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La palude definitiva - Giorgio Manganelli - copertina
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La palude definitiva - Giorgio Manganelli - copertina

Descrizione


Questo romanzo, l'ultimo scritto da Giorgio Manganelli prima della morte nel 1990, è tutto una visione corrusca, l'allucinazione di un teologo, la ricognizione di un luogo «in cui è difficile entrare e impossibile uscire». Questo luogo è detto «la palude definitiva», ma non ha altro nome. Vi entra chi ha commesso una colpa, ma non sa quale. A mano a mano che seguiamo il narratore e il suo cavallo, che si svelerà importante personaggio, inoltrandoci in questa terra «torbidamente viva», ci accorgiamo che siamo risucchiati in un vortice metafisico, nella creazione di un demiurgo maligno. E ci viene da pensare che Manganelli abbia qui voluto raccontare il luogo stesso della sua immaginazione, luogo «sommamente rischioso», enigmatico, «ripugnante e fascinoso», dove si svolge un'avventura solitaria ed estrema, quel luogo di confìne fra molti mondi che fu la «misteriosa, taciturna patria» di questo grande visionario.
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Dettagli

2
1991
6 maggio 1991
117 p.
9788845908415

Valutazioni e recensioni

ROBERTO NESPOLA
Recensioni: 5/5

Un viaggio allucinante e allucinato - una visione incubo - attraverso il Nulla e l'Assoluto, strutturato in forma di tema (la palude e suoi corollari) e variazioni. Diversamente che in Quenau, però, qui non si tratta di un puro divertissement formale in quanto la struttura è tutta interna al discorso, mirabilmente giocata sul lessico ricercatissimo, sulla fascinazione ideale e il carisma metamorfico delle parole. Tanto che, nel leggerlo, si è indotti a pensare che sia lo stesso testo a farsi (e a farci) palude.

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Recensioni: 4/5

Non ho mai letto nulla di più astratto di questo libro di Manganelli, basti pensare che ad un certo punto il protagonista non si sposta sul dorso di un cavallo ma sul dorso della cavallinità stessa. Per qualche motivo (fugge) si viene ad inoltrare in un non luogo (la palude definitiva) che viene descritto in modo immaginifico e dettagliato. Il protagonista si interroga sull'identità della palude, sulla relazione che ha con essa, sulla cavallinità, sulla solitudine. Interrogativi ed immagini astratte si dipanano per diverse pagine in assenza di trama. Il lessico è estremamente ricercato, l'incipit coinvolgente, le descrizioni di questo luogo "originale" vivide e dettagliate, purtroppo non sono però stato all'altezza di individuare una chiave di lettura per il testo. Mi rimane da apprezzare l'oscuro cerebrale gioco di una penna straordinaria, ma quanta fatica!

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Recensioni

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Giorgio Manganelli

1922, Milano

Giorgio Manganelli (Milano 1922 - Roma 1990) è stato uno scrittore e saggista italiano. Fece parte del Gruppo 63. Collaborò al "Corriere della sera" e ad altri quotidiani, raccogliendo poi gli articoli pubblicati nel volume "Improvvisi per macchina da scrivere" (1989). Autore di saggi come "La letteratura come menzogna" (1967), "Angosce di stile" (1981), "Laboriose inezie" (1986), ha scritto anche reportages come "La Cina e altri orienti" (1974). Nelle sue opere narrative, caratterizzate da una scrittura barocca, è rimasto fedele a un'immagine manieristica della letteratura, come costruzione artificiosa di un mondo surreale. Tra i titoli: "Hilarotragoedia" (1964), "Agli dei ulteriori" (1972), "Centuria" (1979, premio Viareggio), "Discorso dell'ombra e dello stemma" (1982),...

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