Otto giorni in Niger
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Descrizione

Nell’inverno del 2017 lo scrittore Edoardo Albinati e la compagna regista e attrice Francesca D’Aloja decidono di accettare l’invito di Carlotta Sami (portavoce UNHCR per il Sud Europa) e di unirsi alla missione nel Paese centro africano con l’ONU. Ne nasce un reportage intenso e crudo pubblicato dal “Corriere della Sera”, di cui questo libro è una versione rivista e integrale: un diario scritto a quattro mani in cui sono evidenti attenzioni e sensibilità molto diverse, fra aerei e baracche, donne, bambini e trafficanti di uomini. Ma è lo stesso Albinati a presentare il suo nuovo libro, e cosa lo aspetta in Africa: “Sì, confesso di essere uno di quelli che fino a due mesi fa non distingueva il Niger dalla Nigeria. Mentre a Rebibbia i miei studenti erano chini sul foglio col compito in classe di analisi logica, mi sono studiato bene la cartina dell’Africa appesa al muro. Ed eccola qui, lampante, a colori, la ragione per cui oggi il Niger è il crocevia a cui tutti guardano con allarme: questo vasto Paese senza sbocco sul mare è incastrato in mezzo agli Stati più caldi dell’Africa occidentale e del cosiddetto Sahel, la lunga fascia orizzontale subsahariana che va dall’Atlantico al Mar Rosso, cento milioni di abitanti, e sempre meno acqua. A ovest il Mali, la cui disintegrazione l’esercito francese si affanna invano a tamponare dal 2013, e il Burkina Faso, attraverso cui passano le rotte di migranti dai Paesi del Golfo di Guinea; a sud Benin e Nigeria (il che vuol dire Boko Haram e il fuggifuggi dalle incredibili violenze perpetrate dalle sue milizie), a oriente il Ciad e a nord la frontiera (si fa per dire, una linea tracciata nel deserto) con l’Algeria e con la Libia. Niger, il punto di passaggio formicolante di tutto quanto si muove oggi nell’area: rifugiati, migranti, armi, capitali occidentali e cinesi, funzionari e militari di mezzo mondo. E le miniere di uranio che riforniscono le centrali atomiche francesi…”

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Biografia

Edoardo Albinati
Edoardo Albinati (Roma, 1956) da oltre vent’anni lavora come insegnante nel penitenziario di Rebibbia, esperienza narrata nel diario "Maggio selvaggio". Suoi reportage dall’Afghanistan e dal Ciad sono usciti sul “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “The Washington Post”. Ha scritto film per il cinema di Matteo Garrone e Marco Bellocchio. Tra gli ultimi libri pubblicati, ricordiamo "Tuttalpiù muoio con Filippo Timi" e "Vita e morte di un ingegnere".

Dettagli

  • Listino:€ 10,00
  • Editore:Baldini + Castoldi
  • Collana:Le boe
  • Data uscita:17/05/2018
  • Pagine:73
  • Formato:rilegato
  • Lingua:Italiano
  • EAN:9788893881036

Parole chiave laFeltrinelli:

diari e lettere, letteratura di viaggio




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