Tutto è in frantumi. 1943. Diario di un'ebrea olandese - Klaartje De Zwarte­Walvisch - copertina
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Tutto è in frantumi. 1943. Diario di un'ebrea olandese
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Descrizione


Il 22 marzo 1943, in una bella giornata di sole, due "cacciatori di ebrei" prelevano Klaartje e Joseph de Zwarte dalla loro casa di Amsterdam. Finisce così il loro ultimo pomeriggio di libertà. Dopo l'arresto, marito e moglie vengono internati nel campo di concentramento di Vught. Nel giro di alcuni mesi Klaartje sarà trasferita a Westerbork e, da lì, a Sobibor, dove morirà nelle camere a gas il 16 luglio, a trentadue anni. Joseph, separato dalla moglie a Vught e impiegato nei lavori forzati, sarà deportato in seguito, ma le sue tracce si perdono comunque in un luogo imprecisato della Polonia. A dispetto dei suoi carcerieri e correndo un rischio enorme, la sartina Klaartje trova il coraggio dell'unica resistenza possibile: tiene un diario preciso e dettagliato della vita nel campo di Vught. Forse presagendo a quale destino andrà incontro, al momento di salire sul treno per Sobibor lo consegna al cognato. È una testimonianza commovente e un impietoso atto di accusa, ma insieme dà voce all'incredulità di fronte a un sistema talmente assurdo da risultare inconcepibile. Il diario è stato riscoperto solo di recente, dopo la donazione di una superstite della famiglia al Museo ebraico di Amsterdam. Con la sua pubblicazione non soltanto si è riportato alla luce un documento fondamentale ma, finalmente, si realizza il desiderio di Klaartje che quanto ha scritto raggiunga il mondo esterno perché tutti conoscano le sue sofferenze e la sua rabbia.

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Dettagli

2012
167 p., Brossura
9788860889683

Valutazioni e recensioni

  • Valeria Dome'

    Un libro sconosciuto ai più. Struggente, triste. Altra importante testimonianza di quegli anni dolorosi, crudeli, difficili da dimenticare. Questa giovane donna ci racconta i giorni della sua prigionia nel campo di concentramento di Vught, tra fame, malattie, umiliazioni e morte, sino all'arrivo a Westerbork e poi il nulla. Il libro si interrompe, così come la sua vita. A soli 32 anni. Assolutamente da leggere.

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