Settembre nero - Sandro Veronesi - copertina
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Letteratura: Italia
Settembre nero
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Descrizione

Libro vincitore del Premio nazionale di letteratura Grazia Deledda 2025 - Sezione narrativa
Libro vincitore del Premio De Sanctis - Letteratura 2025
Libro vincitore del Premio Lattes Grinzane 2025

Il fiore non sa di essere un fiore finché non fiorisce. Settembre nero racconta la fioritura di un ragazzo di dodici anni, Gigio Bellandi, durante un’estate in Versilia nel 1972: la scoperta della musica, della lettura, dell’inquietudine, del desiderio, dell’amore – e poi di tutto questo l’impensabile, fulminea interruzione. Ricostruisce con plastica precisione le immagini, gli odori, i colori e i suoni che animavano quella vita andata perduta, e con vaghezza, invece, perché subìto senza tante spiegazioni, l’evento irreversibile che la travolge.


Intorno a Gigio, vittime e colpevoli mescolati insieme, in una costellazione di personaggi struggenti e indimenticabili: il padre-tritone, la madre-leonessa, l’eroica sorellina e i due principali responsabili del suo improvviso sbocciare: lo zio Giotti, misterioso, timidissimo e purissimo maestro della forza, e Astel Raimondi, la ragazzina dalle treccine “nere come onice nera”, che fa in tempo a marchiarlo col segno indelebile dell’amore. Ma è anche un romanzo sul potere evocativo delle parole – muflone muflone muflone muflone muflone – e su quello seduttivo e salvifico della lingua, perché racconta l’esplosione di un talento puro e sorprendente, anch’esso destinato a durare per sempre: quello per la traduzione. La voce narrante è dello stesso Gigio, dal monte ventoso dei suoi sessant’anni, perché evidentemente ce l’ha fatta a risanare la ferita e ad andare oltre, cioè a “tradurre” alla fine anche se stesso, diventando così l’ultimo degli “eroi normali” tanto cari a Veronesi.

Dettagli

8 ottobre 2024
304 p., Brossura
9788834618738

Valutazioni e recensioni

  • Adriana78
    L'estate del cambiamento

    Un romanzo che ti resta attaccato dentro grazie alla scrittura distesa e dettagliata di Veronesi, che ricostruisce con dovizia di particolari gli anni Settanta del Novecento. Due sono le famiglie distrutte da una tragedia, che si consuma nell'estiva Versilia, solo la resilienza consentirà al giovane protagonista di rialzarsi e andare avanti, guardando, ormai adulto, al suo passato fatto di amori e delusioni. "Settembre nero" delle Olimpiadi di Monaco segna per sempre la vita del giovane Gigio, trascinandolo con violenza nell'età adulta. Romanzo di formazione che presenta tratti comuni con L' isola di Arturo della Morante, I pesci non chiudono gli occhi di De Luca, L' equazione del cuore di De Giovanni. L'estate, il mare, gli adulti antieroi diventano strumenti di crescita forzata per gli imberbi protagonisti.

  • titti
    una certezza

    Quando sono in crisi letteraria veronesi mi cura sempre. La Toscana il mare…una bella storia.

  • PaolaS.
    Un Veronesi minore

    Mi piace sempre la scrittura di Sandro Veronesi, fluida, scorrevole e trascinante; pertanto, leggo comunque molto volentieri i suoi libri e ricordo ”Il colibrì” come uno dei romanzi più belli, commoventi e profondi degli ultimi anni. Quest’ultimo, tuttavia, l’ho trovato meno coinvolgente dei precedenti e un poco inconsistente, seppur il racconto della brusca fine dell’adolescenza di Gigio sia ben narrato e ricco di dettagli e sfumature, collocato in un periodo storico in cui anch’io ero bambina; ricordo, infatti, nitidamente i drammatici avvenimenti che fanno da contorno alla storia, così come le abitudini, gli oggetti e gli “odori” di quegli anni. È questo l’aspetto che ho più apprezzato del libro e che mi porta ad esprimere una valutazione personale comunque positiva (3,5 su 5).

Conosci l'autore

Foto di Sandro Veronesi

Sandro Veronesi

1959, Firenze

Scrittore italiano, fratello del regista Giovanni Veronesi. Ha compiuto i suoi studi nel campo dell'architettura, optando definitivamente per la scrittura a 29 anni. Risale infatti al 1988 il suo primo libro Per dove parte questo treno allegro. Con Gli sfiorati Veronesi inizia a rivelarsi come uno scrittore fantasioso e raffinato. Nel 1992 esce Cronache italiane, raccolta di articoli apparsi per la maggior parte sul supplemento domenicale de il Manifesto negli anni tra il 1988 e il 1991.  Dopo lo studio sulla pena di morte nel mondo (Occhio per occhio), Veronesi scrive Venite, venite B 52 (vincitore del Premio Fiesole nel 1996), con cui si allontana fatalmente dalla narrativa della tradizione italiana, avvicinandosi a certi autori americani della cultura psichedelica, come Thomas...

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