È stato il mio primo incontro con Saramago e non avrei potuto chiedere impatto migliore. Lettura che inizialmente, per via dello stile dell'autore, può apparire ostica ma che conquista già dopo qualche pagina. Un'analisi accurata delle fragilità e dei limiti umani della società che apre a molte riflessioni.
Cecità
Saramago racconta la caduta e la cura, lasciando che le voci si sovrappongano come in un respiro comune, e la cecità che contagia i corpi non può che chiamare in causa la nostra distrazione morale: perché quando la luce si spegne non basta “vedere” – occorre guardare. È lì, in quella attenzione costante verso l’altro, che il romanzo apre la sua domanda più semplice e più urgente: che cosa ci conserva umani quando tutto intorno si fa opaco?
«Essere un fantasma dev’essere questo, avere la certezza che la vita esiste, perché ce lo dicono quattro sensi, e non poterla vedere.»
Prima un uomo al semaforo, poi chi lo accompagna a casa, poi il medico che lo visita: un bianco lattiginoso dilaga, improvviso e inspiegabile, negli occhi delle persone, e la città decide di isolare i contagiati in un manicomio abbandonato. Là dentro, tra brandelli di regole e paura, si raduna un piccolo gruppo che prova a salvare una forma di umanità: il medico oculista, la moglie che continua a vedere e tace, la ragazza dagli occhiali scuri, il vecchio con la benda nera, il primo cieco, un bambino terrorizzato. La fame detta gerarchie, il linguaggio inciampa, i passi imparano a fidarsi di una voce. Fuori, la civiltà vacilla. Strade e case si sfaldano, il cane delle lacrime fiuta il dolore e segue chi ha bisogno di lui. La donna che vede guida i compagni attraverso una città divenuta labirinto, dove ogni gesto – condividere o negare un pezzo di pane, riempire d’acqua una busta di plastica, tendere la mano per afferrarne un’altra, che cerca – decide da che parte stare.
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Autore:
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Collana:
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Anno edizione:2026
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Serendipity 20 giugno 2026Magistrale
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Miggant 03 giugno 2026Sconvolgente
Sebbene lo stile di scrittura sia difficile da leggere, è un libro che scava nelle profondità dell’essere umano
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Silvia 16 maggio 2026Illeggibile
La prima volta che non arrivo alla fine di un libro. Illeggibile. Non trasmette nulla tranne fastidio.
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