La teoria di fondo è molto interessante, e le soluzioni proposte sono stimolanti. La scarsità (di tempo, di denaro, ecc) riduce la nostra "larghezza di banda" e ci fa prendere decisioni stupide. Questo ha ripercussioni molto importanti nella lotta alla povertà, per esempio, e occorrerebbe un ripensamento di come gestiamo questo problema. Gli strumenti attuali sono poco efficaci, le soluzioni proposte (solo abbozzate) sembrano promettenti.
Scarcity. Perché avere poco significa tanto
Perché la povertà è così difficile da sradicare? E perché i piani per contrastarla si rivelano quasi sempre inefficaci? Per combattere la povertà la scarsità cronica di denaro - occorre cogliere il filo che la lega a tanti altri esempi di scarsità: dalla mancanza di tempo di chi è oberato dagli impegni lavorativi alla solitudine di chi si trasferisce in una nuova città. Sendhil Mullainathan e Eldar Shafir dimostrano che tutte le forme di scarsità creano uno stato mentale simile. La scarsità influenza, a un livello subconscio, incontrollabile, le capacità cognitive e i comportamenti individuali e collettivi. Concentra tutte le energie intellettuali sulle risorse che mancano, migliorando la prontezza e l'efficienza nel rispondere alle esigenze più pressanti. Ma così facendo "cattura" la mente: se siamo preoccupati per la scarsità, abbiamo meno attenzione da dedicare a tutto il resto. Diventiamo meno intuitivi, meno lungimiranti, meno controllati: affrontare ristrettezze economiche riduce le capacità cognitive di una persona più di un'intera notte insonne. In quest'ottica non solo la povertà globale, ma anche i problemi della nostra vita quotidiana acquistano nuova luce. La psicologia della scarsità accomuna i venditori indiani di frutta e verdura caduti nella trappola dell'indebitamento e gli uomini d'affari superoccupati che faticano a prendersi cura dei figli, i coltivatori di canna da zucchero, chi affronta una dieta e chi gestisce ospedali sovraffollati.
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Anno edizione:2014
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Valeriacorripiano 20 gennaio 2022
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Questo libro mi ha aperto gli occhi sul consumismo e sul fatto che continuiamo a comprare assurdamente qualcosa che non ci serve e non sappiamo farne a meno, un libro con molti dati e diretto come pochi che ho letto, ma che fa riflette anche sulla società e quanto è cambiata negli ultimi vent'anni, un libro che mi è piaciuto molto e che consiglio, chiaro e ben leggibile.
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