“Gli anni di Annie Ernaux”, Premio Nobel per la Letteratura 2022, è un autentico capolavoro che brilla per uno stile unico e inconfondibile. L’autrice scardina la tradizione del genere dando vita a un’autobiografia impersonale: un affresco in cui la memoria individuale sfuma in quella collettiva. La protagonista, che è l’autrice stessa, non usa mai l’”io”. Sceglie invece il “noi” o il “lei”, fondendo i propri ricordi con quelli di un’intera generazione. La narrazione procede per frammenti di vita vissuta e icone del tempo: vecchie fotografie, citazioni cinematografiche, slogan pubblicitari, canzoni e figure della politica. È un viaggio lungo sessant’anni, che parte dalle macerie del dopoguerra per approdare ai primi anni del XXI secolo, con il tempo scandito dalla successione dei Presidenti della Repubblica francese. Il libro testimonia con lucidità l’evoluzione sociale: il passaggio dalla rigida morale cattolica degli anni ‘40 alla liberazione sessuale del ‘68, fino all’avvento del consumismo sfrenato e all’accelerazione tecnologica. Centrale è la riflessione sulla condizione femminile: la lotta per l’aborto, l’emancipazione lavorativa e il nuovo ruolo della donna nella famiglia. Quella della Ernaux è una “fede femminista” vissuta tra entusiasmi e delusioni, un cammino che ogni uomo dovrebbe approfondire per comprendere quanto resti ancora da fare per un reale riconoscimento della donna, andando oltre le impalcature di un’ipocrisia di facciata. Gli anni è un’opera potente sulla salvaguardia della memoria. Leggendolo, ho ritrovato frammenti di un tempo che sembrava smarrito. Nonostante sia ambientato in Francia, le dinamiche che descrive sono universali: sfogliare queste pagine è come guardare un album di famiglia che improvvisamente prende vita, trasformando la storia di una singola donna nella storia di tutti noi.
Gli anni
Tra i migliori titoli degli ultimi 25 anni (2000-2025) secondo la Lettura
Un romanzo autobiografico e al contempo una cronaca collettiva del nostro mondo dal dopoguerra a oggi.
«Tutta la forza critica che chiediamo a un romanzo è qui, in uno dei libri cruciali del nostro tempo» – Corriere della Sera
Come accade che il tempo che abbiamo vissuto diviene la nostra vita? È questo il nodo affrontato da Gli anni, romanzo autobiografico e al contempo cronaca collettiva del nostro mondo dal dopoguerra a oggi, nodo sciolto in un canto indissolubile attraverso la magistrale fusione della voce individuale con il coro della Storia. Annie Ernaux convoca la Liberazione, l'Algeria, la maternità, de Gaulle, il '68, l'emancipazione femminile, Mitterrand; e ancora l'avanzata della merce, le tentazioni del conformismo, l'avvento di internet, l'undici settembre, la riscoperta del desiderio. Scandita dalla descrizione di fotografie e pranzi dei giorni di festa, questa «autobiografia impersonale» immerge anche la nostra esistenza nel flusso di un'inedita pratica della memoria che, spronata da una lingua tersa e affilatissima, riesce nel prodigio di «salvare» la storia di generazioni coniugando vita e morte nella luce abbagliante della bellezza del mondo.
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Anno edizione:2015
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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tmassimiliano 26 gennaio 2026Non la solita autobiografia
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Libri Senza Gloria - blog pop nerd 25 giugno 2025Le storie
Pubblicato dalla casa editrice L'orma nella collana Kreuzville Aleph che raccoglie opere e autori cruciali per l'immaginario della nuova Europa, "Gli anni" di Annie Ernaux, una delle voci più autorevoli del panorama culturale francese, non può che ricordare "La Storia" di Elsa Morante. Un affresco autobiografico e insieme cronaca collettiva dal dopoguerra a oggi: "la Liberazione, l'Algeria, la maternità, de Gaulle, il '68, l'emancipazione femminile, Mitterand e ancora l'avanzata della merce, le tentazioni del conformismo, l'avvento di internet, l'undici settembre, la riscoperta del desiderio". Il racconto prende lo spunto da ricordi materiali della propria vita come fotografie e pranzi dei giorni di festa per arrivare a un'indagine non solo esistenziale ma anche sociale e politica. In questo senso, quando la voce individuale si perde nella Storia universale, la "biografia si fa impersonale", e nel passaggio dall'una all'altra e viceversa si definisce nel tentativo di toccare le corde più emotive del lettore. Una scrittura che vuole essere quanto più neutrale possibile, ma che non è sicuramente di facile lettura: scandita dalla doppia spaziatura fra paragrafi, incede per passaggi discontinui nella narrazione ma conta sull'associazione delle idee. Lo stile può essere percepito come freddo, però il distacco si risana nel finale quando l'autrice si sottopone a una conclusiva forza auto-critica...
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mari 09 giugno 2025una grande scrittrice contemporanea
Annie Ernaux ci porta con questo romanzo intimo e delicato nell'interstizio misterioso in cui si svolge il confronto dell'identità con il tempo.
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