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Il pendolo di Foucault - Umberto Eco - copertina
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Il pendolo di Foucault - Umberto Eco - copertina
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Descrizione


Questo romanzo si svolge dall'inizio degli anni sessanta al 1984 tra una casa editrice milanese e un museo parigino dove è esposto il pendolo di Foucault. Si svolge dal 1943 al 1945 in un paesino tra Langhe e Monferrato. Si svolge tra il 1344 e il 2000 lungo il percorso del piano dei Templari e dei Rosa-Croce per la conquista del mondo. Si svolge interamente la notte del 23 giugno 1984, prima in piedi nella garitta del periscopio, poi in piedi nella garitta della statua della Libertà al Conservatoire des Arts et Métiers di Parigi. Si svolge la notte tra il 26 e il 27 giugno dello stesso anno nella stessa casa di campagna che Jacopo Belbo, il protagonista, ha ereditato da suo zio Carlo, mentre Pim rievoca le sequenze temporali di cui si è detto sopra. In sintesi: tre redattori editoriali, a Milano, dopo avere frequentato troppo a lungo autori "a proprie spese" che si dilettano di scienze occulte, società segrete e complotti cosmici, decidono di inventare, senza alcun senso di responsabilità, un Piano. Ma qualcuno li prende sul serio.
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Dettagli

2018
22 novembre 2018
790 p., Rilegato
9788893446419

Valutazioni e recensioni

Recensioni: 3/5

"Il pendolo di Foucault" (1988) è il secondo romanzo di Umberto Eco, a otto anni di distanza dal folgorante esordio in narrativa (per adulti) con "Il nome della rosa" (1980), vincitore del Premio Strega e bestseller delle classifiche mondiali. "Il pendolo di Foucault" è uno dei più sofisticati e insieme radicali libri dell’autore piemontese scomparso nel 2016. Per capire cosa intendiamo, basta guardare all’architettura interna del romanzo. Anzitutto, si presenta con una struttura “cabalistica”: il libro è diviso in dieci parti, ciascuna corrispondente ai dieci sefirot. Un percorso in salita (quello narrativo della storia) che corrisponde a una discesa verso gli abissi (dell’animo dei personaggi). A un evidente stratificazione stilistica di rimandi numerici e bibliofili, fa da contraltare una non meno complessa stratificazione narrativa… Non proprio un meccanismo da scatole cinesi, "Il pendolo di Foucault" è semmai una raffinata partita a scacchi giocata su un piano verticale. Dopo aver sviscerato quasi ogni teoria del complotto (dalla Pietra Filosofale ai Templari, dal Sacro Graal ai Rosa-Croce e via dicendo), tutte le dottrine esoteriche-alchemiche, ovviamente Eco va a parare dalle parti dei Protocolli dei Savi Anziani di Sion. Ma al paganesimo mitteleuropeo e alle cospirazioni ultrasecolari, Umberto Eco associa un irripetibile tratto ironico. La sua scrittura di bocca buona rende il romanzo troppo complesso per un lettore medio di gialli d spiaggia. Non che sia un male, ma se si pensa che la storia è praticamente la stessa de "Il Codice da Vinci" (2004) e che il libro di Dan Brown può essere letto persino dei ciechi (cosa che lo ha reso un fenomeno mondiale), un po’ indispettisce...

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Umberto Eco

1932, Alessandria

Critico, saggista, scrittore e semiologo di fama internazionale. A ventidue anni si è laureato all'Università di Torino con una tesi sul pensiero estetico di Tommaso d'Aquino. Dopo aver lavorato dal 1954 al 1959 come editore dei programmi culturali della Rai, negli anni Sessanta ha insegnato prima presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Milano, poi presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze. Infine presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. Inoltre, ha fatto parte del Gruppo 63, rivelandosi un teorico acuto e brillante.Dal 1959 al 1975 ha lavorato presso la casa editrice Bompiani, come senior editor. Nel 1975 viene nominato professore di Semiotica all'Università di Bologna, dove...

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