806230715
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Indice


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Premessa

I. Bussola della democrazia. La vita della Costituzione e il nostro futuro
- La costituzione del cemento - La distruzione della scuola pubblica - L'economia di rapina, il Partito della Costituzione e la sinistra - Tutela del patrimonio culturale e legalità costituzionale - Patrimonio pubblico e diritti civili - L'orizzonte dei diritti e la tagiola dei mercati - Lo Stato comunità e l'azione popolare - Articolo 81: um ballon d'essai per sabotare la Costituzione - Lettera aperta al governo che verrà - Consumo di suolo e democrazia - Dopo le elezioni: ripartire dalla Costituzione - Libertà di coscienza (art.67) per difendere la Costituzione - Rimettere in circolo la speranza - Quindici tesi sull'Italia - Le larghe intese e il cemento in salsa verde - La vera e la falsa Costituente - Un matrimonio morganatico per stravolgere la Carta - La Costituzione sotto sequestro in nome della stabilità - Costituzione, tutela e libertà civili - Italia, Europa, Costituzione - Il paesaggio, bene comune - Quanta Italia in una foto - Soprintendenza: enti di ricerca, custodi del futuro - Non brindate troppo, mezza Italia non vota - Caro Renzi, l'Italia va disincagliata dalle secche della crisi - Due bugie sulle riforme - Renzi tra movimentismo e rendita di posizione - Silenzio assenso per devastare l'Italia - Creatività, scuola, Costituzione - Metamorfosi del deputato - Quando la bad company è il governo - La cultura come bene comune e la Costituzione tradita - Cultura e Costituzione in tempo di crisi - Una democrazia senza popolo? - Una sola Costituzione - Un manifesto: la Costituzione

Difesa dei diritti, difesa della Costituzione di Anna Fava

Appendici
- Il testo della nostra Costituzione - Cancellazioni e modifiche della Costituzione proposte dalla legge Renzi Boschi

Elenco delle fonti

Conosci l'autore

Salvatore Settis

1941, Rosarno (RC),

Salvatore Settis è archeologo e storico dell'arte, e si è laureato nel 1963 in Archeologia Classica alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Collabora stabilmente con «La Repubblica», «Il Sole 24 Ore» e «L'espresso». È stato visiting professor in Università americane ed europee e nel 2001 ha tenuto le Mellon Lectures di Storia dell'Arte alla National Gallery di Washington. Dopo aver diretto il Getty Research Institute for the History of Art di Los Angeles (1994-99), è tornato a insegnare Storia dell'Arte e dell'Archeologia Classica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, di cui è stato direttore. Accademico dei Lincei, delle Accademie delle Scienze di Berlino, Monaco e Torino, dell'Accademia Reale del Belgio e dell'American...

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