Quaderni di Serafino Gubbio operatore - Luigi Pirandello - copertina
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Letteratura: Italia
Quaderni di Serafino Gubbio operatore
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Descrizione


Giunto a Roma in cerca di impiego, per una serie di coincidenze Serafino Gubbio trova lavoro come operatore per la casa cinematografica Kosmograph. Il suo nuovo ruolo disumanizzato di "mano che gira la manovella" gli permetterà di guardare il mondo da osservatore esterno e di cogliere le meschinità, le contraddizioni e la pochezza dei sentimenti e delle ambizioni che muovono attori, impresari e collaboratori che gravitano intorno al mondo del cinema, come la [emme fatale Varia Nestoroff, il frivolo Aldo Nuti o il tragicomico dottor Cavalena. Eccelso uomo di teatro, Pirandello ebbe un rapporto di attrazione e odio con la cinematografia, arte simbolo della civiltà delle macchine, cui non risparmiò critiche feroci ma di cui seppe anche anticipare e teorizzare sviluppi futuri, per cui gli saranno debitori registi come Fellini, Antonioni, Bergman e tanti altri. Un rapporto complesso e ambivalente, indagato acutamente nel saggio introduttivo di Stefano Milioto.

Dettagli

10 luglio 2013
276 p., Brossura
9788817063371

Valutazioni e recensioni

  • Laura
    Il potere delle macchine sull'uomo

    In questo romanzo Pirandello manifesta il suo risaputo rapporto di amore/odio nei confronti della CINEMATOGRAFIA, di cui si rende conto delle potenzialità espressive, ma non ne riconosce la qualità dell'arte, considerandola una forma di comunicazione popolare, meccanica, fredda, falsa e priva di dignità e spiritualità. Il protagonista, Serafino Gubbio, si definisce un osservatore impassibile di un mondo che corre troppo velocemente e che risucchia gli individui in un vortice in cui appaiono sempre più smarriti, adombrati, afflitti, ansiosi, oppressi, turbati ed inquieti. Questa, secondo lui, è la SORTE MISERABILE A CUI IL CONTINUO PROGRESSO STA CONDANNANDO L'UMANITÀ. Si tratta, infatti, di un TESTO DI FORTE CRITICA E CONDANNA NEI CONFRONTI DELL'INDUSTRIALIZZAZIONE, DEL PROGRESSO E DELLO SVILUPPO TECNOLOGICO, dove le macchine, anziché rappresentare strumenti per l'uomo, ne sono diventate i padroni, inglobando la sua anima e trasformandolo in un vero e proprio schiavo. Non poteva, inoltre, mancare l'argomento più caro a Pirandello, quello delle MASCHERE SOCIALI, secondo cui l'uomo, in relazione coi suoi simili, non è mai totalmente sincero e se stesso poiché vittima di tutta una serie di costrutti sociali, che lo portano a soffocare il suo vero io e a rappresentare una parte, proprio come gli attori del cinema. Per tutti questi motivi consiglio assolutamente la lettura di quest'opera, estremamente attuale nelle tematiche affrontate e permeata da una profonda introspezione dell'animo umano.

  • Maddalena
    ⭐⭐⭐⭐⭐

    bellissimo libro ♥️

  • silvana pulice

    Un capolavoro pirandelliano a quanto pare poco letto e/o conosciuto: i Quaderni di Serafino Gubbio Operatore si pongono sullo stesso piano de Il fu Mattia Pascal, e per conoscere a pieno la poetica di Pirandello, non possono mancare tra le letture da affrontare. La tramasi presta a vari livelli di lettura, a mio parere tutti apprezzabili e interessanti, anche se, ovviamente, quello più profondo è essenziale alla comprensione di tutta l'opera. Serafino è un uomo che vive traumaticamente l'alienazione derivata dal progresso, e per questo incarna perfettamente il disagio esistenziale dell'uomo moderno. Il finale è la vera rivelazione. Da leggere assolutamente.

Conosci l'autore

Foto di Luigi Pirandello

Luigi Pirandello

1867, Agrigento

Nacque nel podere di campagna detto il Caos, da una famiglia della borghesia commerciale di tradizione risorgimentale e garibaldina, sia da parte del padre Stefano che della madre, Caterina Ricci-Gramitto. Preso soprattutto da interessi filologici e letterari, frequentò le università di Palermo, Roma e Bonn, dove si laureò nel 1891 con una tesi in tedesco di fonetica e morfologia (in traduzione italiana: 'La parlata di Girgenti'). Tornato in Italia nel 1892 e stabilitosi a Roma, grazie a Luigi Capuana strinse contatti con la cultura militante, collaborando con scritti critici e poesie alla «Nuova Antologia», conducendo sul «Marzocco» un’accesa polemica antidannunziana e insistendo in molti interventi su vari periodici sul tema della crisi...

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