Si intrecciano due storie. La prima è il giallo classico, con un morto e la ricerca del colpevole, in stile Schiavone. I suoi collaboratori, dei quali uno è sempre più stucchevole, i suoi metodi, il suo frasario si ritrovano così come li abbiamo già conosciuti. La trama, in realtà, non è molto complessa ma un po' faticosa da seguire per la quantità di nomi che si inanellano nel ricostruire una vecchia vicenda. La seconda colpisce Schiavone nel personale ed è più riuscita.
Il passato è un morto senza cadavere
Novembre, Aosta, il tempo è grigio, piove, il colore del cielo varia dal grigiastro al bianco nebbia. Un ciclista investito sulla strada della Valsavarenche si trasforma per Rocco Schiavone in una indagine difficile: un omicidio senza un movente apparente. Il vicequestore scaverà nel passato della vittima per venirne a capo, mentre le sue relazioni quotidiane sono turbate dai segreti del passato.
Quando viene chiamato su una strada di montagna, al vicequestore Rocco Schiavone basta uno sguardo per capire di trovarsi di fronte a una rottura del decimo livello della sua personalissima classifica. Un ciclista, infatti, è stato vittima di un incidente. Il morto si chiama Paolo Sanna, un cinquantenne che da un po' di tempo abita in zona ma che apparentemente nessuno conosce. Dai primi accertamenti risultano subito delle stranezze. Sanna era abbiente se non addirittura ricco, ma senza occupazione, nel tempo aveva cambiato periodicamente residenze in tutto il Nord Italia, sporadiche e superficiali amicizie, qualche amore senza conseguenze, parenti lontani e poco frequentati: insomma, «una specie di ectoplasma ai margini della società». A complicare le cose, c'è il rebus del taccuino trovato nella sua abitazione, una lista di nomi, sigle e numeri indecifrabili. Il quadro è quello di un uomo in fuga. Ma una fuga lunga, senza fine, se non fosse stato per quell'urto in montagna. Per vederci chiaro bisogna indagare nel passato, andando il più a fondo possibile, un passato che fa sprofondare il vicequestore di Aosta negli anni di gioventù di un gruppetto affiatato. Rocco vorrebbe procedere come al solito, pesante come un pugno e sottile come uno stiletto, ma è di sottigliezza che ha soprattutto bisogno, anche perché si fa sempre più drammatico il timore per la scomparsa inspiegabile di una persona, una donna, a cui qualcosa di intenso lo lega.
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Anno edizione:2024
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Valeria 10 febbraio 2026Due trame
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lale 22 gennaio 2026
Il passato perseguita tutti, soprattutto chi non lo vuole affrontare. Un giallo estremante scorrevole e piacevole da leggere
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Nicolò 29 dicembre 2025
Giallo dal ritmo teso e dal tono amaro, dove il passato irrisolto di alcuni personaggi pesa più del crimine in sé. Lo stile di Manzini riesce a rendere un ritratto malinconico di colpe, omissioni e fragilità che ho apprezzato e rende il libro coerente e avvincente come gli altri della serie; sicuramente meglio del precedente... un ritorno al Rocco Schiavone che il lettore ama e aspetta di rivedere in azione.
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