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I miei piccoli dispiaceri - Miriam Toews - copertina
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Descrizione


Elf è sempre stata la più bella. Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei. Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata. E cos'è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un'importantissima tournée. "Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?" Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell'ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare. Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l'energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita.
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Dettagli

2015
9 aprile 2015
363 p., Brossura
9788871687131

Parola di Librai

Videoconsigli di lettura da chi ha voce in capitolo

Valutazioni e recensioni

EvadiPalma
Recensioni: 5/5
"IMPD", da Coleridge a Miriam Toews

I miei piccoli dispiaceri, "IMPD", come aveva scritto sul muro la piccola Elf prendendo in prestito un verso di S.T. Coleridge ("all my puny sorrows") e come, ora che ho faticato a staccarmi da questo libro, avrei l'impeto di fare anch'io appena vedo pararsi davanti ai miei occhi un muro troppo candido per i miei gusti. "Cos'altro fa la violenza, se non tornare nel nostro stesso sangue e nelle nostre stesse ossa?": questa è una domanda che ripetutamente si propone alla mente di chi ha conosciuto il dolore, quando, almeno per un momento, si è stati toccati dal sospetto che il patimento abbia fatto capolino nella nostra vita perché non sarebbe potuto essere altrimenti. Un libro assolutamente devastante, impregnato di dolore ripetuto e scalfito nelle esistenze dei suoi protagonisti, ma anche un libro di guarigione. Nelle pagine - fortemente autobiografiche - di Miriam Towes c'è un'enorme sofferenza, luttuosa e sospirata oppure urlata fino a far tremare le corde vocali quando non ci sente nessuno nell'aria ovattata degli abitacoli delle nostre automobili, ma c'è anche tanta resistenza, tanta ribellione al cupo dolore. E quale altra forma di resistenza sa essere più tenace di quella che si affida alla poesia?

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Anna D'Alessandro
Recensioni: 4/5

Il romanzo narra la storia di una strana famiglia patriarcale canadese di religione mennonita, spassosa e tragica insieme, la cui vita è polarizzata tra due sorelle, Elf e Yoli, che più diverse non potrebbero essere: talentuosa, divertente e bellissima la prima, pianista di successo, quanto sconclusionata, sul lastrico e scalognata la seconda. Per ragioni imponderabili, quella che cerca in tutti i modi di suicidarsi è la sorella a cui le cose vanno bene. All’altra non resta che cercare di impedirglielo, con i poveri mezzi con cui si può cercare di evitare di essere lasciati per sempre da qualcuno che ami con tutte le tue forze.

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Recensioni: 5/5

L'alternanza di due sorelle, Elfrieda e Yolandi, diverse tra loro, la prima è una frana, si definisce una perdente , ha due figli di padri diversi e combina sempre guai; la seconda è una pianista di successo, bella e dotata, spiritosa e gli uomini la adorano. Ma è proprio lei, la geniale e talentuosa Elf, che alla vigilia di un tour importante decide di voler morire, tenta il suicidio per la seconda volta nella vita. Da questo momento Yoli avrà una sola missione, salvare la sorella, evitare che il pianoforte di vetro che tiene dentro sè vada in frantumi da un momento all'altro, a costo di paracadutarla in un posto ostile come Mogadiscio o la Corea del Nord o accettare la proposta della sorella di portarla in una clinica in Svizzera per praticare un'eutanasia assistita. E di colpo ci ritroviamo catapultati a Winnipeg, nel Canada occidentale, coinvolte in uno scenario familiare, un pò complici nel custodire insieme a Yoli il segreto con Elf. Si riesce a ridere e piangere al contempo, a vivere questo romanzo, a vivere tra le pagine e a sentire le vicissitudini di questo eterno e complicato legame tra le due sorelle. Ad amare il suo stile umoristico e ad amare Miriam Toews inevitabilmente.

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Recensioni

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Recensioni: 5/5
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Miriam Toews

1964, Steinbach

Autentica rivelazione della narrativa canadese degli ultimi anni, Miriam Toews è nata in Manitoba, in una comunità mennonita di stampo patriarcale e fondata sulla colpa. I suoi genitori avevano vedute più larghe e si sono rassegnati a vederla fuggire. A diciotto anni era già a Montréal, e scrivere è stata la sua ribellione.Il regista messicano Carlos Reygadas l'ha tentata con il cinema, nominandola sul campo attrice protagonista di Luz silenciosa; la sua intepretazione è memorabile, ma il suo vero terreno era e rimane la scrittura, comica e malinconica in modo inestricabile.Nel 2004 ha vinto un premio importantissimo, il Governor General's Award, con Un complicato atto d'amore, pubblicato in Italia da Adelphi.In fuga con la zia si...

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