Le assaggiatrici - Rosella Postorino - copertina
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Premio Letterario Chianti - Narrativa - 2018
Letteratura: Italia
Le assaggiatrici
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Descrizione

Libro da cui è tratto il film Le Assaggiatrici di Silvio Soldini.

Vincitore del Premio Campiello 2018.
Vincitore del Premio Wondy per la letteratura resiliente 2019.
Vincitore del Premio Letterario nazionale Chianti 32ma edizione.
Vincitore del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice - 2018

Con una rara capacità di dare conto alle ambiguità dell'animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf) racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della storia, forte dei desideri della giovinezza.

«Il mio corpo aveva assorbito il cibo del Führer, il cibo del Führer mi circolava nel sangue. Hitler era salvo. Io avevo di nuovo fame.»

«La voce dell'assaggiatrice cattura il lettore e non lo libera mai, per quanto è vera, tesa, penetrante.» - Donatella Di Pietrantonio

«La scrittrice dirige con sicurezza il coro delle assaggiatrici, definisce i loro caratteri, indaga i rapporti di forza e di solidarietà che si instaurano, i segreti e le colpe infrattate nella profondità delle coscienze.» - La Lettura, Il Corriere della Sera


La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. «Da anni avevamo fame e paura», dice. Siamo nell'autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: «mangiate» dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un'ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le SS studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato. Nell'ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la "berlinese": è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del '44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure - mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer - fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.

Dettagli

11 gennaio 2018
285 p., Brossura
9788807032691

Parola di Librai

Gaetano Feltrinelli Libri e Musica MS - Palermo

Le assaggiatrici

Oggi vi parlo di questo libro di Rosella Postorino, "Le assaggiatrici", edito Feltrinelli. Rosa Sauer, la protagonista, scappa dai bombardamenti di Berlino per trasferirsi a casa dei suoceri. Viene reclutata per diventare un'assaggiatrice di Hitler insieme ad altre nove ragazze. Tra alcune di loro si creano legami di amicizia e complicità: è efficace la storia che analizzando le angosce, la paura di morire ogni giorno da parte della protagonista, con colpi di scena finali, mette in luce le brutture del nazismo a partire dal popolo tedesco che lo ha subito. Lo consiglio perché è una storia vera, intensa, dove le passioni si intersecano alle paure, ma soprattutto ai giovani che devono conoscere le condizioni umane di chi ha affrontato la guerra.

Gaetano Feltrinelli Libri e Musica MS - Palermo

Valutazioni e recensioni

  • Michela
    una storia meravigliosa!

    Il romanzo è ispirato alla storia vera di Margot Wölk, una delle giovani quindici donne reclutate dalle SS per fare le assaggiatrici di Hitler, nel quartier generale della "Tana del Lupo”, nella caserma di Krausendorf. Specialmente nella sua ultima fase di vita, Hitler era diventato molto paranoico e aveva il terrore che potesse essere avvelenato tramite il cibo; così ha ingaggiato un gruppo di ragazze affinché assaggiassero tutti i suoi pasti prima che venissero mangiati da lui. Il cuore del romanzo ruota attorno a un dilemma morale atroce: “fin dove ci si può spingere per sopravvivere?”. Mangiare, l’atto vitale per eccellenza, nel romanzo si trasforma in un potenziale appuntamento con la morte. La protagonista, Rosa Sauer, per restare viva deve proteggere la vita del Führer, il creatore di quell’orrore, diventando così un ingranaggio della sua macchina di potere. Le donne, all’interno del libro, non combattono ma i loro corpi sono costantemente violati, usati come scudi umani e cavie da laboratorio. Rosa non è un’eroina, ma è una donna comune che ha fame e paura. Il libro indaga il compromesso di chi accetta di collaborare con il male solo per vedere la luce del giorno dopo. Rosa non è d’accordo con il regime nazista, ma scende a patti con esso, accettando le sue regole del gioco in cambio della propria sopravvivenza. Le assaggiatrici ogni volta che finiscono di mangiare e scoprono di non essere state avvelenate, provano un immenso sollievo, perché sono ancora vive. Ma un secondo dopo subentra l’orrore della consapevolezza: se loro sono vive, significa che il cibo è sicuro e quindi anche Hitler è salvo. Questa è la trappola morale del libro; il cibo che dovrebbe essere l’elemento più puro e naturale del mondo (ciò che ci tiene in vita) diventa il veicolo del male. Assorbendo quel cibo, Rosa sente di assorbire la colpa stessa del nazismo, contaminando il proprio sangue e la propria anima in modo irreversibile.

  • Lettere_d_inchiostro
    Che bella lettura

    Il compito delle assaggiatrici è molto semplice: mangiare le pietanze che, poi, dovranno essere servite a Hitler, per verificare che nessun piatto sia stato avvelenato. Devono solo mangiare, sperando che ogni boccone non risulti essere quello fatale. Rosa è una giovane moglie di ventisei anni, scampata ad un bombardamento a Berlino, che si è trasferita a casa dei suoceri nella Prussia orientale, mentre attende il ritorno del marito Gregor che combatte in Russia. In questa nuova situazione forzata vuole essere accettata e ha bisogno di ambientarsi, per non sentirsi vulnerabile. Con una scrittura delicata e fluida la Pastorino analizza a fondo i comportamenti dell'essere umano quando, messo in crisi ed esaperato, deve affrontare il labile confine tra Bene e Male. Il cibo, che da sempre è considerato fonte di vita e sostentamento, diventerà per le assaggiatrici, motivo di timore di morire avvelenate e nel contempo di vergogna nei confronti di chi il cibo non ce l'ha. Siamo nel 1943 e la Germania sembra una nazione senza forze che vede sfumare i propri sogni di grandezza. I tedeschi sono affamati e muoiono di fame, le assaggiatrici invece, sono sempre sazie e costrette a cibarsi di pietanze squisite. Sono donne tedesche, prigioniere di chi si era presentato come un liberatore. Non hanno alternative, devono mangiare, aspettare un'ora e pregare che il cibo non sia avvelenato. Ambientato in un passato documentato e riconoscibile, "Le assaggiatrici" affronta però questioni ancora profondamente attuali: il controllo dei corpi femminili, la sottomissione forzata, la banalità della collaborazione involontaria. Come ha affermato la stessa Postorino, "la vera domanda non è cosa avrei fatto io, ma: cosa faccio io adesso?". Rosa non è un’eroina, né una vittima idealizzata; è una donna che vuole sopravvivere, anche a costo di accettare un mondo che disprezza. E nella sua ambiguità, diventa profondamente reale.

  • Giorgia
    Bellissimo

    Libro veramente intenso... 5 stelle piene!

Conosci l'autore

Foto di Rosella Postorino

Rosella Postorino

1978, Reggio Calabria

Rosella Postorino è una scrittrice italiana. Cresciuta a San Lorenzo al mare (IM), vive a Roma. Ha esordito con il racconto In una capsula (Ragazze che dovresti conoscere, Einaudi Stile libero 2004), ha poi pubblicato alcuni racconti e un saggio di critica letteraria, Malati di intelligenza (nell’antologia Duras mon amour 3, Lindau 2003). Il suo primo romanzo, La stanza di sopra, uscito a febbraio 2007 per Neri Pozza Bloom, è entrato nella rosa dei tredici finalisti del Premio Strega e ha vinto il Premio Rapallo Carige Opera Prima e il Premio Città di Santa Marinella. Tra le sue collaborazioni: la Repubblica e Rolling Stone. Ha pubblicato inoltre L’estate che perdemmo Dio (Einaudi Stile Libero, 2009; Premio Benedetto Croce e Premio speciale della giuria Cesare...

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