Virginia Woolf è unica, impossibile paragonarla ad altri, ed unica è anche Clarissa Dalloway la protagonista del libro. La tecnica narrativa del “flusso di coscienza”, tipica dell' autrice, permette al lettore di entare letteralmente nelle teste e nei cuori dei vari personaggi della storia, consentendo di raggiungere un livello di realismo psicologico a cui gli scrittori Inglesi dell' epoca precedente non erano mai arrivati. Clarissa fa alcune cose semplici: compra fiori, passeggia, riceve la visita di un vecchio amico etc ma il tutto viene reso assolutamente poetico, ricco di particolari, di significato, dalla prosa della Woolf. Un libro che ogni buon lettore dovrebbe possedere per leggerlo e rileggerlo in cerca di significati sempre nuovi.
Tutto avviene e si consuma nel corso di una sola giornata e, come spesso accade nell'opera della scrittrice, il fulcro intorno a cui si snoda la vicenda e ruotano i personaggi ha le apparenze di un banale evento quotidiano. Clarissa Dalloway, protagonista del romanzo, è intenta ai preparativi di una festa che offrirà in serata agli amici. L'altro polo narrativo è il giovane Septimus Warren Smith, reduce di guerra, che un graduale rifiuto del mondo poi degenerato in follia condurrà al suicidio poche ore prima della festa di Clarissa. La notizia della morte di Septimus giunge alla protagonista proprio nel corso della festa, che diventa così la scena in cui la rappresentazione apparentemente anodina trova senso e suggello.
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Anno edizione:2013
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In commercio dal:2 maggio 2013
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Giuseppe Piccolo 17 maggio 2018
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DANIELE SANTORI 15 settembre 2008
Nel chiudere questo libro e riporlo proprio lì, tra gli altri, accuso un certo dolore. Una sensazione di dispiacere misto alla gioia di aver letto fino all’ultima pagina i pensieri di Clarissa e di chi la circondava in quella “mattina fresca come fosse coniata nuova di zecca“. Le loro riflessioni erano diventate le mie, scavando fra i dubbi e le incertezze, tra le sofferenze e le gioie di chi cerca risposte dalla propria esistenza. Clarissa non è solo una donna che si domanda quale sia la vera sofferenza fra vivere o morire, ma è capace di molto di più. Nel suo essere cosciente di non saper fare nulla, se non dare sontuose feste nella sua casa, capisce che della vita deve carpire ciò che le è stato concesso, quelle gioie derivate dalle persone che che la circondano, dalle vie di Londra piene di vita, dall’aria fresca mattutina di Bond Street. Niente altro. Tutto ciò che intorno a se si intreccia, fitto come una trama, non la scompone dal suo apparire così com’è, elegante e avvolta nella sua aristocratica tranquillità. L’osservare ciò che accade lungo la sua passeggiata mattutina le riporta alla mente i pensieri di una vita passata, fatta di nomi e di situazioni, di gioie condivise ma anche di voluti abbandoni. Adoro questo libro e adoro l’immagine di Clarissa. E’ un vero dispiacere riporlo lì, banalmente tra gli altri libri impolverati.
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