Mi è piaciuto molto. Ho sempre immaginato il grande Giulio Cesare come un grande stratega e un combattente straodinario ( come in realtà è stato). Manfredi lo tratteggia anche nell'aspetto più umano, sofferente per la solitudine e per la mancata riconoscenza di Bruto. Bellissimo libro che consiglio a tutti.
Idi di marzo
Roma, inizi di marzo del 44 a. C. Caio Giulio Cesare, il pontefice massimo, il dittatore perpetuo, l'invincibile capo militare che ha assoggettato il mondo alla legge romana, è un uomo di cinquantasei anni, solo in apparenza nel pieno della sua prestanza fisica e psichica. In realtà è stanco e malato, una belva fiaccata e rinchiusa nella gabbia dei propri incubi spaventosi. La missione di cui si sente investito - chiudere la sanguinosa stagione delle guerre fratricide, riconciliare le fazioni, salvare il mondo e la civiltà di Roma vacilla paurosamente sotto i colpi dei complotti di palazzo, orditi da chi vede in lui il tiranno efferato, colpevole, dopo lo strappo del Rubicone, di aver messo per sempre fine alla libertà della repubblica. Cesare è come paralizzato, incapace di reggere sulle spalle il peso di un potere immenso e cerca rifugio nella preparazione dell'ennesima campagna bellica, quella contro i Parti. Ma la logica politica della congiura definitiva incalza implacabile e neppure il sacrificio eroico di Publio Sestio, il più fedele legionario di Cesare, compagno di mille battaglie, che si lancia lungo le strade che portano a Roma in una spasmodica corsa contro il tempo per tentare di salvargli la vita, né la cura devota e amorevole della moglie Calpurnia, le attenzioni dell'amante Servilia e del medico Antistio riusciranno a disinnescarla. I presagi si compiranno, le Idi di marzo deflagreranno e il mondo non sarà più lo stesso.
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Autore:
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Anno edizione:2010
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Fabrizio Mogetti 29 novembre 2010
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Fabio Santocchini 17 novembre 2010
L'illustrazione narrativa degli ultimi giorni del grande condottiero è un susseguirsi di emozioni a tempo. Il libro scorre per il lettore come un fiume in piena e lo travolge fino alla conclusione con un pizzico di malinconia. Grandissima la capacità di coinvolgimento dello scrittore attraverso anche una narrazione scorrevolissima.
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MATTEO MARIA ROSSI 13 settembre 2010
Manfredi riesce ancora a essere incisivo, le Idi di Marzo rappresenta una novità per l'autore, che sembra aver preso una nuova consapevolezza e scrive in modo nuovo, rapido e incisivo, quasi cinematografico che prende il lettore e lo fa arrivare alle ultime pagine con tensione e suspence alle stelle. Lungo le pagine del romanzo, Manfredi riesce a instillare in chi legge il dubbio che la storia possa essere cambiata, che Cesare possa salvarsi, salvo poi lasciarlo deluso e addolorato a chiedersi se, con Cesare vivo la storia non sarebbe stata diversa e se non avremmo vissuto in un mondo migliore.
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