Lo stile di Tarchetti mi ha molto sorpreso: nonostante sia un romanzo ottocentesco, l'ho letto quasi tutto d'un fiato per la sua scorrevolezza. La trama è un po' traballante ed anche alcuni personaggi, come quello del medico.
Fosca
“Fosca” è uno dei romanzi più significativi della Scapigliatura milanese, anticipatore di sensibilità e atmosfere del Decadentismo. La sua “riscoperta” in epoche a noi più vicine fu dovuta a Italo Calvino, che lo ripropose come primo volume di “Centopagine”, la collana da lui curata. Romanzo psicologico raffinato, sviluppa una vicenda con al centro le personalità di Fosca e Giorgio. Fosca, donna particolarmente brutta, ma di grande sensibilità e raffinata cultura, si innamora di Giorgio, a sua volta impegnato con Clara. Sembra quindi non esserci alcuna possibilità per una loro storia e a poco a poco Fosca si fa morire per il rifiuto dell’uomo di dichiararle il suo amore. Ma in realtà Giorgio è comunque emotivamente coinvolto con Fosca in una relazione alla fine morbosa… Il romanzo ha conosciuto diversi adattamenti televisivi, tra cui “Passione d’amore”, di Ettore Scola, film del 1981.
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Anno edizione:2018
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Valentina 04 settembre 2026
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Maria Donata Cannata 13 luglio 2026Bellissimo
Un romanzo molto bello. Se poi viene integrato dal film "Passione d' amore" con la regia di Ettore Scola, allora è il massimo
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Pagine_e_inchiostro 15 gennaio 2026Fosca
Fosca è uno dei testi più rappresentativi della Scapigliatura milanese e, al tempo stesso, un’opera sorprendentemente moderna. Il romanzo si costruisce intorno ad un triangolo amoroso: Giorgio, giovane ufficiale, è legato a Clara, figura luminosa e rassicurante. Ma è Fosca, creatura fragile, malata e segnata dalla sofferenza, ad insinuarsi nella sua vita fino a diventarne il centro oscuro. Donna priva di bellezza convenzionale, Fosca incarna un’attrazione che non passa attraverso l’amore, ma attraverso la febbre, l’ossessione, la dipendenza. La relazione tra Giorgio e Fosca è una lenta e inesorabile discesa nelle pieghe mentali del protagonista. Fosca non chiede di essere amata, lo pretende; non seduce, ma assedia. Giorgio, pur consapevole dell’abisso verso cui si sta muovendo, non riesce a sottrarsi a questo richiamo ipnotico, che finisce per consumarlo. La narrazione procede con un ritmo volutamente soffocante, creando un’atmosfera cupa, gotica e raggelante. Tarchetti genera tensione senza ricorrere quasi mai all’azione: il vero panico nasce dall’introspezione, dal continuo alternarsi di desiderio e annientamento. Eros e Thanatos si rincorrono per tutta l’opera, fondendosi in un’unica, disturbante esperienza emotiva. Pubblicato nel 1869 e scritto negli ultimi mesi di vita di Tarchetti, Fosca è a tutti gli effetti un romanzo “maledetto”: vi confluiscono ossessioni personali, febbri psichiche, pulsioni erotiche e una disperazione senza possibilità di redenzione. Fosca non è soltanto un personaggio, ma bellezza che si annida nell’orrore. È un libro scomodo, che costringe a guardare l’amore quando smette di essere salvezza e diventa spirale psicologica, rovina.
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